Grazia a Nicole Minetti, Colle chiede chiarimenti. Ministero: "Nessun elemento negativo"
PoliticaDopo l’inchiesta del Fatto Quotidiano, la Presidenza della Repubblica ha chiesto chiarimenti urgenti al Ministero della Giustizia che ha avviato le verifiche. Il procuratore del caso: "Chiesta autorizzazione per nuovi indagini". Il Pd: "Meloni faccia fare passo indietro a Nordio". L'ex igienista: "Notizie false, lesa la mia reputazione"
Dopo l’inchiesta del Fatto quotidiano su Nicole Minetti (graziata dal presidente della Repubblica lo scorso febbraio) l’ufficio stampa del Quirinale comunica che la Presidenza della Repubblica ha chiesto chiarimenti urgenti al Ministero della Giustizia. “In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza – si legge nella lettera - su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”. Fonti del Quirinale precisano che il Presidente della Repubblica non dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare i fatti che vengono prospettati e fonda la propria decisione sui documenti che gli vengono sottoposti nonché sulle valutazioni formulate a tal proposito dall'autorità giudiziaria e dal ministro della Giustizia.
L'inchiesta del Fatto Quotidiano
A gettare ombre sulla grazia di Minetti il giornalista di inchiesta Thomas Mackinson dalle colonne del Fatto Quotidiano. Secondo l'inchiesta del Fatto, le informazioni fornite nell'istanza di grazia sul bambino adottato da Minetti e affetto da una grave patologia, che è valso la grazia all'ex igienista dentale, sarebbero state false. Il bambino, infatti, nell'istanza di grazia, veniva presentato come "abbandonato alla nascita". Gli atti del Tribunale di Maldonado consultati dal Fatto, scrive il giornale, "raccontano invece che ancora oggi ha entrambi i genitori viventi e identificati, tanto che Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani hanno intentato una vera e propria causa contro di loro per ottenere la “Separación Definitiva y Pérdida de Patria Potestad”. Il procedimento per l'adozione si sarebbe chiuso in loro favore soltanto il 15 febbraio 2023. La madre biologica del bambino inoltre risulterebbe ora scomparsa, mentre la legale che assisteva la donna è morta carbonizzata nel 2024 insieme al marito, anche lui avvocato, in circostanze sospette. L’inchiesta accende un faro inoltre sugli interventi medici per il minore che sarebbero stati sconsigliati dal San Raffaele di Milano e dall’Ospedale di Padova, motivo per cui Minetti sarebbe stata costretta a viaggiare negli Stati Uniti: le strutture, contattate dal quotidiano, hanno detto di non aver mai visitato il bambino. Secondo Il Fatto Quotidiano, inoltre, Minetti e Cipriani avrebbero continuato a gestire un giro di prostituzione, gli scorsi anni, in Uruguay, nella tenuta di Cipriani, dove attività benefiche servivano da copertura a giri illeciti. "È in questo contesto - scrive il Fatto - che entra il bambino nato nel 2017 al centro della grazia presidenziale che il Quirinale ha concesso sulla scorta delle istruttorie della Procura di Milano e del Ministero della Giustizia".
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Minetti: "Informazioni false e lesive della mia reputazione"
Le informazioni diffuse sono "prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare" afferma da parte sua Nicole Minetti in riferimento agli articoli del 'Fatto Quotidiano', annunciando di aver dato mandato ai propri legali affinché "procedano con formale diffida nei confronti dei giornalisti e della testata dalla diffusione di ulteriori notizie false, diffamatorie e lesive". Nicole Minetti ha anche dato mandato ai propri avvocati di "procedere con le opportune azioni legali nei confronti dei giornalisti e della testata giornalistica coinvolta, nelle sedi competenti". "Si confida altresì nell'intervento delle competenti autorità - conclude Minetti - affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e vengano adottati i provvedimenti necessari a tutela dei dati sensibili e dei propri familiari".
Il ministero: "Nessun elemento negativo agli atti"
Dopo la richiesta del Quirinale, il ministero della Giustizia ha avviato le verifiche per gli opportuni accertamenti con la procura generale della Corte di Appello di Milano da cui è arrivato il parere favorevole, non vincolante. Il ministero, in serata ha poi fatto sapere che in relazione alla procedura di grazia che ha interessato la signora Nicole Minetti, che "nessuno degli elementi negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura".
Il Procuratore: "Chiesta autorizzazione per nuove indagini"
Il parere della Corte d'Appello era stato firmato dal sostituto procuratore Gaetano Brusa che oggi all'Ansa ha dichiarato: "Abbiamo acquisito i dati e svolto gli accertamenti che ci richiedeva il ministero. La procedura riguardante la richiesta di grazia ci è arrivata dal ministero a fine 2025. Sulla base di quanto chiesto, il quadro era completo e non emergevano dati anomali. L'acquisizione documentale è avvenuta attraverso i riscontri sanitari dei carabinieri". "Abbiamo avanzato la richiesta, come Procura generale, e siamo in attesa del ministero della Giustizia, di ricevere l'autorizzazione a svolgere ulteriori accertamenti sulla base di quanto sta emergendo" ha poi aggiunto Brusa. In particolare, la procura di Milano è in attesa di una delega dal Ministero della Giustizia per ulteriori accertamenti all'estero.
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Pd: Meloni faccia fare passo indietro a Nordio
E cominciano intanto ad arrivare anche le prime reazioni politiche alla vicenda. "Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c'è più tempo da perdere: la sua permanenza al ministero della Giustizia si sta rivelando
estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo" afferma Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd. "Quanto sta emergendo - continua Serracchiani - è di una gravità inaudita. La grazia è un istituto di massima delicatezza che non puo' essere gestito con istruttorie improprie o superficiali. Il caso Minetti rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima".