Emanuela Iannello ed Emanel Iannuzzi sono accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola Beatrice, due anni, a lungo sottoposta a quelli che gli inquirenti descrivono come "abusi atroci". Per la donna non è escluso anche il reato di abbandono di minore: spesso lasciava da sola Beatrice insieme alle due sorelle più grandi, sette e nove anni
È il giorno degli interrogatori di garanzia per Emanuel Iannuzzi ed Emanuela Aiello, entrambi in carcere con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia di due anni della donna, Beatrice. Sarà Iannuzzi, compagno di Aiello, a comparire per primo davanti agli inquirenti per la convalida dell’arresto, intorno alle 12. Poi toccherà alla madre, che si trova in carcere già dallo scorso 9 febbraio, quando era stata accusata di omicidio preterintenzionale in concorso per la morte della piccola, contestazione poi mutata.
Per Aiello non è escluso il reato di abbandono di minore
Nuovi dettagli su quanto successo emergono dalla relazione dei servizi sociali finita negli atti d’indagine, grazie alle testimonianze delle altre due figlie di Aiello, di sette e nove anni. Da quanto la madre, 44 anni, aveva iniziato a frequentare il nuovo compagno, 42, venivano spesso lasciate da sole nella loro casa a Bordighera, in provincia di Imperia. Non è escluso che la madre possa dover rispondere anche il reato di abbandono di minori. "Bambine adultizzate", scrivono gli assistenti sociali per le due figlie più grandi: erano loro che accudivano Beatrice (quando riuscivano), pulivano casa, andavano a scuola con buon profitto.
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Le violenze sulla piccola
Beatrice è morta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio, dopo essere stata colpita più volte con un oggetto contundente ancora non identificato. Per giustificare lividi e tumefazioni, la coppia aveva raccontato agli inquirenti di una caduta, ma questa versione dei fatti era apparsa subito poco credibile. Nell’ordinanza del gip si legge che la bimba veniva continuamente sottoposta a continue violenze fisiche. Due giorni prima di morire, una coppia di amici l’aveva vista con segni di percosse sul corpo, a letto. Le altre due figlie della donna, sentite in audizione protetta, hanno raccontato vari episodi in cui hanno chiesto tra le lacrime sia alla mamma che al suo compagno di portare la sorellina in ospedale, ma sono sempre state zittite. Nel telefono dell’uomo, descritto “di indole crudele”, sono stati trovati foto e video che testimoniano i maltrattamenti su Beatrice. Tra questi anche un’occasione in cui l’hanno obbligata a fumare hashish.