
Reddito cittadinanza e Opzione donna, il governo prepara modifiche: ecco cosa può cambiare
Per metà gennaio è atteso un nuovo decreto sul lavoro che dovrebbe contenere novità sulla stretta al Rdc, in particolare per risolvere la questione dell’offerta congrua, al momento congelata in manovra. Sulle pensioni, possibili modifiche potrebbero confluire nella conversione parlamentare del “Milleproroghe”

La manovra 2023 è stata approvata dalla Camera e il 27 dicembre arriva in Senato per l’approvazione definitiva. Ma alcune misure presenti nel testo che hanno ricevuto critiche da parte delle opposizioni potrebbero già subire modifiche nelle prossime settimane: si tratta in particolare di Opzione donna e Reddito di cittadinanza. Ecco su cosa sta lavorando il governo per migliorarle
Manovra, dalla flat tax alla carta giovani, da pensioni a Pos: tutte le misure e le novità
REDDITO DI CITTADINANZA - Per il momento, la manovra ha stabilito che per i lavoratori occupabili il Rdc sarà corrisposto nel 2023 per 7 mesi. Gli altri (nuclei con minori, anziani o disabili) continueranno a riceverlo fino a fine anno in attesa di una riforma complessiva
Manovra, modifiche al Reddito di cittadinanza: cosa cambia? FAQ
OFFERTA CONGRUA - Nel testo della legge di bilancio non scompare l'offerta congrua, perché l'emendamento ad hoc non è stato ben calibrato. Ma la maggioranza è intenzionata a far saltare questo principio e sono attesi ritocchi alla misura per garantire la stretta
Bonus 2023, quali sono e come funzioneranno
IL LAUREATO CAMERIERE - Come ha spiegato il sottosegretario Claudio Durigon, sarà possibile in futuro che un laureato percettore del reddito di cittadinanza possa vedersi recapitare un’offerta come cameriere. Ai beneficiari del sussidio potranno arrivare anche proposte che non considerano le esperienze e competenze maturate. Dovrebbe invece restare la vicinanza tra luogo di lavoro e domicilio
Reddito di Cittadinanza, Durigon: "Congruità? Laureato può fare anche cameriere"
COME FUNZIONA ORA - Finora è considerata “congrua” l'offerta che considera la coerenza tra il lavoro e le esperienze e competenze maturate e in cui il luogo di lavoro non dista più di ottanta chilometri (o comunque raggiungibile in 100 minuti con i mezzi pubblici) dalla residenza. L’attuale assegno era per un periodo massimo di 18 mesi
Bonus non rinnovati: quali sono e come cambiano
LE NUOVE CONDIZIONI - Per nuclei familiari con minori, anziani o disabili il sussidio resta per tutto il 2023 in attesa della riforma. Inoltre per i giovani di età compresa tra 18 e 29 anni che non abbiano terminato la scuola dell’obbligo l’erogazione è subordinata all’iscrizione e alla frequenza di percorsi di formazione. La quota prevista per l’alloggio, in caso di abitazione in affitto, sarà erogata direttamente al locatore dell’immobile

IL DECRETO - Le nuove condizioni saranno messe nero su bianco in un decreto allo studio del Ministero del Lavoro che il governo punta a varare nella seconda metà di gennaio. Avvierà una riforma complessiva, dai centri per l'impiego all'attuazione del Pnrr sul fronte dell’occupabilità. Il decreto non toccherà solo il reddito di cittadinanza, "ma anche tanti altri temi sul lavoro", dice Durigon (in foto), che lascia una porta aperta anche al possibile ritorno di Opzione donna nella versione attualmente in vigore

RIFORMA PENSIONI - Da gennaio partirà anche il tavolo della ministra Maria Elvira Calderone con le parti sociali per la riforma delle pensioni. Un dossier in cui resta aperto il capitolo Opzione donna. La manovra ha prorogato l'anticipo, ma con una decisa stretta: l'uscita dal lavoro sarà dai 60 anni (riducibili di un anno per ogni figlio, fino ad un massimo di due) e solo per tre categorie di lavoratrici svantaggiate. Una scelta dettata dall'onerosità della misura
Pensioni, le novità in arrivo a gennaio 2023: dall’importo alla data di pagamento
OPZIONE DONNA - Per questa misura si guarda a modifiche possibili nel “Milleproroghe”. La conversione del decreto in Parlamento potrebbe infatti essere l'occasione per provare a riallargare le maglie del beneficio. Lo ha confermato anche Durigon: "Sulla manovra non c’erano più margini per Opzione donna", ma "abbiamo ancora qualcos'altro per poter cambiare nel decreto Milleproroghe". Servono altri 80 milioni nel 2023, risorse che finora non sono state trovate
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