L'imprenditore veneziano parla dalla sua residenza uruguaiana e, rilasciando un’intervista al Corriere della Sera, smentisce le ricostruzioni circolanti sulla stampa nelle ultime settimane. Cipriani nega ogni legame societario con Epstein, difende la regolarità dell'iter adottivo e annuncia l'intenzione di procedere a una seconda adozione. Intanto resta aperta la questione politica sulla grazia concessa dal Quirinale
Giuseppe Cipriani, imprenditore della ristorazione di lusso e compagno di Nicole Minetti, rompe il silenzio da Punta del Este, in Uruguay, dove vive. In un'intervista rilasciata dal ranch sudamericano al Corriere della Sera, respinge tutte le accuse circolate nei giorni scorsi, dall’illegittimità dell'adozione ai presunti legami con Jeffrey Epstein, e annuncia che lui e Minetti avevano valutato di adottare un secondo bambino.
Cipriani: “Notizie false, l'adozione non è illegale”
“Quasi quattro anni di pratiche burocratiche, giudici, assistenti sociali e psicologi”. È questa, secondo Cipriani, la risposta alle accuse di adozione illegale che hanno travolto lui e Nicole Minetti nelle ultime settimane: "L’Uruguay non è un Paese delle banane”, afferma l'imprenditore veneziano “è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente. "E i soldi non servono a niente, anzi: è un Paese socialista, certe cose non si comprano” prosegue durante l’intervista. Secondo lui le accuse di irregolarità si sarebbero sgonfiate immediatamente consultando la documentazione depositata presso il ministero della Giustizia uruguaiano e la presidenza della Repubblica. “Bastava guardare le carte per capire che è stato solo un atto d’amore” sostiene. Quanto alla grazia presidenziale concessa da Sergio Mattarella a Minetti che avrebbe dovuto scontare una misura alternativa a Milano, Cipriani sostiene di non conoscere personalmente il presidente che, “aveva capito benissimo la situazione perché la grazia ha permesso alla madre di restare accanto al bambino, le cui condizioni di salute richiedono una presenza costante e controlli periodici a Boston ogni sei mesi fino alla maggiore età”.
Potrebbe interessarti
Caso Minetti, Pm che indaga su morte avvocati chiede carte adozione
La scelta di adottare il bambino in Uruguay
Al centro della vicenda che nelle ultime settimane ha fatto discutere l’Italia c'è un bambino affetto da una malattia rara, contratta “prima della nascita per via della dipendenza dalla droga della madre biologica”che Cipriani descrive come una “donna accusata di omicidio e spaccio, che esercitava la prostituzione”. La patologia, spiega l’imprenditore al Corriere, non è comune in Italia ma lo è in Africa: “il medico che segue il piccolo ha trascorso cinque anni come volontario nel continente africano ed è considerato uno dei massimi esperti mondiali nel settore”. L'incontro con il bambino avvenne durante una delle feste natalizie che Cipriani organizzava ogni anno per i minori dell'Inau, l'istituto di adozioni uruguaiano, nella sua proprietà di Maldonado. “In uno di questi incontri, abbiamo visto quel sorriso”, racconta. “Un bimbo che portava allegria, metteva pace”. Una scelta che definisce difficile ma mai rimpianta: tanto che oggi, nonostante la bufera mediatica, lui e Minetti starebbero pensando di avviare le pratiche per adottare un secondo bambino in Uruguay.
Potrebbe interessarti
Caso Nicole Minetti, verifiche su autenticità sentenza di adozione
Epstein, Nordio e le altre accuse: “Grandissime balle”
Tra le ricostruzioni che più irritano Cipriani figurano i presunti legami con Jeffrey Epstein. L'imprenditore ammette, però, che Epstein frequentava i suoi ristoranti: “Serviamo sette milioni di persone, delinquenti e presidenti” e che vent'anni fa ci fu un contatto preliminare per un possibile investimento in un locale londinese, mai concretizzatosi. Ma nega con forza qualsiasi rapporto societario: “Non mi ha mai fatto un finanziamento. Non è mai stato mio socio” e cita i file Epstein, dove sarebbe documentata una corrispondenza tra i rispettivi legali rimasta senza esito. Altrettanto nette le smentite riguardo al ministro della Giustizia Carlo Nordio, accusato da alcuni di essere in rapporti di amicizia con la famiglia Cipriani e di aver visitato il ranch uruguaiano. “Non è vero. E non è neanche stato a casa mia”, taglia corto. Nordio, ricorda, ha vissuto a lungo a Venezia e “sarà passato all'Harry's Bar come milioni di altri avventori nel corso degli anni” ma trasformare questo in un'amicizia gli sembra un salto non accettabile.