Export, l’Italia chiude il 2025 con il +3.3% nonostante i dazi. I dati Istat

Economia
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Introduzione

Il 2025 si chiude con le esportazioni che tornano a crescere (+3,3%), aumenta il surplus commerciale, si riduce il deficit energetico, calano i prezzi all'importazione. Occhi puntati sull'interscambio con gli Stati Uniti, osservato speciale dopo la crisi dei dazi decisi da Trump. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

Le quote di export italiano

Con una quota del 10,4% dell'export italiano, gli Usa sono il secondo Paese cliente dell'Italia, dopo la Germania (quota export 11,3%). Positiva anche la ripresa delle importazioni tanto più che l'aumento in valore (+3,1%) "riflette soprattutto l'aumento dei volumi acquistati (+2,0%)" e meno l'aumento dei prezzi, con valori medi unitari che crescono dell'1,1%. 

 

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Le parole dell’esecutivo

Risultati che soddisfano i due ministri più interessati: il ministro degli Esteri Antonio Tajani (che ha la competenza sull'export) e quello del Made in Italy Adolfo Urso (che ha competenza sulle imprese). “Gli ultimi dati Istat confermano un trend positivo frutto dell'impegno delle imprese e della loro capacità di internazionalizzarsi, ma anche del sostegno del Governo e delle agenzie del Sistema Italia", ha dichiarato Tajani. "Export in crescita nel 2025, anche verso gli Stati Uniti: smentiti i profeti di sventura", ha esultato Urso. 

 

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Zoppas: "Export italiano più forte degli ostacoli"

"Nel 2025 il bello e ben fatto italiano dimostra di essere più forte degli ostacoli tanto nei confini europei quanto al di fuori", ha sottolineato il presidente ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, Matteo Zoppas. "La farmaceutica è il settore che ha portato il contribuito più ampio alla crescita: 2,5 dei 3,3 punti di incremento complessivo provengono da questo settore; seguono i metalli e prodotti in metallo e l'agroalimentare, con rispettivamente 1 e 0,5 punti del totale. L'export di prodotti agroalimentari (+4,9% la variazione 2025/2024) si è attestato a 72,4 miliardi, quello della meccanica si conferma a poco meno di 100 e quello del tessile, abbigliamento e calzature si è ridotto dell'1,9%, attestandosi a 60,8 miliardi", ha aggiunto Zoppas.

I dati

Andando ai numeri, nell'anno appena chiuso le esportazioni in valore tornano a segno più e registrano una crescita pari a +3,3% che risulta lievemente più marcata al netto dei prodotti energetici (+3,7%). La crescita è spiegata principalmente dall'aumento dei valori medi unitari (+2,6%) che quindi riduce i volumi esportati a +0,7%; sempre meglio del 2024 che aveva visto le esportazioni italiane a segno meno (-0,5%).

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Il surplus commerciale dell’Italia

Il dato più positivo arriva dal surplus commerciale dell'Italia. L'anno trascorso ha chiuso con un avanzo pari a 50,746 miliardi, oltre 2 miliardi in più del 2024 (quando erano 48,287 miliardi nel 2024). l'Istat fa notare che il miglioramento è "totalmente dovuto agli scambi con i paesi extra Ue". "Dovremo puntare sui mercati emergenti, come il Mercosur, l'America latina in generale, l'India e l'Oriente", ha dichiarato Tajani commentando questi dati. "La strategia scelta - ha poi proseguito- permette di mantenere una ottima presenza sui mercati tradizionali, come quello americano, ma dobbiamo allargare l'export seguendo il nostro Piano Nazionale".

Niente crollo dell’export verso gli States

Lo scenario americano resta il punto nodale per tutti gli osservatori. Il temuto crollo dell'export non c'è stato e il 2025 si è chiuso con un +7,2% rispetto al 2024, ma le esportazioni di dicembre verso gli Stati Uniti hanno segnato un calo dello 0,4% rispetto a dicembre 2024

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La bilancia commerciale con Washington

A guadagnarci però sono stati gli Usa che ha migliorato le sue esportazioni verso l'Italia. Infatti, a dicembre le importazioni dell'Italia dagli Usa sono aumentate del 61,1% sul dicembre 2024 e del 35,9% nella media dell'anno. Per cui l'avanzo commerciale nell'interscambio con gli Usa pur rimanendo consistente (34,191 miliardi di euro) è "inferiore rispetto al 2024", ha ricordato Massimo Dona presidente dell'Unione dei Consumatori. Secondo Dona la crescita del 7,2% verso gli Usa nel corso del 2025 è dovuta al fatto che prima dei dazi, "gli importatori americani avevano fatto scorte di prodotti italiani".

La riduzione del deficit e il calo dei prezzi all’importazione

Nello scenario globale, altri spunti positivi vengono dalla forte riduzione del deficit energetico che nell'anno appena passato si è ridotto a 46,939 miliardi dai 54,290 miliardi del 2024. Altro aspetto positivo il proseguire del calo dei prezzi all'importazione scesi dello 0,1% su base mensile e del 3,1% su base annua (da -2,8% di novembre); mentre nella media 2025 i prezzi flettono dell'1,7%.

 

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