Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti, cos’è successo e cosa non torna
CronacaIntroduzione
Sono diversi i punti oscuri all’esame degli accertamenti disposti dalla Procura generale di Milano, e affidati anche all’Interpol, sulla vicenda della clemenza concessa all’ex consigliera della Lombardia e i cui presupposti sono stati messi in dubbio da un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano. Fra gli aspetti contestati ci sono quelli relativi all’adozione del minore le cui condizioni di salute sono state uno dei motivi del parere favorevole alla grazia, ma anche le visite mediche e gli interventi che lo riguardano. Nel mirino inoltre sono finite anche le attività di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, erede della dinastia dell'Harry's Bar che compare negli Epstein Files.
Quello che devi sapere
Le condanne di Nicole Minetti su cui ha effetto la grazia
La domanda di grazia per Nicole Minetti è stata presentata all’inizio del 2025 e riguarda due condanne: la prima risale al 2019 ed è di due anni e dieci mesi nel processo Ruby Bis per favoreggiamento della prostituzione, la seconda è del 2021 a un anno e un mese per peculato sui rimborsi quando era consigliera regionale in Lombardia.
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Le motivazioni con cui è stata concessa la grazia
La grazia, dopo i pareri favorevoli dal procuratore generale della Corte d'Appello di Milano e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, viene concessa dal presidente della Repubblica il 18 febbraio 2026, ma la notizia viene diffusa dalla stampa solo due mesi dopo, l’11 aprile. Fonti del Quirinale spiegano che la decisione si è basata "anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati". Il familiare è il figlio adottivo della coppia Minetti-Cipriani.
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L’adozione
Ed è proprio l’adozione di questo bambino uno dei punti contestati dall’inchiesta de Il Fatto Quotidiano. Secondo il quotidiano, nell’istanza per ottenere la grazia il minore veniva definito abbandonato alla nascita, quando invece risultano due genitori biologici in vita. Nel documento viene riportato anche che il bambino sarebbe figlio adottivo dal 2023 dopo un percorso di affidamento durato tre anni, ma il FQ invece sostiene che Nicole Minetti avrebbe intentato una causa di "separazione definitiva e perdita della patria potestà", vinta nel 2023, per ottenere l'adozione. Nel 2024 il Tribunale per i minorenni di Venezia ha firmato un decreto per il riconoscimento dell'adozione nel nostro Paese, secondo cui "il minore si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita, con separazione definitiva dai genitori biologici, i quali sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale".
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La scomparsa della madre biologica
Sotto la lente dell’Interpol c’è anche l'avviso diffuso dalle autorità locali per rintracciare la madre biologica, che risulta irreperibile. "La donna, 29 anni, è ufficialmente scomparsa. Il ministero dell'Interno dell'Uruguay ha diramato un avviso nazionale con la sua foto il 14 aprile 2026. L'ultima traccia della donna risalirebbe a metà febbraio" in un quartiere di Maldonado, città del sud-est dell'Uruguay, scrive il sito uruguaiano Montevideo Portal.
La morte della legale della madre biologica
L’inchiesta de Il Fatto Quotidiano parla anche del decesso dell’avvocata della madre biologica del minore, morta nel 2024 insieme al marito nella loro casa a Garzón per l'esplosione di una stufa. Un aspetto che non viene trascurato dall’Interpol. Su questa vicenda, riporta tuttavia Montevideo Portal, "nel novembre 2025, una terza perizia richiesta dal procuratore Sebastián Robles ha confermato la tesi dell'incidente: il rapporto ha indicato che l'incendio, costato la vita agli avvocati Mercedes Nieto e Mario Cabrera nel giugno 2024, è stato causato dall'esplosione di una stufa, smentendo una consulenza privata presentata dalla famiglia che invece sosteneva l'ipotesi dell'omicidio con segni di 'accanimento'".
Le condizioni di salute del bambino e l’intervento a Boston
Nella lettera di 13 pagine inviata al Quirinale per ottenere la clemenza, i legali di Minetti hanno sottolineato i problemi di salute del figlio adottivo, conosciuto in un orfanotrofio in Uruguay, Paese dove lavora Giuseppe Cipriani. Nel 2020 i due hanno cominciato il percorso di adozione e l'anno successivo sostengono di aver provveduto per lui a un intervento a Boston, dopo due pareri contrari all'operazione del San Raffaele di Milano e dell'ospedale di Padova. Ma anche qui emerge una falla. Il professor Luca Denaro, direttore dell'Uoc Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale dell'Azienda Ospedale Università Padova, ha detto "di non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino". E, si apprende da fonti sanitarie, del non c’è traccia nemmeno nei database dell'ospedale San Raffaele. Sul punto, i legali di Minetti hanno chiarito alla Procura che la coppia non avrebbe seguito i percorsi "ufficiali" ma si sarebbe rivolta direttamente a professionisti di loro fiducia per un parere medico sulle situazione di salute del bambino. C’è poi l'ultimo controllo medico del 16 aprile 2025, quando sarebbero emersi rischi di recidiva e complicazioni per il bambino. Da qui l'istanza firmata dai legali di Minetti secondo cui l'espiazione della pena sul territorio italiano potrebbe impedire alla madre l'assistenza al minore: su questo, gli inquirenti dovranno acquisire le cartelle cliniche d'Oltreoceano.
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La figura di Giuseppe Cipriani e le sue attività
Nelle scorse settimane i legali di Nicole Minetti hanno spiegato che la grazia è arrivata anche per i profili umanitari "straordinari" legati "alla tutela della salute e alla condizione di particolare vulnerabilità di un minore" e per il bisogno di "assicurare continuità di cura e stabilità familiare, evitando effetti indiretti sproporzionati su soggetti terzi", elementi che andrebbero a dimostrare il reinserimento sociale e la responsabilizzazione personale dell’ex igienista dentale. Ma a questo proposito ci sono delle ombre anche sull'attività svolta da Minetti e Cipriani. I suoi locali - stando a quanto hanno scritto in molti - venivano considerati "terreno di caccia" dal produttore cinematografico Harvey Weinstein. E, scrive Il Fatto Quotidiano, il ranch della coppia sarebbe usato per un’attività di squillo d’alto bordo e minorenni. "Qualcosa è iniziato a non tornare nel momento in cui abbiamo avuto da una parte la richiesta della grazia, quindi tutto quello che è stato prospettato per averla, e dall'altra delle fonti in Uruguay che raccontavano che le cose stavano diversamente: la Minetti non aveva cambiato vita, faceva feste insieme al compagno con queste ragazze che andavano e venivano saltando i controlli dell'immigrazione", ha speigato il giornalista Thomas Mackinson, autore dell'inchiesta. "Secondo i racconti di chi c'era, di giorno si accoglievano i bambini dell'orfanotrofio e Cipriani serviva i pasti mentre nel weekend e la notte arrivavano le ragazze: argentine, brasiliane, uruguayane, c'era un tariffario a seconda della nazionalità e del gradimento. Da quello che ho capito erano delle professioniste". "Ci sono cose che non si possono scrivere e altre che forse potranno esser scritte - ha aggiunto Mackinson - Ad esempio le frequentazioni di questa villa, chi ci andava. Spero di poter scrivere questi nomi, primo o poi di poter chiudere il cerchio di questa storia".
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