Turismo, presenze stabili ma pesa il rischio per le guerre: i dati di Federalberghi
EconomiaIntroduzione
Mentre continua la tensione nel Golfo Persico e intorno allo Stretto di Hormuz - oggi, secondo quanto annunciato dal comando militare, nuovamente chiuso dall’Iran - il potenziale impatto delle tensioni internazionali sul settore turistico italiano sono state discusse a Roma, alla 76esima assemblea di Federalberghi. Un evento a cui è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottolineando "l’instabilità che sta diventando la nostra normalità". In base a quanto emerso finora, stanno tenendo i dati sugli arrivi in Italia ma l’attenzione è alta sui potenziali rischi per le crisi internazionali.
Quello che devi sapere
Il timore dell’impatto dei conflitti
Lo scenario di quanto sta avvenendo è stato delineato dal presidente di Federalberghi. Bernabò Bocca, parlando dal palco dell’assemblea a Roma, ha spiegato che "i dati Istat indicano che nel 2025 le presenze sono cresciute del 2,3%, con arrivi in lieve calo (-0,9%), ma soggiorni più lunghi e domanda internazionale solida. Mentre il nostro settore conferma la sua forza, non possiamo ignorare il rischio geopolitico che pesa sugli scenari futuri. I conflitti in corso, dall'Ucraina al Medio Oriente, fino alle tensioni legate all'Iran, non producono effetti solo sugli equilibri internazionali. Possono incidere anche sui flussi turistici diretti verso il nostro Paese".
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Si registrano rallentamenti
"Ad oggi non abbiamo cancellazioni ma stiamo notando dei rallentamenti soprattutto dai turisti altospendenti del mercato americano", ha spiegato ancora Bocca. Le tensioni dei conflitti "possono incidere anche sui flussi turistici diretti verso il nostro Paese, soprattutto su quelli provenienti dai mercati d'oltreoceano, che più di altri risentono della percezione di instabilità, dell'incertezza nei collegamenti e del clima generale di tensione". E ha aggiunto: "Per l'Italia, che ha costruito una parte importante della propria crescita proprio sulla capacità di attrarre visitatori internazionali, questo significa una cosa molto semplice: non possiamo permetterci di dare nulla per scontato".
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Bocca: "Turismo va preservato da abusivi e pirati"
"Il turismo è una risorsa straordinaria, ma va preservato dagli abusivi, ai quali, come se non bastasse, si sono aggiunti i pirati", ha detto ancora Bocca. "Gli abusivi sono coloro che esercitano l'attività ricettiva senza averne i presupposti, autorizzativi e strutturali. Non creano ricchezza, la distruggono. I pirati sono coloro che utilizzano contratti di lavoro non regolari, spesso sottoscritti da organizzazioni fantasma. Non solo producono incertezza e sfruttamento, possono causare ingenti perdite economiche".
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Boccia: "Pirati possono causare ingenti perdite"
Sugli abusivi il presidente di Federturismo ha aggiunto che "dietro il paravento dei grandi numeri non fanno altro che svuotare le nostre città, privarle della loro anima e trasformarle in desolati dormitori per ospiti che non sono neanche censiti ai fini di pubblica sicurezza. È questa la nostra idea di qualità? Di eccellenza? È così che vogliamo competere come Paese? Non credo". Sui pirati spiega invece che "possono causare ingenti perdite economiche a coloro i quali si trovano a cedere alle loro lusinghe. Una recente ricerca che abbiamo realizzato con l'associazione Adapt ha evidenziato come il rischio connesso a questa possibilità sia di 40mila euro annui di maggiori costi per l'impresa media".
Meloni: "Turismo racconta al mondo cosa significhi essere italiani"
Alla 76esima assemblea di Federalberghi è intervenuta, come detto, anche la premier Giorgia Meloni: la presidente del Consiglio ha sottolineato che il turismo "è il comparto che ci identifica e ci caratterizza e racconta al mondo cosa significhi essere italiani", aggiungendo che "promuove i nostri valori e il nostro stile di vita". Per Meloni "il turismo italiano è tornato forte, solido e in salute grazie agli operatori che si sono rimboccati le maniche". "Il lavoro non si crea per decreto, quello che deve fare lo Stato è mettere gli imprenditori nelle migliori condizioni per produrre ricchezza", ha spiegato.
Meloni: "Instabilità è la nostra normalità"
"L'instabilità sta diventando la nostra normalità", ha detto ancora la premier Giorgia Meloni. "Mentre venivamo l'Iran ha annunciato di voler chiudere Hormuz, il quadro cambia continuamente e siamo al lavoro ogni minuto" per "la stabilizzazione di quadranti che si sono moltiplicati". In ogni caso "affrontiamo la più difficile congiuntura" però penso che "dobbiamo anche farlo con una consapevolezza: che noi anche in questo contesto possiamo dimostrare di che pasta siamo fatti, perché la nostra storia parla per noi. Noi è nelle fasi più complicate, per paradosso che spesso abbiamo dato il meglio di noi stessi".
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Meloni: "Italia corre quando le cose non vanno bene"
Giorgia Meloni ha chiuso il suo intervento dicendo che l’Italia è un Paese che "quando le cose funzionano ama" comunque lamentarsi ma "quando non vanno più così bene cominciamo a resistere, camminare e correre: la verità è che siamo italiani e accontentarci non è nel nostro Dna". Per concludere: "Questa nazione può stupire lo può fare anche meglio se lavoriamo insieme", ha concluso.
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