L'ultimo saluto a Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci si tiene questa mattina nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli. Presenti anche Mattarella e Meloni, con i presidenti di Senato e Camera. Mons. Saba nell'omelia: "I quattro militari erano seminatori di pace". Il ministro della Difesa: "Rappresentavano la voglia, l'orgoglio e la gioia di servire" il loro Paese
Si celebrano, nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli, i funerali dei quattro militari morti nello schianto di un elicottero Chinook in Bosnia: i sergenti dell'Aviazione dell'Esercito, Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci del Corpo militare volontario della Croce rossa italiana. Presente il capo dello Stato Sergio Mattarella, che, appena arrivato in chiesa, si è fermato a parlare con i parenti delle vittime e a porgere le sue condoglianze. Presenti anche la premier Meloni e i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Il ministro della Difesa, Crosetto, ha preso la parola durante la celebrazione, per ricordare che i quattro militari "sono diventati un simbolo della voglia, dell'orgoglio e della gioia di servire" il proprio Paese.
Mons. Saba: "I quattro militari seminatori di pace"
"Siamo invitati a guardare a loro come seminatori di germogli di pace mediante la promozione degli aiuti umanitari, spinti dal desiderio di promuovere soluzioni per i più fragili e per tenere viva la speranza nelle popolazioni esposte alle aggressioni", ha detto monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare, nel corso dell'omelia durante i funerali. "Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura hanno intuito che dedicare la vita per il sevizio e' anticipazione del paradiso, vera sapienza - ha sottolineato - hanno intuito che l'amore per l'umanità in certi contesti richiede dedizione per addestrarsi ad operare con prontezza e competenza a beneficio della pace, della custodia tra i popoli, dell'intervento sanitario in possibili situazioni di criticità e di emergenza. Hanno messo a disposizione i loro talenti e competenze".
Approfondimento
Elicottero caduto, il rientro delle salme in Italia
Crosetto: "Oggi lo Stato è qui senza divisioni"
Mentre Crosetto, nel suo discorso, ha ricordato che oggi "lo Stato unito è qui senza divisioni, per rendere omaggio a questi quattro fratelli. La famiglia della Difesa è qui, con i famigliari". "Lo Stato", ha ribadito, "si inchina alle vittime". "Loro sono l'Italia migliore, e l'Italia migliore va difesa sempre", ha quindi aggiunto. Poi un aneddoto: "Venerdì sono andato a vedere il resto dell'elicottero ed ero accompagnato da tutte le autorità della Bosnia. Quando sono arrivato per la partenza si sono avvicinate: c'erano un musulmano, un ortodosso e un cattolico.Si odiano da generazioni. E mi hanno detto: 'Non riusciamo mai a trovare l'accordo su nulla, ma ci siamo messi d'accordo in un secondo oggi. Noi costruiremo un monumento che ricordi questi quattro ragazzi'".
Ieri l'arrivo delle salme
Nella mattinata di ieri, 2 novembre, era atterrato a Ciampino l’aereo militare che aveva riportato in Italia le salme dei quattro militari. Il velivolo è stato accolto all'aeroporto romano dal presidente della Repubblica, dalla presidente del Consiglio, dal vicepremier e ministro degli Esteri Tajani e dal ministro della Difesa. I feretri, dopo aver ricevuto gli onori militari e dopo la benedizione religiosa, sono tati poi trasferiti all'ospedale Militare del Celio, alla la camera ardente.
Le indagini
Intanto, proseguono le attività per capire cosa sia successo. Complessivamente sono tre, compresa quella delle autorità bosniache, le indagini avviate sull'incidente che ha causato anche il ferimento di 11 persone che erano a bordo del velivolo. A Roma risultano aperti due procedimenti, entrambi contro ignoti. La procura militare procede per il reato militare di perdita colposa, mentre la procura ordinaria ipotizza i reati di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni. L'attività investigativa si concentrerà in particolare sugli accertamenti tecnici sui rottami dell'elicottero e sull'analisi della scatola nera, elementi considerati fondamentali per ricostruire quanto accaduto nei momenti precedenti allo schianto. Gli uffici giudiziari italiani lavoreranno in stretta collaborazione con la commissione di esperti inviata dalla Difesa in Bosnia per effettuare una serie di rilievi tecnici e ascoltare testimoni.