Accordo Mercosur-Ue, da alimentari a farmaceutica: benefici economici e settori chiave
EconomiaIntroduzione
L’applicazione dell’accordo di libero scambio commerciale tra l’Unione europea e i Paesi del blocco del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) potrebbe valere all’Italia una cifra anche superiore ai 14 miliardi di euro nei prossimi anni (da qui al 2036), secondo stime che circolano in ambienti industriali. Da subito si vedranno però gli effetti dell’abolizione dei dazi sul 90% dei prodotti: i benefici economici in questo caso si stimano essere intorno ai quattro miliardi di euro. Ecco cosa prevede l’accordo e quali sono i prodotti coinvolti.
Quello che devi sapere
Mercosur ed export, l’impatto dell’accordo sull’Italia
L'impatto sui rapporti dei Paesi Mercosur con l'Italia è significativo: è stata la stessa Unione europea a ricordare come quasi un milione di posti di lavoro italiani dipende dalle esportazioni negli Stati dell’America Latina coinvolti. Sono inoltre più di 8mila le imprese italiane che esportano verso quei Paesi.
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Si guarda a un miglioramento dell'export
Secondo le stime Ue, le esportazioni italiane di servizi verso il Mercosur hanno un valore di 1,9 miliardi di euro all'anno. Per Aice (Associazione Italiana Commercio Estero) Confcommercio, l’applicazione dell’accordo non farà che potenziare un quadro già di per sé positivo: “Migliorerà la quota del nostro export (solo +0,9% nel 2025) nel Mercosur a quote degne di 4 Paesi di ampia origine italiana e grandi potenziali inespressi di rapporti commerciali con l'Italia, creando ampie possibilità anche per le nostre Pmi. In sostanza, con questo accordo, si creerà un'area di libero scambio di 720 milioni di persone e si apriranno nuove opportunità per le imprese italiane ed europee".
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Le cifre del Mercosur: addio a quasi tutti i dazi
Il partenariato eliminerà i dazi all'importazione sul 91% delle esportazioni continentali verso il Sud America: auto, macchinari, apparecchiature per la tecnologia dell'informazione e della comunicazione, tessili, cioccolato, alcolici, vino. La stessa sorte toccherà al 92% delle esportazioni del Mercosur verso l'Ue, tra cui carne bovina, pollame e zucchero. Nelle previsioni di Bruxelles, l'export europeo agroalimentare verso la regione aumenterà del 50%, eliminando tariffe che oggi arrivano fino al 55% su alcuni prodotti (sono al 35% sui ricambi di auto, al 20% sui macchinari, al 18% sulla chimica).
La tutela del Made in Europe e del Made in Italy
L'intesa proteggerà oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell'Ue, riconosciuti come indicazioni geografiche: si tratta del numero più elevato delle Ig europee - che comprendono Dop e Igp - mai tutelate in un accordo commerciale siglato dall'Ue. Tra queste, sono 57 le indicazioni geografiche italiane protette, dal Prosecco al Chianti, dall'Asiago, passando per Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, il Pecorino Romano e il pomodoro S. Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino.
La clausola di salvaguardia
Centrale è poi il meccanismo della clausola di salvaguardia prevista in caso di un aumento eccessivo dei prodotti in entrata nel territorio europeo, quando le quantità potrebbero turbare il mercato interno. Altissima l’attenzione sui prodotti considerati sensibili. Per carne bovina, pollame, riso, miele, uova, aglio, etanolo e zucchero, Bruxelles resterà sempre pronta ad aprire un'indagine ogni volta che si verificherà un aumento del 5% dei volumi delle importazioni o a un calo del 5% dei prezzi all'importazione.
I settori chiave per l’economia italiana
Secondo quanto prevede la Commissione europea, i benefici futuri toccheranno sì il comparto agroalimentare, ma anche – e soprattutto – settori come ad esempio quello dei macchinari e degli equipaggiamenti elettrici, che già rappresentano la quota di mercato più grande nelle nostre esportazioni (per circa tre miliardi di euro). Da non sottovalutare anche i prodotti chimici e farmaceutici, che dai poco più di 600 milioni di euro dovrebbero salire fino a superare il miliardo nei Paesi del Mercosur.
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