Introduzione
I costi per diverse mete estere estive si fanno più accessibili, complice l'incertezza di un 2026 segnato dalla crisi dei carburanti, che sta avendo ricadute anche sul settore del trasporto aereo. Venerdì, in una lettera inviata alla Commissione europea, l'associazione degli scali europei - Aci Europe - ha messo nero su bianco che sui rifornimenti di cherosene non c'è più tempo da perdere: "Se il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l'Ue".
Quello che devi sapere
Maldive e Seychelles a 250 euro
Se si programma un viaggio per maggio o giugno, è possibile trovare un volo da Roma per le Maldive o per le Seychelles a 250 euro. A riportarlo è Assoutenti, con una fotografia che mostra "l'altra faccia della medaglia della crisi in Medio Oriente", non nascondendo però il rischio di un forte rialzo dei prezzi per mete che, invece, risultano più vicine e più comuni per gli italiani.
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In Giappone con 370 euro
A fronte di aerei che restano vuoti, "gli algoritmi che regolano le tariffe delle compagnie aeree sono costretti ad abbassare i prezzi", spiega il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. Ecco perché un viaggio di sola andata per Hong Kong può costare a partire da 278 euro, che diventano 286 euro per la Malesia e 300 euro per Singapore. Circa 370 euro, sempre tra maggio e giugno, è il costo per volare in Giappone o nelle Filippine.
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Ad agosto prezzi più alti ma comunque inferiori a Pasqua
Ad agosto invece i prezzi dei biglietti risultano più alti, ma con un costo che in alcuni casi, segnala sempre Assoutenti, è inferiore ai voli prenotati durante le ultime festività di Pasqua per viaggiare dal Nord Italia in Sicilia e Sardegna. Da Milano alle Maldive si viaggia con circa 1.056 euro, partendo i primi di agosto, con un calo del prezzo del biglietto del 28% rispetto alle tariffe applicate a marzo. Per un volo da Roma a Capo Verde il prezzo del volo scende a 849 euro da 1.104 euro, segnando un calo del 23% rispetto a marzo. Anche volare fino a Sharm el-Sheikh nella settimana centrale di agosto costa il 18% in meno, così come per Zanzibar.
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Possibili aumenti per le mete più vicine
Se però "per alcune tratte i costi dei voli scendono - evidenzia il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso -, il rischio concreto è che nelle prossime settimane, anche a causa dei rincari del jet-fuel, le tariffe aeree per destinazioni più vicine e tipicamente estive come Grecia o Spagna subiscano un rialzo".
Lo Stretto di Hormuz e le attività militari
Oscillazioni dei prezzi che, come detto, sono dovute all’incertezza derivante dal conflitto in Medio Oriente. La lettera di Aci Europe - rivelata dal Financial Times e visionata dall'Ansa - dipinge un quadro a tinte fosche, dove rischiano di finire nel caos vacanze estive e prenotazioni dei voli. Del resto, l'allarme degli aeroporti europei non è arrivato all'improvviso. Solo lo scorso 3 aprile il commissario Ue all'Energia Dan Jorgensen si soffermava sul rischio di razionamento del carburante. E a ciò va aggiunto un dato: la tregua della guerra in Iran ha prodotto effetti minimi sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, che resta di fatto ancora ferma. E ora "le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo", mentre "l'impatto delle attività militari sulla domanda" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture, ha scritto l'associazione degli aeroporti europei nella lettera indirizzata a Jorgensen e al commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas.
Serve un monitoraggio sul carburante
L'Europa, spiega la missiva, rischia di essere coinvolta in una tempesta perfetta: l'avvicinarsi dell'alta stagione estiva, "quando il trasporto aereo sostiene l'intero ecosistema turistico da cui dipendono molte economie", ha infatti ulteriormente accentuato le "preoccupazioni" del settore aeroportuale. "Al momento non esistono una mappatura e un monitoraggio a livello Ue della produzione e della disponibilità di carburante per aerei. C'è la necessità di un monitoraggio e di un intervento proattivo da parte dell'Ue", ha aggiunto Aci Europe.
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Le prossime mosse dell’Unione europea
In questo quadro, Bruxelles ha convocato per il 21 aprile una riunione d'emergenza - in videocall - dei ministri dei Trasporti dei 27. Ma pensare a delle contromisure non è semplice. Per ricorrere al carburante per aerei americano, ad esempio, servirebbe una modifica delle norme comunitarie, avendo il cherosene d'Oltreoceano standard diversi da quello usato in Europa. I contatti con i Paesi del Golfo sono costanti, l'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas è appena tornata da una missione nella regione, ma i danni alle infrastrutture, la fragilità della tregua e la situazione di Hormuz rendono impossibile ogni previsione. Già lunedì prossimo il dossier cherosene e, più in generale, quello energetico, saranno al centro di un collegio dei commissari convocato ad hoc da Ursula von der Leyen. "Esamineremo tutte le possibili misure che potrebbero essere adottate in risposta all'impatto che il conflitto in Medio Oriente sta avendo sull'Europa", ha spiegato Palazzo Berlaymont. Ed è possibile che sul tavolo finisca già il cosiddetto toolbox annunciato da Bruxelles affinché i 27 facciano fronte alla crisi. Ma ormai nulla può essere più escluso, neppure un intervento sul modello di Sure o del Next Generation.
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