Tassa di soggiorno, aumentano i Comuni che la introducono: dove costa di più

Economia
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Introduzione

Tassa di soggiorno in crescita in Italia. Come riporta l’Osservatorio nazionale 2026 stilato dall’agenzia Jfc e pubblicato su Il Sole 24 Ore, quest’anno il contributo a carico dei viaggiatori che pernottano in Comuni di interesse storico-turistico verrà applicato da 1.411 amministrazioni, 24 in più rispetto al 2025. A salire è inoltre il gettito complessivo, raddoppiato in cinque anni da 628 milioni ad oltre 1,2 miliardi di euro previsti nel 2026. Ecco in quali realtà la tassa genera maggiori introiti

Quello che devi sapere

In quali Comuni è stata introdotta la tassa

Da quando, nel 2010, una legge ha reintrodotto la facoltà per il Comune di Roma di applicare l’imposta di soggiorno, è cresciuto il numero delle amministrazioni comunali che la prevedono. Attualmente la tassa riguarda non solo i principali centri culturali del Paese ma sempre di più anche i Comuni medio-piccoli.

 

Ecco dove è stata applicata per la prima volta da quest’anno: Avellino, Latina, Scandicci, Foligno, Aprilia, Moncalieri, Treviglio, Santa Sofia, Entracque, Borgomanero, Citerna, Altopascio, Sassuolo, Chiesina Uzzanese, Tavernola Bergamasca, Casciana Terme-Lari, Ponte San Nicolò, Acerra, Sinnai, San Donà di Piave, Portogruaro, Fossano, Trani e Bisceglie.

 

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Tariffe in aumento

Secondo il report Jfc, citato dal Sole 24 Ore, a partire dal 1° gennaio scorso 53 amministrazioni hanno incrementato le tariffe che in alcuni casi si avvicinano ai massimi consentiti dalla legge, compresi tra i 5 e i 10 euro a notte a seconda dei Comuni. I rincari investono soprattutto i capoluoghi di provincia a partire da Milano dove, complice l’organizzazione dei recenti Giochi Olimpici invernali, la tassa ha visto un raddoppio eccezionale limitato al 2026.

 

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In quali Comuni l’imposta è aumentata

Oltre al capoluogo lombardo, l’imposta è aumentata in altri importanti centri di interesse culturale della Penisola come Napoli, Torino, Catania e Perugia. Tariffe in aumento anche a Bolzano, Livorno, Imperia, Salerno, Trieste, Olbia, Lecce, Oristano e Campobasso.

 

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I rincari nei centri medio-piccoli

Dal mare alla montagna, dalla campagna al lago: l’Osservatorio elenca una serie di destinazioni turistico-culturali di piccole dimensioni dove l’imposta quest’anno sarà più salata: San Candido, Jesolo, Sanremo, Assisi, Castelsardo, Arona, Alghero, Diano Marina, Santa Margherita Ligure, Spoleto e Porto Sant’Elpidio. Nell’elenco rientrano poi Terrasini e Cassino, Meta, Castelfiorentino, Portopalo, Reggello, Barano d’Ischia, Cetona, Casamicciola Terme e le Unioni di Comuni, dalla Montana Valle Maira alla Montana Feltrina.

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Estensione dei periodi di applicazione

A crescere non è solo entità del tributo ma anche il raggio d’azione. Nel 2026 piccoli Comuni come per esempio Minori, in provincia di Salerno, hanno autorizzato l’applicazione della tassa di soggiorno per 12 mesi allungando la validità oltre la stagione prettamente turistica.

In quali Regioni si registrano gli incassi maggiori

Per quanto riguarda gli incassi, il Lazio guida la classifica delle regioni: lo scorso anno l’imposta di soggiorno ha generato oltre 300 milioni, oltre 1,6 punti in più in confronto all’anno precedente. Seconda è la Lombardia con un incasso di 158 milioni ma al primo posto in termini percentuali con il 37,8%. A seguire spuntano Toscana e Veneto con entrate pari rispettivamente a 136 e 117 milioni, entrambe in crescita dell’11%.

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Il primato di Roma

Guardando ai singoli Comuni, Roma si conferma la città d’arte dove il contributo di soggiorno vale di più in termini assoluti. L’analisi Jfc stima che quest’anno il Campidoglio incasserà entrate pari a circa 288 milioni, in linea con il dato degli ultimi anni. A Milano l’”effetto Olimpiadi” spinge gli incassi fino a 110 milioni, un balzo del 43% in confronto al 2025. Terza è Firenze con 82,7 milioni, davanti a Venezia che per la prima volta inverte la tendenza degli incassi in calo a 38,6 milioni, tre punti in meno sull’anno precedente.

Tassa di soggiorno, boom a Lazise

Tra gli incrementi a doppia cifra dell’imposta la “palma d’oro” spetta a Lazise. La località turistica sul lago di Garda che ospita il polo dei parchi divertimento rappresentato da Gardaland, Movieland e Canevaworld ha visto aumentare nel 2025 gli incassi del +60% raggiungendo quota 3,6 milioni. L’incremento interessa anche la vicina Bardolino così come Caorle, Cervia e Cavallino Treporti tutte con entrate raddoppiate in un anno. Più blanda è la crescita nelle località alpine che non vanno oltre il 10%.

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Gli incassi previsti nel 2026

Sul fronte degli incassi futuri, molto dipenderà dalla “tenuta” dei flussi turistici. Jfc ha predisposto due distinti scenari a seconda dell’impatto generato dalla guerra in Medio Oriente. Ipotizzando una stabilizzazione della situazione geopolitica entro il mese di aprile, lo studio stima per quest’anno un gettito complessivo pari a 1,2 miliardi, l’11% in più rispetto a quanto raggiunto nel 2025. 

 

Il quadro si fa più fosco in caso di prolungamento del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran che potrebbe scoraggiare molti turisti dal Golfo a partire per motivi di vacanza. Ipotizzando una conclusione della guerra in estate, il gettito generato dall’imposta di soggiorno si fermerebbe a circa 1,1 miliardi, quasi due punti percentuali (-1,8%) in meno rispetto all’anno precedente.

 

“Se il conflitto terminerà nel periodo estivo perderemo una quota di clientela altospendente proveniente dal Golfo”, spiega a Il Sole 24 Ore Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc, che intravede la possibilità, in questo caso, di un aumento degli arrivi nella bassa stagione. “La clientela paneuropea in estate potrebbe preferire altre mete oltre l’Italia e una parte degli europei potrebbe arrivare in Italia nei mesi autunnali”, aggiunge.

 

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Come viene speso il gettito?

L’indagine mette a fuoco inoltre la destinazione degli “interventi in materia di turismo” che secondo la legge del 2011 i Comuni sarebbero obbligati a intraprendere utilizzando le risorse in arrivo dalla tassa di soggiorno. L’ad di Jfc Feruzzi parla di “situazione disarmante” laddove molti amministratori locali “vorrebbero utilizzare, e molti lo fanno, tali introiti come spesa corrente, in maniera decisamente non rispondente alle intenzioni del legislatore”.

 

Guardando ai rendiconti sull’uso dei fondi, comunque, per fare alcuni esempi, Cortina ha per esempio investito negli eventi, sportivi e non, mentre Abano Terme ha puntato su manutenzione e servizi mentre Rimini sul potenziamento del trasporto pubblico.

 

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