Secondo l’accusa l’uomo avrebbe ucciso Chiara Poggi con "odio" e "crudeltà”, per via di un rifiuto alle sue avances. Un'ipotesi che i legali del 38enne, adesso che hanno in mano gli atti dell'inchiesta, intendono cercare di smontare: e per farlo si sono rivolti ad alcuni esperti
Secondo i pm che indagano sul delitto di Garlasco, Andrea Sempio non passò per caso davanti alla villetta dei Poggi il giorno stesso dell'omicidio di Chiara Poggi il 13 agosto del 2007. Per gli inquirenti l’uomo si era di fatto recato volontariamente davanti alla casa del delitto. I pm stanno anche scavando nel suo passato digitale e hanno intenzione, attraverso una rogatoria, di ottenere ulteriori informazioni presso Meta. Intanto la strategia difensiva dei legali di Sempio si affida a ben sei perizie per controbattere alle accuse, una delle quali verte sulla personalità dell'indagato: “Andrea vive da mesi chiuso in casa. Ha passato l'ultima settimana in studio da noi o tumulato in casa, di fatto è già ai domiciliari”, ha detto l'avvocata Angela Taccia.
La strategia della difesa
Secondo l’accusa Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi con "odio" e "crudeltà”, per via di un rifiuto alle sue avances. Un'ipotesi che i legali del 38enne, adesso che hanno in mano gli atti dell'inchiesta, intendono cercare di smontare. E per far questo si sono rivolti ad alcuni esperti e, per cominciare, hanno portato il loro assistito a Roma nel laboratorio di "Genomica", dove si terranno gli accertamenti tecnici a cui parteciperà anche la genetista Marina Baldi. Sempio, come ha spiegato Liborio Cataliotti del pool di difensori, "si è incontrato con la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa". Lo scopo "è tratteggiarne la personalità da contrapporre o eventualmente accompagnare" al profilo tracciato dal Racis, il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche a cui si è rivolta l'accusa e che ha lavorato anche sugli appunti manoscritti sequestrati l'anno scorso a casa del compagno di scuola di un tempo di Marco Poggi.
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Le sei consulenze della difesa
In ogni caso quella personologica, già annunciata la scorsa settimana, non è l'unica consulenza tecnica di parte a cui verrà sottoposto Sempio. Ce ne saranno "una medico-legale, per determinare le cause e il tempo del decesso, una antropometrica, per verificare se le impronte possono collimare con le dimensioni del piede di Andrea". Un'altra ancora servirà per "ripulire i poco comprensibili e difficilmente ascoltabili audio delle intercettazioni" ambientali che hanno registrato, attraverso una cimice piazzata in auto, dialoghi con un'amica e soliloqui - come quelli ormai noti sulla "penna" coi video intimi e su Chiara che gli avrebbe buttato giù il telefono - che oggi sono stati pubblicati on line e definiti "incomprensibili per un normale orecchio umano". Inoltre, ha spiegato sempre la difesa, ci "sarà una replica alla Bpa", ovvero l'analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica del delitto. A chiudere il cerchio non mancherà "un supplemento di esame dattiloscopico sulla impronta 33", quella palmare trovata sulla parete delle scale in fondo alle quali è stato scoperto in corpo senza vita di Chiara e che per i pm pare sia stata lasciata dalla "mano bagnata" di Sempio mentre si appoggiava al muro. Tale traccia, che per la difesa non è sua, va anche incrociata "con l'impronta 45", riferibile a una piccola macchia di sangue che, secondo l'indagine pavese, sarebbe l'esito di una gocciolatura da un oggetto, forse l'arma del delitto che si trovava più in alto.