Guerriglia in piazza Duomo nel capoluogo lombardo, dove in centinaia hanno attaccato lo schieramento di polizia e hanno devastato e saccheggiato un'auto dei Carabinieri. A Torino urla e spintoni fra le forze dell’ordine e alcuni collettivi studenteschi che volevano proseguire il corteo oltre piazza Castello. A Bologna, davanti alla stazione, lancio di sassi e oggetti a cui gli agenti hanno risposto con idranti e lacrimogeni
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Sabato di manifestazioni e scontri in diverse città d'Italia, tra cui Milano, Torino e Bologna. Nel capoluogo lombardo, in centinaia hanno attaccato lo schieramento di polizia in piazza Duomo. A Torino ci sono stati urla e spintoni fra le forze dell’ordine e alcuni collettivi studenteschi che volevano proseguire il corteo oltre piazza Castello. A Bologna, davanti alla stazione, in Piazza Medaglie d'Oro, alcuni ragazzini hanno laciato sassi e oggetti contro gli agenti, che hanno risposto con idranti e lacrimogeni.
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Torino, fermati 10 minori
A Torino, nel corso degli interventi delle forze dell'ordine, sono state fermate 12 persone, 10 delle quali minorenni, trovate, a vario titolo, in possesso di bottiglie molotov e petardi assemblati, sanpietrini e martelletti frangivetro.
Milano, manifestanti sfondano vetrine in piazza San Babila
A Milano i manifestanti hanno sfondato le vetrine di alcuni negozi in piazza San Babila con mazze e una bicicletta. In questo momento, i fronti aperti sono diversi: piazza Mercanti, via Torino e San Babila.
Salvini sugli scontri a Milano: "Centri sociali, maranza e marciume sinistro"
"Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???", ha scritto sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, pubblicando alcune immagini di piazza Duomo, a Milano, dopo gli scontri.
Milano, almeno 4 feriti tra agenti e 20 tra i manifestanti
Due agenti della Digos, due in borghese e un dirigente della Polizia di Stato sono rimasti feriti negli scontri a Milano. Al momento però non si hanno ancora numeri ufficiali. Il 118 ha soccorso nella zona di piazza Duomo e Cordusio una ventina di persone, la metà delle quali trasportate al pronto soccorso in codice verde e giallo. Due degli agenti sono stati colpiti da cubetti di porfido alla testa e hanno avuto bisogno di punti.
Lollobrigida: "Dal governo nessuna tolleranza verso chi mette a ferro e fuoco le città"
"Le scene di guerriglia a cui stiamo assistendo in queste ore in diverse piazze italiane, a partire da Bologna e Milano, sono vergognose e inaccettabili: gruppi di violenti che mettono a ferro e fuoco le nostre città, bloccando le attività economiche e creando danni all'intera collettività. Un conto è il diritto di manifestare, un altro è mettere a ferro e fuoco una città. Da parte del Governo non ci sarà nessuna tolleranza nei confronti di chi compie queste azioni criminali", afferma in una nota il ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida. "Voglio esprimere - aggiunge l'esponente di FdI - la massima solidarietà e vicinanza agli agenti feriti e alle forze dell'ordine che lavorano ogni giorno per difendere la sicurezza dei cittadini e la legalità. Ci aspettiamo una condanna unanime da parte di tutte le forze politiche, augurandoci che nessuno decida di soffiare sul fuoco delle proteste".
Bernini: "Violenze inaccettabili, chi aggredisce gli agenti colpisce lo Stato"
"Manifestare è un diritto, devastare le città, distruggere beni pubblici a disposizione della comunità e aggredire le forze dell'ordine è violenza. Nessuna rivendicazione o disagio può giustificarla. Le violenze avvenute a Milano, a Torino e in altre città italiane sono inaccettabili e vanno condannate senza esitazioni. Alle donne e agli uomini in divisa va la nostra piena solidarietà e gratitudine per la professionalità e il senso del dovere con cui svolgono il proprio lavoro a difesa della comunità. Chi li aggredisce non colpisce soltanto una divisa, ma lo Stato e le istituzioni". Così il ministro della Ricerca e università, Anna Maria Bernini.
Le due barricate in fiamme a Milano. FOTO
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Sardone: "Vogliono portare in Italia il caos e la guerriglia della Francia"
"Qualcuno vorrebbe portare anche in Italia il caos e le guerriglie che vediamo anche oggi in Francia", ha detto l'eurodeputata Silvia Sardone, che la Lega vorrebbe come candidata del centrodestra a sindaco di Milano, commentando le immagini "drammatiche" dei "vandalismi, delle sassaiole, degli assalti alla Polizia, degli scontri generati da teppisti e professionisti della violenza". "Solidarietà totale agli uomini e alle donne delle forze dell'ordine - ha aggiunto -, costretti a fronteggiare questi delinquenti. La Lega da tempo propone la cauzione obbligatoria per chiunque organizzi manifestazioni, per far passare il concetto che 'chi rompe paga'. Speriamo che nessuno voglia giustificare queste vergognose violenze: purtroppo, in passato, la sinistra ha quasi solidarizzato con i teppisti". "Milano non merita questi spettacoli indegni - ha concluso -, spero ci sia una netta condanna bipartisan".
Milano, Matteo Perego in piazza Duomo porta solidarietà alle forze dell'ordine
"I disordini che nelle ultime ore hanno colpito Milano e diverse città italiane vanno condannati unanimemente e senza ambiguità", il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego, che Forza Italia vorrebbe come candidato del centrodestra a Milano, lo ha detto arrivando in piazza Duomo dove ha voluto portare la sua solidarietà alle forze dell'ordine. "I giovani hanno diritto di manifestare e scendere in piazza per le proprie idee - ha detto -, ma questo non deve diventare un pretesto e una giustificazione ad attacchi alle forze dell'ordine e alla libertà degli altri cittadini e di chi lavora. Il diritto di manifestare non può trasformarsi in una minaccia alla sicurezza, con il risultato di seminare il caos nelle nostre città e prendere a bersaglio le nostre donne e i nostri uomini in divisa". "Sentita solidarietà alle forze dell'ordine impegnate a garantire l'ordine e la sicurezza - ha aggiunto -, e a quanti hanno subito le conseguenze di violenze e vandalismi inaccettabili".
Milano, decine fermati di cui alcuni portati in Questura
Decine di manifestanti sono stati fermati dalla polizia per i disordini scoppiati durante la manifestazione 'Italia in piazza' a Milano: diversi sono stati portati in Questura. I dati sono ancora provvisori. Si sta valutando chi deferire all'autorità giudiziaria.
Meloni: "Ogni reticenza sulle violenze di piazza diventa giustificazione"
"Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica. Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile", ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pubblicando un video dei disordini in piazza Duomo a Milano e parlando di "teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città".
L'incendio appiccato in piazza Duomo a Milano. FOTO
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I fermati a Bologna
A Bologna, al momento, sono sette i fermati di cui sarà valutata la posizione. Il corteo, sempre a quanto appreso, era iniziato nel primo pomeriggio da piazza Minghetti con cori contro il caro-vita e gli aumenti dei prezzi, per poi snodarsi verso via Farini e via Marconi. In zona stazione un gruppo manifestanti si è staccato dal corteo dirigendosi verso la piazza antistante lanciando fumogeni, bottiglie di vetro, transenne.
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Scontri in Duomo, Polizia avanza con gli idranti. FOTO
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Sala: "Ragioni protesta comprensibili, le violenze ingiustificabili"
"Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell'ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili", ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala. "La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure - ha aggiunto - di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta".
Milano, dopo scontri in piazza Duomo manifestanti verso piazza San Babila
Le forze dell'ordine, dopo aver sgomberato piazza del Duomo a Milano, stanno mandando via gli ultimi violenti che arretrano verso piazza San Babila resistendo agli idranti e facendo sassaiole a barricate con i tavolini dei bar di corso Vittorio Emanuele. Si tratta sempre di ragazzini vestiti di nero, organizzati in gruppi senza bandiere o simboli politici.
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Milano, rogo in piazza Duomo
Fiamme in piazza Duomo a Milano da diverse ore, dove è stato acceso un rogo nel centro della piazza e le persone stanno cercando di allontanarsi.
Un'immagine degli scontro a Torino. FOTO
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Scontri davanti alla stazione di Bologna
Scontri anche davanti alla stazione di Bologna tra giovani manifestanti e forze dell'ordine. In Piazza Medaglie d'Oro sono stati usati idranti e lacrimogeni e si è registrato un fitto lancio di sassi e oggetti da parte di ragazzini incappucciati. Buttate a terra decine di Mobike, le biciclette utilizzabili a noleggio. La protesta, dalla piazza antistante la stazione, si è poi spostata verso i viali circostanti, con l'utilizzo di idranti e lacrimogeni verso la centrale Via Indipendenza.
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Torino, i collettivi hanno preso il controllo della manifestazione
Già intorno alle 18 qualche momento di tensione si era verificato in piazza San Carlo a Torino, dopo il corteo contro il caro vita organizzato da comitati di cittadini. La manifestazione sarebbe dovuta terminare in piazza Castello, dove ha fatto ritorno in seguito a un percorso nel centro cittadino, ma giovani e giovanissimi aderenti ai collettivi studenteschi ne hanno preso il controllo e hanno proseguito la marcia lungo via Roma. Hanno quindi aggirato il cordone delle forze dell'ordine, che era posizionato a protezione di piazza San Carlo, e ne è nato un parapiglia con urti e spintoni. I giovanissimi hanno poi attraversato la piazza e hanno continuato a sfilare verso la stazione ferroviaria di Porta Nuova.
Torino, chiusi accessi a Porta Nuova e vandalizzata la libreria interna
Nel pomeriggio a Torino è stato vandalizzato il punto vendita delle librerie Feltrinelli collocato nella stazione ferroviaria di Porta Nuova. Poco prima del passaggio del corteo di giovani aderenti ai collettivi studenteschi, un piccolo gruppo di dimostranti si è staccato ed è entrato nel locale, rovesciando libri e installazioni. In seguito gli ingressi alla stazione sono stati chiusi.
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Torino, ancora barricate e lancio di oggetti contro le forze dell'ordine
Anche a Torino proseguono gli scontri fra giovani e forze dell'ordine. Dopo gli incidenti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova alcuni gruppi di manifestanti (tutti giovani e giovanissimi) si sono ritrovati nella zona di piazza Castello e sono poi confluiti in via Po dando vita a un fitto lancio di oggetti e improvvisando delle barricate. Le forze dell'ordine hanno risposto con i lacrimogeni e un idrante.
Tajani: "Inaccettabile violenza e chi dall'opposizione soffia sul fuoco"
"Il diritto e la libertà di manifestare sono sacrosanti, ma non è da meno il diritto di tutti i cittadini alla sicurezza e quello delle forze dell'ordine a non essere aggredite. Violenze e vandalismi sono totalmente inaccettabili e vanno condannati, a Milano come a Bologna, a Torino e nelle altre città attraversate in queste ore da gruppi di facinorosi", ha scritto il vicepremier Antonio Tajani su X. "Altrettanto inaccettabile è che parte dell'opposizione soffi sul fuoco della protesta violenta di piazza, nel tentativo di compensare la propria assenza di idee e proposte. Esprimo piena solidarietà alle forze dell'ordine".
L'inizio degli scontri a Milano
A Milano è iniziato tutto intorno alle 16.30, quando una fitta sassaiola è partita in direzione della Polizia in via Broletto, all'altezza di via San Tomaso, dove si è bloccato il corteo con oltre cinquemila manifestanti. La polizia in tenuta antisommossa ha messo in atto una carica di alleggerimento. Danneggiate alcune pensiline Atm le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. Sono state lanciate alcune bombe carta e fuochi pirotecnici.
A Milano manifestanti feriti
Cinque giovani di età fra i 18 e i 30 anni, che hanno preso parte al corteo Italia a Milano, hanno riportato contusioni e ferite al momento giudicate lievi e sono stati trasportati in ospedale. Tre sono stati trasportati al Niguarda, uno al Policlinico e uno all'Istituto Città Studi. È un primo bilancio del 118. Due ragazzi di 17 e 18 anni, anche loro feriti, hanno rifiutato il trasporto in ospedale e sono stati assistiti sul posto.
Un'immagine degli scontri in piazza Duomo a Milano
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A Milano la polizia avanza con gli idranti
Le forze dell'ordine dopo aver liberato piazza Duomo, a Milano, avanzano ora lungo corso Vittorio Emanuele utilizzando un carro idrante che ha disperso i manifestanti violenti che ancora sostano. Alcuni resistono improvvisando barricate con cestini e transenne.
Scontri in piazza Duomo a Milano, arrivano rinforzi della Polizia
Sono poi arrivati a sirene spiegate in piazza del Duomo, a Milano, i rinforzi delle forze dell'ordine. Una ventina tra 'cellulari' e jeep del Reparto mobile hanno circondato la piazza e la cattedrale. La situazione sembra essere meno tesa, ma ancora alcune centinaia di ragazzi, di quelli che hanno dato vita alle violenze, rimane sul posto tra il sagrato e i portici settentrionali. Ora la polizia lancia lacrimogeni e avanza.
Guerriglia a piazza Duomo a Milano
Scontri in piazza del Duomo, a Milano, dove gli irriducibili del corteo sciolto in Cordusio, svariate centinaia, si sono divisi in gruppetti e radunati sul sagrato del Duomo bersagliano le forze dell'ordine che lanciano lacrimogeni ed effettuano micro cariche di alleggerimento. I ragazzi lanciano transenne, porfido e bombe carta. E in tre riprese, in centinaia tutti insieme, hanno attaccato lo schieramento di polizia al centro della piazza, la Polizia è arretrata e i manifestanti hanno devastato e saccheggiato un'auto dei Carabinieri danneggiando i furgoni blindati. I ragazzi tengono la piazza e il monumento equestre, mentre ergono barricate.