Pensioni, ipotesi taglio adeguamento a inflazione nel 2027. Quanto risparmia lo Stato?
Per l'anno prossimo si torna a parlare di un mancato adeguamento pieno degli assegni pensionistici al valore dell'inflazione. È una strategia che è già stata adottata in passato, da ultimo dal governo Meloni negli scorsi anni, perché permette allo Stato di risparmiare miliardi di euro. Anche di questo si è parlato nella puntata di “Numeri” di Sky TG24 del 27 ottobre
LA MANOVRA 2027 E LE PENSIONI
- Come per ogni Manovra, anche quest’anno il tema delle pensioni è uno dei più spinosi. Sembra che il meccanismo da adottare per anticipare l’uscita dal mondo del lavoro non troverà spazio nel testo: la decisione sarebbe rinviata al 2027. Il governo starebbe pensando a un fondo di circa un miliardo di euro per stabilire successivamente le regole. Diverse le misure di cui si parla, tra cui un nuovo taglio dell’adeguamento delle pensioni all’inflazione. Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri di Sky TG24 del 27 ottobre.
IL TAGLIO DELL'ADEGUAMENTO ALL'INFLAZIONE: UN ESEMPIO
- La strategia del taglio dell’adeguamento all’inflazione è già stata adottata in passato, da ultimo anche dal governo Meloni negli scorsi anni. In cosa consiste? Per fare un esempio concreto: un pensionato che nel 2022 prendeva 2mila euro netti, più della media, oggi prende 2.260 euro. L’importo è aumentato, ma non il potere d’acquisto, perché i prezzi sono cresciuti di più. Se non ci fosse stato il taglio la pensione sarebbe 2.329 euro. Si tratta di 69 euro al mese, quindi di 828 euro all'anno.
QUANTI PENSIONATI SONO STATI COINVOLTI
- Sono moltissimi i pensionati che hanno subìto questi tagli, tutti quelli che guadagnavano oltre quattro volte il minimo, cioè il 45,9% del totale.
IL RISPARMIO NETTO PER LO STATO
- Con questa misura lo Stato ha risparmiato molto in cifre nette: due miliardi nel 2023, quattro miliardi nel 2024, così come nel 2025 e nel 2026.
IL RISPARMIO LORDO
- La cifra lorda del risparmio, in un decennio, arriva a 54 miliardi di euro.
EFFETTI A LUNGO TERMINE
- Anche se il taglio dell’adeguamento nella Manovra 2022 è stato previsto solo per il 2023 e il 2024, i suoi effetti si riversano per sempre sull’importo delle pensioni. Un esempio: un assegno da 2.500 euro nel 2022, avendo subìto il ribasso stabilito per il 2023-2024, non riuscirà più ad arrivare alla soglia che avrebbe dovuto raggiungere con l’adeguamento all’inflazione. Ed è proprio con questo meccanismo che lo Stato si trascina dietro i risparmi.