L'edizione di quest'anno del World Economic Forum, in Svizzera, ha preso il via tra forti tensioni internazionali. Il presidente americano vuole la Groenlandia e minaccia altre tariffe per i Paesi europei che hanno inviato militari sull'isola. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen annuncia investimenti Ue per l'Artico. Macron attacca: "Tornano le ambizioni imperiali, calpestato il diritto internazionale". Decisivi gli incontri in programma. In primo piano anche l'Ucraina
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Ha preso il via, a Davos, in Svizzera, il World Economic Forum, tra forti tensioni internazionali. Il presidente americano Trump vuole la Groenlandia e minaccia altri dazi ai Paesi europei che hanno inviato militari sull'isola artica. Il tycoon sarà presente nelle giornate del 21 e 22 gennaio: mercoledì con uno 'special address', giovedì con quella che per Trump dovrebbe essere la prima convocazione del neo-costituito Board of Peace, il Comitato per la pacificazione di Gaza. La ricostruzione nell'enclave, insieme Ucraina e Groenlandia, sono le crisi internazionali su cui i leader presenti al Forum cercheranno di ricucire.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Forum, ha chiarito: "L'indipendenza europea è un imperativo strutturale". "I dazi aggiuntivi proposti" dal presidente Donald Trump "sono un errore", ha attaccato. Poi l'annuncio: ci saranno investimenti Ue per l'artico.
Mentre il presidente francese Macron ha attaccato: "Stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l'economia", con "oltre 50 guerre anche se mi dicono che alcune sono risolte" e "un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie". I dazi Usa? "Sono inaccettabili".
Gli approfondimenti:
- Groenlandia, Trump: "Dobbiamo averla, non ci sarà troppa resistenza"
- Trump, un anno dall'insediamento del presidente Usa: il bilancio dalle guerre ai dazi
- Groenlandia, dagli Inuit alla minoranza danese: ecco chi ci vive
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Alla vigilia di Trump a Davos Lagarde dichiara: "l'incertezza è tornata, sue minacce film già visto"
Le minacce di Donald Trump sono "un film che abbiamo già visto": "quello che è più importante dei dazi è l'aumento dell'incertezza, che è tornata". Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in un'intervista a Cnn.
Milei a Davos annuncia l'adesione al Board of Peace di Trump
L'Argentina ha confermato la propria partecipazione alla riunione convocata da Donald Trump per formalizzare il cosiddetto "Board of Peace", il Consiglio di Pace che sarà presentato giovedì a Davos, nel centro congressi del Forum economico mondiale. A rappresentare Buenos Aires sarà il presidente Javier Milei, atteso alla cerimonia di firma prevista alle 10 ora locale, secondo quanto riferito da fonti della Casa Rosada a media argentini. La presenza di Milei si inserisce in una fitta agenda internazionale che comprende un intervento al World Economic Forum e una serie di incontri con investitori e dirigenti politici. Dal governo argentino spiegano che la partecipazione all'iniziativa promossa da Trump punta a rafforzare l'allineamento strategico con gli Stati Uniti e a dare maggiore visibilità internazionale alla politica estera dell'esecutivo libertario. Il Consiglio di Pace, nelle intenzioni del presidente statunitense, dovrebbe affermarsi come un nuovo spazio di coordinamento diplomatico globale. Per la Casa Rosada, la firma a Davos rappresenta un segnale politico di forte impatto e l'apertura di un nuovo capitolo nei rapporti tra Buenos Aires e Washington. Milei è arrivato in Svizzera accompagnato dalla segretaria generale della presidenza, la sorella Karina Milei, dal cancelliere Pablo Quirno e dai ministri dell'Economia, Luis Caputo, e della Deregolamentazione e Trasformazione dello Stato, Federico Sturzenegger.
Davos: nello statuto 'Board of Peace' manca la parola 'Gaza'
Nello statuto del 'Board of Peace', che il presidente americano Donald Trump ha invitato decine di capi di Stato e di governo a firmare giovedì mattina a margine del Forum di Davos, non viene citata nemmeno una volta la parola 'Gaza', nonostante l'organismo sia stato sulla carta creato per gestire la ricostruzione del territorio palestinese devastato dalla guerra. È quanto riferisce l'agenzia stampa Dpa, entrata in possesso della copia dello statuto, che era allegata all'invito inviato ieri dall'amministrazione Usa alla cerimonia prevista dopodomani.
Meloni riflette sull'invito di Trump a Davos
Nell'agenda di giovedì per ora c'è solo il vertice Ue informale a Bruxelles. Ma non è ancora escluso che prima Giorgia Meloni voli a Davos. Sono ancora in corso riflessioni da parte della premier sull'invito mandato da Donald Trump a lei e agli altri leader scelti da Washington per fare parte del Board of Peace per Gaza. Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe anche quella di partecipare al summit in Svizzera, senza però firmare subito la carta istitutiva dell'eterogeneo organismo che, nei piani americani, costruirà una pace duratura in Medio Oriente.
Zelensky: "Saremo a Davos se avremo armi necessarie per la difesa"
missili di difesa aerea sono necessari ogni giorno. Le armi sono necessarie ogni giorno. Le attrezzature sono necessarie ogni giorno. Se il formato di Davos fornirà questi risultati concreti per l'Ucraina, l'Ucraina sarà rappresentata lì", ha annunciato su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Davos, le reazioni dei leader europei a Trump. VIDEO
Lituania: "No a un'eccessiva indulgenza con la Russia"
"Dietro a ogni provocazione vi è un'intenzione e una risposta insufficiente o un'eccessiva indulgenza non fa che aumentare il rischio di escalation. Per questa ragione è necessario aumentare la pressione sulla Russia arrivando a creare dei dilemmi strategigi cui Putin deve rispondere". Lo ha affermato il presidente lituano Gitanas Nauseda, intervenendo al Forum economico mondiale in corso a Davos. Ribadendo la convinzione secondo cui solo un sostanziale aumento della spesa militare europea potrà aumentare la sicurezza del continente, Nauseda ha aggiunto che il cambiamento del coinvolgimento americano nella sicurezza europea rende inevitabile lo sviluppo di un'industria militare europea. "Le relazioni transatlantiche rimangono forti e insostituibili: il nostro maggiore impegno non può che portare all'ulteriore sviluppo e rafforzamento dei nostri rapporti con gli Stati Uniti", ha aggiunto ancora il presidente lituano.
Dmitriev vede Witkoff e Kusnher a Davos: "Colloqui costruttivi"
Kirill Dmitriev, negoziatore russo che opera su mandato del Cremlino, ha avuto incontri "costruttivi" a Davos, compreso uno da oltre due ore con gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner: lo riporta la Tass, che cita una dichiarazione del rappresentante di Mosca. "Sempre più persone realizzano che la posizione della Russia è quella giusta", ha aggiunto.
Ceo di Amazon a Davos: "Si cominciano a vedere gli effetti dei dazi Usa"
L'amministratore delegato di Amazon, Andy Jassy, ha avvisato a Davos che ora si cominciano a vedere gli effetti dei dazi Usa. "Stiamo iniziando a vedere l'effetto dei dazi riflettersi gradualmente su alcuni prezzi. Alcuni venditori stanno decidendo di trasferire questi costi più elevati ai consumatori, altri scelgono di assorbirli per stimolare la domanda, e altri ancora adottano una soluzione intermedia. Quindi si comincia a notare maggiormente questo impatto", ha spiegato Jassy. Nonostante ciò, i consumatori si sono dimostrati in larga misura resilienti: le persone continuano a fare acquisti e a cercare occasioni, ha aggiunto Jassy, precisando però che gli acquirenti sono "un po' più esitanti" quando si tratta di acquisti discrezionali di fascia alta. "Nel complesso, i consumatori di Amazon se la sono cavata bene. Ma dovremo vedere cosa accadrà nel 2026", ha aggiunto.
Macron a Davos: "Preferiamo il rispetto ai bulli"
La Francia preferisce il "rispetto ai bulli": è uno dei passaggi del discorso pronunciato da Emmanuel Macron al Forum di Davos, in una fase di altissima tensione tra Europa e Stati Uniti sulla Groenlandia ed anche dopo le controverse scelte di Donald Trump sul Board of Peace per Gaza. "La Francia e l'Europa sono legate alla sovranità nazionale e all'indipendenza, alle Nazioni Unite e al suo statuto", ha dichiarato Macron. "Faremo del nostro meglio per avere un'Europa più forte, molto più forte e più autonoma. Qui, nell'epicentro di questo continente, crediamo di aver bisogno di più crescita, di più stabilità in questo mondo", "ma - ha puntualizzato - preferiamo il rispetto ai bulli". E "preferiamo lo stato di diritto alla brutalità".
Umerov vede a Davos i consiglieri della sicurezza di Gb, Francia e Germania
Il capo delegazione ucraina nei negoziati con gli Usa, Rustem Umerov, ha riferito su X che sta lavorando a Davos insieme a Kyrylo Budanov e David Arakhamia per l'avanzamento dei negoziati. Con Arakhamia, "abbiamo tenuto una riunione con i consiglieri per la sicurezza nazionale di Francia, Germania e Regno Unito" e "abbiamo sincronizzato i nostri approcci alle garanzie di sicurezza e agli ulteriori sforzi diplomatici", ha aggiunto, concludendo che "sono in programma ulteriori incontri con i partner sulle garanzie di sicurezza, lo sviluppo economico e la ripresa dell'Ucraina".
Primo ministro Groenlandia: "Uso della forza militare improbabile ma non escluso". VIDEO
Carney: "Canada schierato con Groenlandia e Danimarca"
Il Canada si schiera "completamente" al fianco di Groenlandia e Danimarca e invita le potenze medie del mondo a collaborare per resistere alle pressioni coercitive delle superpotenze aggressive. Lo ha affermato il primo ministro Mark Carney nel suo intervento al Forum Economico Mondiale di Davos, sottolineando che Groenlandia e Danimarca hanno un "diritto unico e inalienabile di determinare il futuro della Groenlandia". Secondo Carney, gli eventi recenti hanno dimostrato che l'"ordine internazionale basato sulle regole" è di fatto "morto". Di conseguenza, Canada e altri Paesi non hanno altra scelta se non creare nuove alleanze per contrastare le tattiche di pressione e intimidazione delle grandi potenze. "C'è una forte tendenza, tra i Paesi più piccoli, ad adeguarsi per evitare guai, sperando che la sottomissione garantisca sicurezza. Non sarà così", ha avvertito Carney, aggiungendo che "le potenze medie devono agire insieme, perché se non sei al tavolo, finisci nel menu". Carney ha poi ribadito l'impegno del Canada nel rafforzare la sicurezza del fianco settentrionale e occidentale della Nato.
Lagarde: "Sulla Groenlandia una 'chiamata a svegliarsi' per l'Europa"
I nuovi dazi minacciati dal presidente Donald Trump in risposta alla questione groenlandese stanno generando un'"incertezza dannosa" per le aziende su entrambe le sponde dell'Atlantico. A lanciare l'allarme è Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, che ha definito il confronto diplomatico innescato da Trump "un chiamata a svegliarsi, più forte di qualsiasi altra abbiamo mai ricevuto. L'Europa dovrà decidere cosa fare per essere forte da sola, per essere più autonoma, per fare affidamento sul commercio interno tra i nostri Stati membri, in modo da avere almeno un Piano B pronto, nel caso in cui i rapporti tradizionali con gli Stati Uniti non vengano ripristinati". Parlando in un'intervista alla Cnn durante il Forum Economico Mondiale di Davos, Lagarde ha spiegato: "L'incertezza è tornata, e credo che sia davvero molto scomoda sia per le grandi corporazioni americane, sia per le piccole e medie imprese negli Stati Uniti e in Europa. Le aziende non sanno più con certezza come vendere, come acquistare, e soprattutto chi si farà carico dell'onere delle tariffe". "Che economie che attualmente vanno ragionevolmente bene si fermino a causa di questa incertezza è, per usare un eufemismo, davvero controproducente". La presidente della Bce ha poi sottolineato come i legami economici tra Stati Uniti ed Europa siano "enormi" in termini di scambi commerciali, investimenti e partecipazioni finanziarie. "Mettere tutto questo in discussione, rischiare di comprometterlo, non è certo una politica favorevole agli affari". Lagarde ha quindi lanciato un monito sull'urgenza per l'Unione Europea di diventare "più indipendente", alla luce delle turbolenze scatenate dal secondo mandato di Trump.
Negoziatore russo Dmitriev arrivato a Davos
Kirill Dmitriev, il consigliere presidenziale russo per gli investimenti esteri e negoziatore con gli Usa, è arrivato alla sede dei colloqui a Davos, dove ha in programma diversi incontri, riferisce la Tass. Secondo l'agenzia russa, Dmitriev dovrebbe incontrare tra gli altri gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner in merito alle proposte di pace sull'Ucraina.
Bessent bacchetta l'Ue: "Comprate ancora petrolio dalla Russia"
"L'Europa continua a comprare petrolio russo, quattro anni dopo, e continua a finanziare la guerra contro se stessa". A dirlo è il Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, durante il suo intervento al World Economic Forum. "L'India ha iniziato ad acquistare petrolio russo dopo l'inizio del conflitto - ha detto Bessent - ma il presidente Trump ha imposto una tariffa del 25%, e l'India ha rallentato e ha smesso di acquistare petrolio russo. La Cina è un grande acquirente di petrolio russo, così come lo è di petrolio iraniano e come lo era di petrolio venezuelano. Ma per loro ora niente più petrolio venezuelano".
©Ansa
A Davos colloquio Usa-Cina su dazi e commercio
Il segretario del Tesoro Usa Scott Bessent ha incontrato a Davos He Lifeng, vice premier della Cina considerato lo 'zar economico' del Paese e il principale negoziatore per il commercio estero. "Ho incontrato la mia controparte cinese qui a Davos - ha detto Bessent alla Cnbc riferendosi al negoziato già svolto fra i due durante i mesi passati di tensioni commerciali che avevano portato a dazi reciproci oltre il 100% - hanno fatto tutto quello che avevano detto avrebbero fatto". Bessent ha tuttavia suggerito che la Cina "compri un po' di più" dagli Usa, perché il presidente Trump solleva sempre quest'argomento ogni volta che incontra il presidente cinese Xi Jinping.
Il premier belga: "Con Trump siamo vicini al punto di rottura"
"Mi sembra ovvio che quest'arma debba essere messa sul tavolo fin da ora", ha detto il premier belga Bart De Wever a Davos, come riporta l'agenzia Belga, riferendosi al bazooka anti-coercizione. "Minacciare un alleato della Nato con un intervento militare è una cosa assolutamente senza precedenti: siamo vicini al punto di rottura". Per il premier è chiaro che l'Europa deve rispondere con una sola voce. "Sarà uno contro tutti ma anche tutti contro uno, basta con le belle parole. Se qualcuno dice 'voglio prendere un territorio della Nato altrimenti scateno una guerra commerciale' allora scateneremo una guerra commerciale".
Macron: "Non è prevista una riunione del G7 giovedì"
Macron ha dichiarato all'Afp a Davos che non è prevista alcuna riunione del G7 per giovedì. Precedentemente il prsidente francese aveva proposto in un messaggio privato a Donald Trump di ospitare un vertice del G7 a Parigi giovedì, al quale eventualmente invitare, "a margine" dell'incontro, "i russi", il che sarebbe una novità in quasi quattro anni di guerra in Ucraina.
Stubb: "Gli ultimi colloqui sulla Groenlandia mi danno speranza"
Le ultime conversazioni avute sulla Groenlandia "mi danno speranza": lo ha detto il presidente finlandese Alexander Stubb, considerato uno degli europei con cui Trump parla più volentieri, a margine del Forum economico mondiale. Poche ore dopo che Trump ha affermato che "non si può tornare indietro" in merito alla sua volontà di annettere l'isola del Regno di Danimarca, Stubb ha detto a Davos che occorre "trovare una via d'uscita" alla crisi sulla Groenlandia.
Macron: "Non dimentichiamo insegnamenti della Seconda guerra mondiale"
La Francia e l'Europa devono "difendere un'efficace multilateralismo", "non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo imparato dalla Seconda guerra mondiale", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al Forum di Davos. Macron ha sottolineato che, come presidente di turno del G7, "l'ambizione" della Francia è quella di ripristinare il G7 come "forum di dialogo". Bisogna, inoltre, guardare "agli squilibri globali" e "tutti noi dobbiamo metterli all'ordine del giorno". Come G7, "dobbiamo creare un contesto di cooperazione per sistemare le radici di questi squilibri" attraverso una "collaborazione multilaterale".
Macron a Davos: "Usa vogliono indebolire l'Ue con i dazi". VIDEO
Macron: "Non accettare passivamente la legge del più forte"
Bisogna "escludere di accettare passivamente la legge del più forte che porta alla vassallizzazione" e alla "politica del sangue" e accettare "una nuova legge coloniale non ha senso", ha detto da Davos il presidente francese.
Macron: "Truppe francesi in Groenlandia per la sovranità e il diritto"
"La Francia e l'Europa danno grande importanza alla sovranità e all'indipendenza" oltre che alle regole del diritto internazionale: "È per questo che abbiamo deciso il dispiegamento di nostre forze in Groenlandia", ha chiarito Macron da Davos.
Macron su nuovi dazi: "Inaccettabile leva contro la sovranità"
"I nuovi dazi sono inaccettabili soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale", detto il presidente francese a Davos nel suo intervento.
Macron: "Tornano le ambizioni imperiali"
"Stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l'economia", con "oltre 50 guerre anche se mi dicono che alcune sono risolte" e "un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron nel suo special address a Davos.
Newsom: "Ue sia ferma su Groenlandia"
"Serve spina dorsale, fermezza, non lasciarsi bullizzare e rispondere colpo su colpo. Tutto ciò che Trump capisce è la forza, non c'è una situazione win-win, c'è una situazione win-lose in cui tutto è una transazione, e lui annuserà le tue debolezze per usarle contro di te. Punto". A dirlo, in una conversazione con l'Ansa, a margine di Davos, è il governatore della California e critico di Trump, Gavin Newsom, che di recente ha confermato l'interesse a correre alle presidenziali Usa nel 2028.
Ministro Esteri Finlandia: "Con guerra commerciale Usa si farebbero male"
L'Europa "è pronta alle ritorsioni, se sarà necessario" e "stiamo considerando diversi strumenti", ha detto la ministra degli Esteri finlandese Elina Valtonen a Davos, spiegando che in caso di una nuova guerra commerciale "vedremmo un'enorme distruzione di ricchezza anche per gli americani e direi soprattutto per gli americani".
Zelensky: "Andrò a Davos se documenti su ricostruzione e garanzie saranno pronti"
"Sia il 'piano di prosperità' che le garanzie di sicurezza sono documenti molto importanti. C'è solo l'ultimo miglio per completarli. Se i documenti saranno pronti, avremo un incontro e un viaggio" a Davos. "Se ci saranno pacchetti energetici o decisioni su difesa aerea aggiuntiva, andrò sicuramente". Ad affermarlo è Volodymyr Zelensky, citato dai media ucraini.
Presidente Svizzera: "Dopo Crans-Montana più coesione internazionale"
Dopo la tragedia di Crans-Montana, in cui sono morte 40 persone, fra cui molti giovanissimi, "è estremamente impressionante vedere come le energie possono essere mobilizzate da un disastro come questo, come può rafforzare la coesione internazionale e l'unità. Questo dovrebbe passare oltre, ovviamente, gli eventi particolari o drammatici. Dovrebbe pervadere le relazioni tra i nostri paesi, perché è solo insieme che possiamo trovare solide e sostenibili soluzioni alle grandi sfide del nostro tempo", ha detto il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, nel suo saluto di apertura del World Economic Forum, a Davos.
Cina pronta a una svolta per aprire la sua economia
Nel mentre, la Cina intende offrire un trattamento paritario alle imprese straniere rispetto a quelle nazionali, e spingerà verso i servizi la sua economia largamente sbilanciata sul manifatturiero. Il motivo? Intende diventare un "gigante dei consumi". Lo ha detto nel suo special address alla platea del Forum di Davos He Lifeng, considerato lo 'zar economico' della Cina e il principale negoziatore per il commercio estero.
Von der Leyen annuncia investimenti Ue per l'Artico
"Stiamo lavorando a un pacchetto di misure per la sicurezza dell'Artico. Il primo principio è piena solidarietà con la Groenlandia e la Danimarca: la sovranità e l'integrità del loro territorio non sono negoziabili", ha detto la presidente della Commissione Ue. E ha chiarito: "Collaboreremo con gli Usa e con tutti i partner sulla sicurezza più ampia dell'Artico".

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Von der Leyen: "Dazi Usa sono un errore"
"I dazi aggiuntivi proposti" da Trump "sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data", ha detto von Der Leyen da Davos. "L'Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, deve significare qualcosa".
Von der Leyen: "In arrivo società unica europea"
"A breve presenteremo il 28esimo regime. L'obiettivo finale è creare una vera struttura societaria europea, che chiamiamo Eu Inc.: un insieme unico e semplice di regole, valido in tutta l'Unione, che consenta alle imprese di operare molto più facilmente tra gli Stati membri", ha annunciato Ursula von der Leyen, a Davos. "Gli imprenditori potranno registrare un'azienda in qualsiasi Paese Ue entro 48 ore, completamente online, e beneficeranno dello stesso regime dei capitali in tutta l'Unione. In prospettiva, abbiamo bisogno di un sistema in cui le imprese possano fare affari e raccogliere finanziamenti senza attriti in tutta Europa, con la stessa facilità dei mercati uniformi come Stati Uniti o Cina", ha spiegato.
Fonti: Zelensky per oggi non è atteso a Davos
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "non arriverà oggi" a Davos, dove la delegazione ucraina aveva pubblicizzato un discorso al pubblico alle 14.30. Lo riferiscono fonti diplomatiche secondo cui la decisione di non recarsi al Forum, dove è presente una folta delegazione statunitense, oltre ai vertici della Nato e dell'Unione europea, sarebbe legata ai bombardamenti in corso in Ucraina.
Von der Leyen: "L'indipendenza europea è un imperativo strutturale"
"Gli shock geopolitici possono e devono rappresentare un'opportunità per l'Europa. A mio avviso, il cambiamento sismico che stiamo attraversando è un'occasione, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Davos. "Questa esigenza non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo", ha sottolineato, indicando che "oggi esiste un vero consenso su questo".
Kiev: "Barbaro attacco russo è campanello d'allarme per leader a Davos"
Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha dichiarato che i nuovi attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine dovrebbero essere una priorità nell'agenda dei leader mondiali riuniti a Davos. "Il barbaro attacco di Putin di questa mattina è un campanello d'allarme per i leader mondiali riuniti a Davos: il sostegno al popolo ucraino è urgente; non ci sarà pace in Europa senza una pace duratura per l'Ucraina", ha aggiunto Sybiha.
Presente anche Von der Leyen
Presente alla 56esima edizione di Davos anche la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen.

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Al Sisi incontrerà Trump
Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi è partito per Davos, dove parteciperà al Forum Economico Mondiale, e incontrerà, a margine, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, come fa sapere il suo portavoce. Il colloquio verterà "sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali di reciproco interesse" e servirà ed "esplorare modalità per migliorare la cooperazione e il coordinamento tra Egitto e Stati Uniti in modo da tutelare gli interessi di entrambi i Paesi e promuovere la stabilità regionale e internazionale".
Inviato speciale russo Dmitriev annuncia l'arrivo a Davos
L'invato speciale della presidenza russa, Kirill Dmitriev, ha annunciato di essere arrivato a Davos, dove si presume che incontrerà l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff e il genero del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner.
Trump posta messaggio da Rutte: "Impegnato a trovare soluzione su Groenlandia"
Dopo Macron, Donald Trump ha anche pubblicato su Truth uno screenshot di un messaggio che afferma provenire da Mark Rutte, in cui il segretario generale della Nato elogia il tycoon e afferma di essere "impegnato a trovare una soluzione per la Groenlandia".
Borsa, Europa ancora in rosso. Milano -1,3%
Le Borse europee peggiorano rapidamente, con il clima di volatilità innescato dalle nuove minacce di Trump all'Europa sul fronte dei dazi per la Groenlandia. L'indice stoxx 600 scende dell'1%. In calo Milano (-1,3%), Londra e Francoforte (-1,1%), Parigi (-1%), Madrid (-0,9%). I listini sono appesantiti dal comparto industriale (-1,5%), dai tecnologici (-1%) e dal lusso (-1,4%). Sul fronte valutario il dollaro continua a indebolirsi. L'euro sale a 1,1719 sul biglietto verde.
Bessent: "Fate un respiro sui dazi e la Groenlandia"
"Fate un respiro profondo e lasciate che le cose facciano il loro corso". Lo ha detto il segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent, ai partner europei degli Usa invitandoli a non prendere contromisure come nuovi dazi sulla volontà di Trump di annettere la Groenlandia. Bessent, intervenuto a margine delle riunioni di Davos, ha detto che l'attuale situazione somiglia alla reazione di "isteria mediatica" che c'era stata per il 'liberation day' con cui Trump aveva annunciato la prima ondata di dazi, e che "è una falsa narrativa" l'idea che l'Europa possa vedere titoli di Stato americani in risposta allo scontro sulla Groenlandia: "sfida ogni logica".
Groenlandia, ecco cosa pensano gli elettori repubblicani
Secondo gli ultimi sondaggi, gli elettori repubblicani - quindi quelli che hanno portato Trump alla Casa Bianca - non sembrano entusiasti delle sue mosse sulla Groenlandia: il 40% approva le azioni del presidente, il 14% disapprova mentre la maggioranza relativa, il 46%, non sa come esprimersi a riguardo.
Groenlandia, cosa pensano elettori repubblicani delle mosse di Trump
Vai al contenutoIl World Economic Forum del 2026
Il World Economic Forum quest'anno ha come tema "Uno spirito di dialogo", e riunisce imprenditori, scienziati, leader aziendali e politici dal 19 al 23 gennaio.

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Trump diffonde messaggio privato di Macron. L'Eliseo conferma: "È suo"
Trump ha pubblicato su Truth uno screenshot di un messaggio inviatogli dal presidente francese Emmanuel Macron. "Amico mio, siamo totalmente d'accordo sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull'Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia", recita il messaggio. "Posso organizzare una riunione del G7 dopo Davos a Parigi giovedì pomeriggio. Posso invitare a margine ucraini, danesi, siriani e russi", prosegue il post attribuito al capo dell'Eliseo. "Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che torni negli Stati Uniti", conclude il messaggio firmato "Emmanuel".
Trump diffonde messaggio privato di Macron, l'Eliseo conferma: 'È suo'
Vai al contenutoIl fotomontaggio con i leader europei
In un altro post, sempre su Truth, in un'altra immagine ritoccata, si vede il presidente americano riunito con i leader europei, tra cui la premier Giorgia Meloni, e da un lato la mappa di tutto il Nord America: c'è non solo Groenlandia, ma anche il Canada, e tutti e due i territori sono ricoperti alla bandiera americana.

Il fotomontaggio sulla Groenlandia
Intanto, sul social Truth, Trump ha pubblicato un fotomontaggio in cui tiene il vessillo americano sul suolo della Groenlandia. Dietro di lui il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato, Marco Rubio. Accanto un cartello esplicito: "Groenlandia, territorio Usa dal 2026".

Eliseo: "Inaccettabili minacce di dazi da Trump"
Parigi intanto considera "inaccettabili" le minacce arrivate dal presidente americano Donald Trump di imporre dazi sui vini francesi "per influenzare la sua politica estera". Lo hanno riferito fonti vicine al presidente francese Emmanuel Macron.
Trump pubblica messaggio Macron: "Non ti capisco"
Trump non ha esitato a pubblicare su Truth quello che sostiene essere un messaggio di Emmanuel Macron. "Amico mio, siamo totalmente allineati sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull'Iran", si legge nel testo attribuito al presidente francese. Ma "non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia", aggiunge Macron. Poi la proposta. "Cerchiamo di fare grandi cose. 1) Posso organizzare un incontro del G7 a Parigi giovedì pomeriggio e invitare gli ucraini, i siriani e i russi a margine. 2) Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che rientri negli Usa", chiede il presidente francese.
Groenlandia, Trump: "Non arretro"
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che terrà a Davos, in Svizzera, una riunione con diversi leader sulla questione Groenlandia. "Ho avuto un'ottima telefonata con Mark Rutte, il segretario generale della Nato, riguardo alla Groenlandia. Ho accettato un incontro delle varie parti a Davos, in Svizzera", ha riferito su Truth. Detto questo, Trump non arretra. "Come ho espresso a tutti, molto chiaramente, la Groenlandia e' imperativa per la sicurezza nazionale e mondiale. Non ci può essere modo di tornare indietro. Su questo, tutti sono d'accordo!", ha aggiunto.