Decreto Energia, qual è il piano del governo per abbassare il costo delle bollette?
L'esecutivo di Giorgia Meloni vorrebbe intervenire abbassando il costo legato all'ETS. Si tratta del Sistema europeo di scambio di quote di emissione di Co2: i produttori energetici che inquinano devono compensare comprando una sorta di "permessi" per farlo, che però poi incidono sul costo pagato da imprese e famiglie. Resta da vedere se succederà: l'Ue potrebbe non essere d'accordo. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 17 febbraio
DECRETO ENERGIA IN CDM
- È atteso oggi in Consiglio dei ministri un nuovo decreto energia, con l’obiettivo di alleggerire il costo di luce e gas per famiglie e imprese. Molti i nodi da sciogliere, a partire dalle risorse a disposizione, circa 3 miliardi di euro: poche per un provvedimento davvero efficace. Ma quale sarebbe la strategia del governo per intervenire a fondo sul problema del caro-energia? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, andata in onda il 17 febbraio.
COME SI STABILISCE IL PREZZO DELL'ENERGIA
- Ogni giorno, le aziende che producono energia elettrica offrono al regolatore, cioè allo Stato, una certa quantità che possono soddisfare. Si inizia guardando alle fonti che costano meno, dal solare all’eolico. Poi si passa alle altre, tra cui il gas, perché le altre fonti da sole non bastano. Siccome il gas ha un prezzo più alto, anche se può sembrare paradossale, si porta dietro il prezzo di tutta l’energia prodotta. È questo il meccanismo del “prezzo marginale”.
COME SI STABILISCE IL PREZZO DELL'ENERGIA: GLI ETS
- Il governo Meloni vorrebbe incidere in particolare su una porzione del costo del gas, e quindi a cascata anche dell'elettricità, nello specifico sugli ETS.
IL PREZZO DEL PERMESSO PER INQUINARE
- L'ETS, Emission Trading System, è uno strumento dell'Ue per la tutela dell'ambiente. Si parla in sostanza di “permessi di inquinare”: quando una centrale a gas inquina, per farlo deve compensare con un permesso, una sorta di credito. Di fatto va a comprare quote di CO₂ per ogni tonnellata emessa. Il valore di questi "permessi" è cambiato molto nel corso degli ultimi 10 anni.
QUANTO INCIDONO GLI ETS SULLA BOLLETTA
- Il costo di questi “permessi” incide sulla bolletta: i fornitori pagano di più l’energia e scaricano una parte dell’esborso su imprese e famiglie. Su 120 euro a megawattora, 30 sono legati all'ETS.
L'IPOTESI DEL GOVERNO MELONI
- L’idea del governo è fare in modo che i crediti incidano sulle bollette solamente quando il gas viene effettivamente bruciato per generare elettricità e non quindi anche, ad esempio, anche sulle altre fonti. Bisogna capire se questo nuovo sistema porterebbe davvero a un risparmio.
LO SCOGLIO DELL'UE
- C’è comunque uno scoglio non indifferente. L'Ue potrebbe considerare lo spostamento dell'Ets aiuto di Stato, e quindi bocciarlo, perché andrebbe a favorire le imprese italiane rispetto a quelle straniere, potenzialmente creando una distorsione del mercato.
GLI ONERI DI SISTEMA E LE BOLLETTE
- Al momento, comunque, le bollette per le imprese italiane sono le più alte d’Europa. Non solo per il costo dell’energia in sé, ma anche per gli oneri di sistema, cioè delle tasse, con cui si vanno a pagare in particolare gli incentivi alle rinnovabili. Sul punto però potrebbero arrivare buone notizie in futuro. Secondo le stime dell’Osservatorio del Monitoraggio Pniec (Piano Energetico Nazionale), il loro costo – fin qui molto alto – dovrebbe scendere di molto, portandosi dietro il prezzo delle bollette.