Il ministro della Giustizia, a margine di un convegno, ha parlato del delitto tornato al centro della cronaca con le nuove indagini su Andrea Sempio. In merito alla condanna di Alberto Stasi, Nordio ha sottolineato: "Nel sistema anglosassone tutto questo non solo non esiste ma è assolutamente inconcepibile"
"Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d'Assise e da una Corte d'Appello?". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine di un convegno, ha parlato del caso Garlasco che è tornato al centro della cronaca italiana dopo che i pm di Pavia hanno aperto nuove indagini a carico di Andrea Sempio, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi (DELITTO GARLASCO - ULTIME NEWS). Poi, in merito all'iter giudiziario che ha portato alla condanna di Alberto Stasi, il ministro ha aggiunto: "Questa situazione paradossale nasce da una legislazione che dovrebbe essere cambiata, ma è molto difficile, per la quale una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado può, senza l'intervento di nuove prove, poi essere condannata".
Nordio: "Questo nel sistema anglosassone è inconcepibile"
Il ministro ha continuato a parlare del delitto e delle sentenze su Alberto Stasi: "Questo - ha sottolineato - è accaduto sedici anni fa con il primo processo. C'era stata una soluzione davanti alle Corte d'Assise, una soluzione davanti alla Corte d'Appello, poi una decisione della Cassazione che ha rinviato il processo, integrandolo con alcune, diciamo così, nuove considerazioni e si è arrivati a una condanna". E ha chiuso: "Nel sistema anglosassone tutto questo non solo non esiste ma è assolutamente inconcepibile".
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"Oggi il cittadino italiano si domanda perplesso come possa esistere una situazione in cui una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole mentre attualmente si indaga su un altro, sulla base di prove per le quali - sempre secondo l'accusa - l'autore del delitto sarebbe completamente diverso dal primo. Ripeto: una situazione anomala che diciamo raramente si vede e io non l'ho mai vista". Il ministro ha in ogni caso specificato che "nessuno, questo lo sappiamo bene, può ovviamente pronunciarsi su un procedimento in corso", aggiungendo che "è chiarissimo che io non ho la più pallida idea, e anche se l'avessi non lo direi, della dinamica del delitto e soprattutto del suo autore. Però ho un'idea invece chiara sulla dinamica della nostra legislazione che è sbagliata".