Il decreto giustizia-migranti è legge: dall’esame per gli avvocati ai rimpatri, le novità
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Dopo il via libera del Senato, il decreto legge è stato approvato definitivamente dalla Camera. Formato da 18 articoli, contiene sia norme sull'ordinamento giudiziario e la professione forense sia sull'immigrazione (procedure di asilo, rimpatri e controlli alle frontiere) recependo le direttive del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo. Interviene, quindi, in due ambiti strategici come giustizia e immigrazione. Ecco cosa cambia
Quello che devi sapere
Il decreto giustizia-migranti è legge
La Camera, nella tarda serata del 5 agosto, ha approvato il decreto giustizia-migranti con 165 voti a favore e 80 contro. Il provvedimento - su cui il governo aveva posto la fiducia - aveva già ricevuto il via libera dal Senato a fine luglio e quindi con l’ok definitivo dell’Aula di Montecitorio diventa legge. La scadenza per la conversione in legge del testo era fissata all’11 agosto.
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Cosa contiene
Il provvedimento è composto da 18 articoli. Per quanto riguarda il contenuto, il testo introduce norme sulla giustizia e la professione forense e converte le direttive del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, con norme sugli accertamenti per gli stranieri fermati alle frontiere o soccorsi in mare prevedendo ad esempio controlli sanitari e fermo amministrativo.
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Le norme sull'ordinamento giudiziario e la professione forense
Il decreto, quindi, contiene sia norme sull'ordinamento giudiziario e la professione forense sia sull'immigrazione (procedure di asilo, rimpatri e controlli alle frontiere) recependo le direttive del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo. Per quanto riguarda la prima parte, una delle novità riguarda l'esame di Stato per gli avvocati: si svolgerà in un'unica sessione ogni anno, con due prove scritte (oggi sono tre) e una orale.
Le altre novità
Sul funzionamento della giustizia, per evitare carenze di organico e rallentamenti operativi, il decreto allunga fino al 31 dicembre 2026 l'incarico dei magistrati giudicanti nello stesso ufficio. Altre misure riguardano i giudici di pace, per potenziare organizzazione e competenze di quegli uffici. Si interviene anche sulla digitalizzazione dell'amministrazione della giustizia, stanziando 6,5 milioni di euro per il 2026, 30 milioni per ogni anno dal 2027 al 2034 e 12,5 milioni annui dal 2035.
Il fronte immigrazione
Passando alla parte sull'immigrazione, anche qui vengono introdotte alcune novità. Cambia, ad esempio, la disciplina sui documenti rilasciati a chi chiede la protezione internazionale e sulla dichiarazione del proprio domicilio o residenza, che dovrà fare con la registrazione della domanda.
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Protezione internazionale e asilo
Inoltre, sale da 60 a 90 giorni (dalla formalizzazione della domanda) il periodo durante il quale i richiedenti protezione internazionale non possono lavorare. Diventano obbligatorie, poi, le procedure di asilo alla frontiera, da concludere entro un termine massimo. Riguardo alla possibilità di trattenere chi ha chiesto la protezione internazionale, ora si aggiunge il divieto di trattenimento fondato sulla nazionalità e si ampliano le strutture per il trattenimento, comprese quelle nelle zone di frontiera.
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