La Bce lascia i tassi invariati al 2,50%. Lagarde: "Probabile che inflazione aumenterà"
EconomiaMentre la presidente della Banca annuncia le sue dimissioni, con effetto dal 7 febbraio 2027, l'istituto di Francoforte ha riunito il board per una nuova decisione sul costo del denaro: nessuna variazione. Probabile un nuovo aumento a dicembre
Nel giorno dell’annuncio delle dimissioni di Christine Lagarde da presidente della Banca centrale europea (dal 7 febbraio 2027), l’istituto di Francoforte ha riunito il suo board per una nuova decisione sui tassi d’interesse. Come previsto dagli analisti, si è optato per pausa dai rialzi, dopo che a settembre il tasso sui depositi era stato portato al 2,50%. Quello sui rifinanziamenti principali resta al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. Dall'ultima riunione, spiega la Bce, "le condizioni di finanziamento si sono inasprite ed è probabile che questo inciderà sull'inflazione e sulla crescita". Un nuovo eventuale rialzo è più probabile durante la riunione di dicembre: i mercati danno all'80% un aumento al 2,75%. L’obiettivo è sempre quello di riportare l’inflazione al 2%. Al momento nell’Eurozona è al 3,8%, con dati Eurostat aggiornati a settembre. Ad agosto era al 3,2%.
Lagarde: "Probabile aumento dell'inflazione". Pesa crisi energetica
Lagarde sottolinea come la crescita europea sia "proseguita nel terzo trimestre" dell'anno, ma sul futuro continuano a pesare lo scenario di guerra in Medio Oriente e il conflitto in Ucraina. Al centro delle preoccupazioni ci sono sempre i prezzi energetici, che "rendono probabile un aumento dell'inflazione nei prossimi trimestri". Nella riunione di oggi, aggiunge, è stato discusso un rialzo, ma poi "sulla base dell'incertezza attuale, e dell'inflazione di fondo, grosso modo invariata", la Bce "ha deciso all'unanimità di essere ben posizionato, di mantenere i tassi fermi e che un approccio misurato fosse quello giusto".
La crisi dei titoli di Stato in Francia
A pesare è anche la situazione in Francia, dove i rendimenti dei titoli di Stato sono saliti ai massimi dal 2002, con gli investitori che chiedono premi sempre più alti per prestarle denaro. La crisi politica francese e le proteste sociali pesano sulla capacità del governo di trovare la quadra per l’approvazione del bilancio per il 2027: bisogna trovare una maggioranza per le misure necessarie a ridurre il deficit. A chi le chiede proprio delle turbolenze sui titoli di stato francesi, Lagarde - senza citare Parigi - risponde che "alcuni Paesi membri affrontano una sfida particolare, quelli con alti livelli di debito in generale" e "se gli sviluppi di mercato dovessero minacciare una trasmissione fluida della politica monetaria, inclusi movimenti di mercato non giustificati e disordinati, abbiamo gli strumenti per rispondere". E ancora, alla domanda se la Bce stesse intervenendo sui bond francesi agendo sui titoli nel suo portafoglio che arrivano a scadenza, assicura che "non c'è alcun accordo dietro le quinte per aggiustare qui, ritoccare là, riequilibrare o prendere scorciatoie".
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La Fed mantiene i tassi fermi
Intanto, anche la Federal Reserve americana ha deciso di mantenere i tassi di interesse fermi. La decisione è arrivata ieri, 28 ottobre, a pochi giorni dalle elezioni Usa di midterm (anche se il presidente Kevin Warsh ha assicurato che l’appuntamento elettorale non ha "giocato alcun ruolo" nella scelta). Il costo del denaro negli Usa, in linea con le attese, rimane quindi nella forchetta tra il 3,75% e il 4%, dopo il rialzo dello 0,25%, il primo in tre anni, deciso lo scorso mese all'unanimità.