Pichetto Fratin: "Referendum sul nucleare? Spiegheremo perché non ci sono pericoli"

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 Il Ministro interviene sulle colonne del Corriere Finanza per fare il punto sul futuro del nucleare in Italia, affrontando il tema di un possibile referendum e sottolineando l'importanza di informare i cittadini per superare le paure. Il governo, sostiene, andrà avanti su questa strada perché la ritiene "giusta per il Paese", e ribadisce la necessità di definire le regole per l'avvio della produzione e lo stoccaggio delle scorie

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Teme un referendum sulla legge sul nucleare? "No. Massimo rispetto per le scelte dei cittadini. Saremo in grado di spiegare che non c'è nulla da temere". Così il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, risponde in un'intervista al Corriere della sera, dopo il primo si alla Camera al disegno di legge delega sul Nucleare da lui promosso, spiegando perché oggi, a suo parere, è importante fare non quello che è popolare, ma "quello che è giusto per il Paese". 

Fratin: "Prendiamo il 15-20% dell’energia dall’estero"

"Oggi – spiega il ministro - non siamo autonomi in fatto di energia: prendiamo il 15-20% dall'estero e prevalentemente dal nucleare francese. E i tempi che stiamo vivendo insegnano che bisogna guardare al futuro prima che ci travolga. Per poter produrre nella metà del prossimo decennio bisogna approntare gli strumenti oggi". Su quanto detto da Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), che denuncia come nella delega non si esclude l'uso del nucleare a fini militari, Pichetto ha commentato così: "Abbiamo escluso categoricamente la diversione di materiale, impianti e tecnologie per produrre armi nucleari. Poi ci sono ricerche che possono essere collegate alla difesa, ma non in un'ottica offensiva". 

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"Le Regioni bloccano 150 Gigawatt da fonti rinnovabili"

Parlando delle rinnovabili, poi, il ministro ha ricordato che la difesa del paesaggio non dovrebbe prevalere "in maniera ideologica o per partito preso, come fanno certe Regioni. Che oggi bloccano 150 gigawatt di nuova capacità". Non si potrebbero localizzare gli impianti sui territori già compromessi?, chiede il Corriere Finanza, "c'è una norma che già lo stabilisce ma alcune Regioni contestano anche quella", conclude Pichetto.

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