Lo speciale di Sky TG24 sulle proteste in Europa
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Guerriglia a Milano e in altre città, cosa sappiamo sugli scontri e sui ragazzi in piazza

Cronaca
©Ansa

Introduzione

Sabato 17 ottobre le manifestazioni contro il carovita, il costo della benzina e la pressione fiscale si sono trasformate in guerriglia urbana. Nel capoluogo lombardo, Piazza Duomo è stata assediata da centinaia di giovanissimi vestiti di nero che hanno costretto le forze dell’ordine ad arretrare sotto il lancio di bombe carta, transenne e bottiglie, fino ad occupare la piazza simbolo della città. Tensioni e disordini in centro a Milano si sono registrati anche nel pomeriggio di domenica 18 ottobre, con negozi assaltati e scontri (QUI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SUGLI SCONTRI DEL 18). Scontri sabato anche a Torino, Bologna e Bergamo, con sassaiole e petardi contro la polizia.

 

Il bilancio del sabato è di 197 persone identificate e accompagnate negli uffici di polizia per le violenze: 28 persone sono state arrestate, di cui 12 minorenni e 6 stranieri. Sono 43 i denunciati e 141 i feriti tra le forze dell'ordine. A Milano ci son stati - secondo i numeri rilevati - circa 5mila manifestanti, a Torino 3mila, a Bologna 2mila, a Brescia 600 e a Bergamo 800. La premier Meloni condanna le violenze ma anche “le reticenze che diventano giustificazione: l'opposizione non sia ambigua”.

Quello che devi sapere

A Milano il corteo contro il carovita sfocia in guerriglia urbana

Nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, a Milano era in programma una manifestazione organizzata dal movimento “Italia in Piazza”, attivo nelle proteste contro il carovita, che aveva fatto circolare la notizia della manifestazione sui canali social, TikTok in particolare. La Questura era informata e l’appuntamento non era considerato preoccupante alla vigilia. La protesta è stata però rapidamente oscurata dall’azione di gruppi di giovanissimi che si sono mossi in modo frammentato, prendendo il sopravvento sulla manifestazione principale e mettendo a ferro e fuoco il centro città. Tensioni e disordini si sono registrati anche nel pomeriggio di domenica 18 ottobre.

 

Vedi anche: Da Milano a Torino, i video degli scontri di sabato nelle città italiane

Gli scontri a Milano

La guerriglia in Piazza Duomo

Sabato la situazione è degenerata poco dopo l’avvio della manifestazione, in via Broletto si sono registrati lanci di bottiglie e oggetti contro gli agenti di polizia schierati sul posto. Poi in Via Mazzini, a Milano, è ripreso un fitto e continuo lancio di pietre e oggetti con le forze dell’ordine che hanno risposto lanciando lacrimogeni. Alcuni manifestanti hanno dato fuoco anche a qualche cassonetto. Nel tardo pomeriggio è iniziata la violenta guerriglia in Duomo. I manifestanti hanno sfruttato la grandezza della piazza per attaccare le forze dell'ordine e velocemente indietreggiare. Attacchi repentini, con lancio di sassi e transenne e immediata fuga. Un bagno chimico è stato dato alle fiamme. La polizia ha usato anche un cannone ad acqua per disperdere i ragazzi.

 

Vedi anche: Milano, guerriglia in piazza Duomo: scontri con la polizia

Gli scontri a Milano
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La devastazione in centro

Devastazioni anche tra corso Vittorio Emanuele II e San Babila: un gruppo di manifestanti, molti a volto coperto, ha preso di mira diversi negozi, tra cui quello di Foot Locker, distruggendo le vetrine a colpi di mazza e sassate. Una piccola folla ha provato a entrare nel negozio per sottrarre la merce. Distrutta anche una macchina dei Carabinieri. La gazzella, abbozzata per i colpi e con il parabrezza e i finestrini sfondati, è stata isolata con delle transenne.

 

Leggi anche: Milano, scontri tra manifestanti e polizia in piazza Duomo e Galleria: fermati e feriti

Gli scontri a Milano

Il bilancio

Sassaiole, roghi, bombe carta, cariche, idranti, lacrimogeni e barricate hanno lasciato dietro di sé un centro città ferito. Il bilancio del sabato, solo a Milano, parla di 72 persone portate in Questura, di cui 17 arrestate a almeno 22 denunciate. Degli arrestati 9 sono minorenni, 5 sono stranieri. Alcune fra le persone fermate hanno partecipato al saccheggio del punto vendita di Foot Locker, dove si erano barricate all'arrivo delle forze dell'ordine. Al momento si registrano 104 feriti tra le forze dell'ordine medicati negli ospedali di Milano. Confcommercio stima oltre mezzo milione di euro di danni a negozi e locali causati.

 

Leggi anche: Proteste contro caro-vita, guerriglia a Milano. Scontri anche a Torino e Bologna

Gli scontri a Milano
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Chi sono i manifestanti violenti

Secondo le forze dell’ordine, le centinaia di ragazzi sono arrivati auto-organizzandosi dalle periferie, dall'hinterland ma anche da altre province. Senza coordinamento e in piccoli gruppi. Tantissimi minorenni, per lo più di seconda generazione, look etichettato come “maranza” (CHI SONO). Ragazzini che, armati di monopattini, cesti dell’immondizia e bastoni, hanno riversato la loro rabbia principalmente contro le forze dell’ordine. I cognomi dei fermati sono anche italiani a testimoniare una rabbia trasversale. Se per Expo, nel 2015, la città fu messa a ferro e fuoco da gruppi organizzati con giovani stranieri nelle frange più violente, questa volta a distruggere è chi in città, tra centro e hinterland, ci vive.

 

Vedi anche: Milano, chi sono i violenti che hanno devastato la città

Gli scontri a Milano

Cosa è successo a Torino

A Torino il corteo contro il carovita, che diversi comitati di cittadini avevano annunciato da giorni come “apolitico e apartitico”, è passato rapidamente sotto il controllo dei collettivi antagonisti e dei centri sociali, con gli innesti di tantissimi adolescenti delle banlieu. Senza esito sono stati i tentativi degli organizzatori di fargli accantonare le bandiere e di convincerli a non sfilare incappucciati. Alcuni giovani hanno lanciato oggetti contro le forze dell'ordine a protezione dell'ingresso della stazione ferroviaria di Porta Nuova, che hanno risposto con i lacrimogeni. Un gruppo è comunque riuscito a raggiungere la libreria Feltrinelli all'interno della stazione, rovesciando per terra i libri. Fitto lancio di bottiglie, bastoni e sanpietrini da parte dei manifestanti in piazza Castello. Disordini anche in via Po negli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, tra lanci di sedie prese dai bar sulla strada e idranti azionati dagli uomini in divisa. Arrestato un maggiorenne per resistenza a pubblico ufficiale e tre minorenni trovati in possesso di bottiglie incendiarie, mentre altri tre minorenni sono stati denunciati perché trovati in possesso di petardi e di un ordigno artigianale. Inoltre, quattro minorenni sono stati accompagnati in ufficio e fotosegnalati dopo essere stati bloccati poco dopo per il danneggiamento del negozio Feltrinelli alla stazione di Porta Nuova. Sono state identificate 60 persone, di cui 8 stranieri.

Gli scontri a Torino
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Cosa è successo a Bologna

A Bologna gli scontri si sono concentrati nella zona della stazione, dove un gruppo di ragazzini incappucciati si è staccato dal corteo e ha iniziato a lanciare lanciare fumogeni, bottiglie di vetro, transenne e sassi contro le forze dell'ordine che hanno risposto con gli idranti e lacrimogeni per disperderli. Secondo quanto comunica il Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale, tra i duemila manifestanti al corteo è stata rilevata una cospicua presenza di giovanissimi di origini straniera, molti dei quali con il volto travisato. Per le azioni violente gli agenti hanno arrestato 5 minorenni, di cui uno straniero, per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e travisamenti. Invece altri 7 soggetti sono stati denunciati a vario titolo. Sono stati poi identificati 40 manifestanti, di cui dieci accompagnati in ufficio per le successive determinazioni. Al momento risultano feriti 38 agenti di polizia e sei carabinieri. Inoltre, sono stati danneggiati alcuni mezzi di servizio. 

Gli scontri a Bologna

La reazione di Giorgia Meloni

"Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”, ha scritto sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Ho grande rispetto per le migliaia di persone che hanno manifestato pacificamente, anche partecipando alla mobilitazione indetta dalla Cgil che ha visto anche la partecipazione dei leader della sinistra”. Dall’altro lato, però, avverte nel post, "non possiamo ignorare quanto accaduto in altre piazze italiane. Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città. Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica. Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”.

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Meloni: "Siamo con le forze dell'ordine"

Questa mattina la premier Giorgia Meloni, su X, è tornata a commentare gli scontri di ieri in piazza in diverse città: "Ancora una volta, le donne e gli uomini delle Forze dell'Ordine hanno dovuto affrontare la violenza di delinquenti che, anche attraverso gruppi organizzati, sfruttano le manifestazioni per cercare lo scontro e seminare il caos. A tutti loro va la mia piena solidarietà e un ringraziamento sincero. Perché erano lì per tutelare la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori, dei commercianti e di tutte le persone che hanno diritto di vivere la propria città senza paura e senza vederla messa a ferro e fuoco da bande di teppisti. Siamo con voi".

Le parole dei vicepremier

"È inaccettabile - ha detto Antonio Tajani - che parte del centrosinistra soffi sul fuoco nel tentativo di compensare la propria assenza di idee e proposte". Mentre per Matteo Salvini in piazza c'erano "centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende?". Il leader della Lega aggiunge: “Dopo le vergognose scene di guerriglia urbana degli ultimi giorni, già questa settimana riproporremo in Parlamento, dopo troppi ritardi causati da altri in passato, la proposta della Lega per introdurre una garanzia finanziaria a carico degli organizzatori delle manifestazioni a rischio, a copertura degli eventuali danni. Manifestare è un diritto, devastare no. Chi rompe paga”.

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Sala: "Violenza contro agenti ingiustificabile"

Il primo a parlare sul fronte opposto è stato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala: "Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell'ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili. La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”.

 

Vedi anche: Scontri Milano, Sala: “Condanna, ma forze in campo erano insufficienti”. Le reazioni

Le parole di Lepore

"Siamo di fronte a scene inaccettabili”, ha affermato il sindaco di Bologna Matteo Lepore. “La devastazione dei beni pubblici, i danneggiamenti e la violenza non hanno alcuna giustificazione. Mi rivolgo ai ragazzi: siate i primi a isolare chi usa una manifestazione come pretesto per sfogare la propria rabbia e devastare la vostra città. Chi usa la violenza scredita per prima cosa le ragioni di chi manifesta. Siamo vicini alle forze dell'ordine che stanno provando a contenere i disordini e una manifestazione che non ci risulta fosse autorizzata”.

 

Per approfondire: Manifestazioni a Milano, Torino e Bologna: scontri e violenze. Il racconto live della giornata

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Rettifica ai sensi dell'art. 8 l. 47/1948

In merito all’articolo/scheda pubblicato in data 18 ottobre 2026 dal titolo «Scontri e guerriglia a Milano, Torino e Bologna: cosa è successo», il sottoscritto Erick Jara, anche in rappresentanza del movimento Nuovi Italiani, precisa e rettifica quanto segue:

1. È del tutto falsa ed infondata ogni ricostruzione che accosti il sottoscritto Erick Jara o il movimento Nuovi Italiani all'organizzazione, promozione o supporto degli scontri, delle devastazioni e degli atti di violenza verificatisi a Milano nei giorni 17 e 18 ottobre 2026, dai quali ci dissociamo in modo fermo e totale.

2. Il sottoscritto ed il movimento Nuovi Italiani non hanno alcun legame, organizzativo o ideologico, con il c.d. "Fronte rivoluzionario italiano" o con qualsiasi altra sigla eversiva o violenta menzionata nelle ricostruzioni giornalistiche.

3. L'impegno sociale e politico del sottoscritto e del movimento si svolge ed è sempre svolto esclusivamente nel rispetto delle leggi, della Costituzione e dei principi democratici.

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