Introduzione
La crisi nel Golfo, con il blocco dello Stretto di Hormuz e il conseguente aumento dei prezzi dell’energia, rischia di avere un impatto significativo sulle vacanze del 2026. Particolarmente critica è la situazione del carburante per gli aerei: in una lettera inviata alla Commissione Ue l'associazione degli scali europei - l’Aci Europe - ha messo in evidenza che, sui rifornimenti di cherosene, non c'è più tempo da perdere: entro poche settimane infatti c’è il rischio che i voli non possano più decollare.
Quello che devi sapere
Cosa succede ai voli per l’estate
Nel documento si legge infatti che “se il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l'Ue”. La lettera di Aci Europe, divulgata nei giorni scorsi, mette in evidenza come il rischio sia quello di assistere a un vero e proprio caos per quanto concerne le vacanze estive e le prenotazioni dei voli. Uno scenario da incubo per tutto il settore del turismo.
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Carburante per aerei in esaurimento
Adesso, si legge ancora nella lettera di ACI Europe, "le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo", mentre "l'impatto delle attività militari sulla domanda" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture. L'Europa rischia così di essere coinvolta in una tempesta perfetta: l'avvicinarsi dell'alta stagione estiva, "quando il trasporto aereo sostiene l'intero ecosistema turistico da cui dipendono molte economie", ha infatti ulteriormente accentuato le "preoccupazioni" del settore aeroportuale.
Le difficoltà nel trovare rotte alternative
E ancora, secondo il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Fatih Birol, se la produzione globale di gasolio e cherosene non si riprenderà presto, la situazione potrebbe diventare critica per alcuni Paesi europei a maggio”. Anche per questo l’Unione europea ha convocato per il 21 aprile una riunione d'emergenza dei ministri dei Trasporti dei 27, anche se trovare contromisure non è semplice: ad esempio per ricorrere al carburante per aerei americano servirebbe una modifica delle norme comunitarie, avendo il cherosene d'Oltreoceano standard diversi da quello usato in Europa.
Diminuiscono le prenotazioni, salgono i prezzi
Intanto, le tensioni geopolitiche nell’area hanno già prodotto un impatto significativo sul comparto turistico. Secondo l’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato a fine marzo su un campione di 235 agenzie di viaggio italiane, il 75% degli operatori ha rilevato un impatto significativo sulla propria attività con effetti che si manifestano su tre fronti: riduzione delle nuove prenotazioni (90,1%), incremento dei costi operativi (49,8%), aumento delle cancellazioni e delle richieste di rimborso (42,5%).
Quali sono le mete più scelte adesso
Inoltre, in base a quanto ricostruito dal documento dell’Aidit, la guerra in Iran ha provocato una riallocazione dei flussi turistici: le destinazioni più penalizzate risultano Medio Oriente (oltre 80%), Nord Africa (66%) e Turchia (47%). Secondo l'Osservatorio sono in crescita le destinazioni percepite come più stabili, in particolare Italia (41,1%), Spagna (23,6%), crociere e bacino Mediterraneo. Il dato evidenzia una maggiore propensione verso destinazioni di prossimità o a rischio percepito inferiore.
Come cambiano le prenotazioni
L’indagine poi mette in evidenzia anche un cambiamento significativo nel comportamento dei viaggiatori: il 62% dei clienti tende infatti a rimandare la prenotazione, mentre il 21,8% richiede modifiche o informazioni aggiuntive. La sicurezza è indicata come la principale ragione di scelta (55,8%), seguita da flessibilità e prezzo. Aumento poi la volatilità della domanda: il 61,7% degli operatori prevede prenotazioni caratterizzate da elevata incertezza per la stagione estiva. E le aspettative delle agenzie di viaggi per la stagione estiva risultano orientate alla cautela: il 72,2% degli operatori prevede una contrazione della domanda.
Dove e quando prenotare
Partendo dal presupposto che è impossibile a oggi dire quanto a lungo continuerà la crisi in Medio-Oriente, è lecito attendersi che siano necessarie ancora diverse settimane (se non mesi) affinché l’impatto della guerra sui mercati cessi. Al netto di questo, restano validi i consigli generali per cercare di risparmiare sulla propria prenotazione: pianificare il viaggio il prima possibile per pagare meno volo e pernottamento, essere flessibili su date e destinazioni così da scegliere i momenti e le mete meno costose, e cercare di viaggiare negli orari in cui i voli costano meno.
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