Conte in audizione: "Commissione Covid nata come un plotone d'esecuzione contro di me"

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Il leader del MoVimento Cinque Stelle viene sentito dalla commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19, evidenziando di non voler accettare "lezioni sulla paura e sull'onore da chi non può darle"

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"Giuro sul mio onore, l'onore che qualcuno qui ha perso già durante la pandemia, quando anziché essere in prima fila a combattere con noi in trincea si è rifugiato nelle polemiche sterili e nelle strumentalizzazioni più futili. L'onore che qualcuno qui non ha più riguadagnato, in occasione di questa commissione, concepita come un plotone d'esecuzione nei miei confronti e, al contempo, come una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei propri partiti". Così Giuseppe Conte ha aperto la sua audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19, evidenziando di non voler accettare "lezioni sulla paura e sull'onore da chi non può darle". E assicura: "Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda".

L’inchiesta sulla gestione del coronavirus

Al centro dell'audizione ci sono temi come l'approvvigionamento di mascherine e la campagna vaccinale. A Conte viene chiesto conto anche delle testimonianze rese nelle ultime settimane dagli imprenditori ascoltati dalla commissione, con particolare attenzione alle consulenze pagate da alcune aziende per ottenere commesse pubbliche. Il caso più discusso riguarda una società che avrebbe versato 454 mila euro per una consulenza preliminare, vicenda che alimenta gli interrogativi sui controlli esercitati da Palazzo Chigi sulla struttura commissariale. Tra i dossier più delicati anche quello dell'avvocato Luca Di Donna, ex collega di Conte, sul cui ruolo nelle procedure per le forniture la commissione punta a fare chiarezza.

Il sistema dei dpcm

Sotto la lente della commissione anche i dpcm con cui il governo Conte a lungo ha imposto restrizioni alla libertà dei cittadini. L'ex premier ha evidenziato che si tratta della "collaudata tecnica del bilanciamento dei diritti e delle libertà fondamentali, che ha il fine preciso di individuare il punto di equilibrio nell'assicurare alla salute la tutela più intensa", comportando al contempo "il minor sacrificio possibile dei diritti fondamentali". Conte ha ricordato che i dpcm venivano adottati "su proposta del ministro della Salute, sentiti gli altri ministeri, sentito il parere delle Regioni, sentito il Cts" ed erano diventati "uno strumento molto agile, in modo da intervenire prontamente in base all'evoluzione del contagio".

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Conte attacca Meloni e la maggioranza

Il leader pentastellato si è scagliato contro la premier Meloni. "La vostra presidente andò nelle trasmissioni tv a darmi del criminale. Ma qual è stato il contributo dell'opposizione?", ha detto davanti alla commissione. Poi ha parlato della maggioranza come di speculatori: "Non ricordiamo un vostro contributo utile, da parte degli speculatori, un suggerimento plausibile come gesto di responsabilità per la difesa del Paese".

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Conte, prima di entrare nel vivo della relazione, ha depositato un documento che – dice – “mi è venuto tra le mani in forma anonima” e che ritiene “degno di essere segnalato alla procura di Roma”, a cui li ha consegnato negli scorsi giorni. Si tratta di "un documento redatto il 14 aprile 2022, a me è arrivato con i nomi oscurati ma ci sono tutte le qualifiche”, di 10 pagine, in cui si parlerebbe di una transazione da 100 milioni di euro tra lo Stato e la società Jc Electronics. "Il modello" di mascherine "di colli depositati non corrisponderebbe alla mascherina con efficacia filtrante e" avrebbe "rappresentazione contraffatta del foglio di accompagnamento", ha evidenziato Conte, aggiungendo che "ci sarebbe la possibilità che siano stati consegnati 100 milioni di euro dello Stato a una società privata" per "mascherine che non erano corrispondenti alle caratteristiche anticipate e dichiarate". 

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