Superbonus, ecco come potrebbe cambiare il decreto con gli emendamenti
Ne ha parlato il relatore del provvedimento Andrea De Bertoldi di Fratelli d’Italia a Il Sole 24Ore. Tra i temi principali: edilizia libera, onlus, case popolari e sismabonus
Il relatore del decreto Superbonus Andrea De Bertoldi (Fdi), fa sapere che il governo darà risposte in merito al provvedimento che da metà febbraio ha sospeso il meccanismo della cessione dei crediti
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Lo ha fatto parlando allo sportello Superbonus de Il Sole 24Ore e si è concentrato in particolare su edilizia libera, onlus, case popolari e sismabonus
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Il termine ultimo per presentare gli emendamenti è il 6 marzo: “Stiamo ascoltando le parti in causa, abbiamo rilevato delle problematicità, come quella della cosiddetta edilizia libera: il cittadino che ha non fatto il 110% ma ha cambiato i serramenti o la caldaia sfruttando il bonus 50% con il decreto. Con ragionevole ottimismo posso dire che il problema dovrebbe risolversi”
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Allo stesso modo, De Bertoldi ha annunciato “risposte confortanti” per quanto riguarda gli interventi legati al sismabonus. Il decreto ha effetti anche sulle pratiche ancora da presentare nelle aree colpite dal terremoto del 2016
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Nuove coperture sono state citate dal deputato di Fratelli d’Italia anche per quanto riguarda le case popolari e le onlus
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Per quanto riguarda i detentori dei crediti 2022 che non hanno ancora potuto cederli, De Bertoldi ha fatto sapere che un’ulteriore proroga oltre al 31 marzo non sarà possibile. Una soluzione, dice, potrebbe essere possibile ma è necessario un grande impegno da parte delle banche
Secondo l’Istat, l'impatto della misura è visibile sul deficit con numeri espliciti: nel 2022 il rapporto con il Pil si è attestato all'8% contro le stime della Nadef del 5,6%. Superbonus e altri crediti hanno portato ad una revisione peggiorativa anche dei dati 2020 e 2021, rispettivamente al 9,7% del Pil (dal 9,5% stimato a settembre scorso) e al 9,0% (dal 7,2%)
"La correzione delle norme sui bonus edilizi è stato l'indispensabile presupposto a tutela dei conti pubblici per il 2023, invertendo una tendenza negativa certificata oggi dall'Istat", rivendica il Mef, garantendo allo stesso tempo l'impegno del governo "ad assicurare un'uscita sostenibile" da misure che comunque, ribadiscono a Via XX Settembre, non sono "replicabili nelle medesime forme"
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