Si tratta di Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, provenienti dalla Lega, e Attilio Pierro e Davide Bergamini, arrivati da Forza Italia, con un passato nel Carroccio. Con loro, a sorpresa, anche l'economista Antonio Maria Rinaldi. L'ex generale presenta a Viareggio i nuovi deputati, portando a otto il gruppo alla Camera e rivendicando la crescita del movimento
"Il 6 giugno ricorre lo sbarco in Normandia, oggi celebriamo lo sbarco in Futuro Nazionale. Siamo a 94mila iscritti, il partito è partito, non lo ferma più nessuno". Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, durante una conferenza stampa indetta a Viareggio (Lucca), ha salutato così l'ingresso nel partito di quattro nuovi deputati: Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, provenienti dalla Lega, e Attilio Pierro e Davide Bergamini, arrivati da Forza Italia, con un passato nel Carroccio. Con loro, a sorpresa, anche l'economista ed ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi, che chiude così la sua esperienza nella Lega.
La crescita del gruppo parlamentare
Con i nuovi arrivi, i deputati di Futuro Nazionale salgono a otto. Alla conferenza erano presenti anche Emanuele Pozzolo, Edoardo Ziello e Laura Ravetto. Sull'eventuale ingresso di senatori vicini al movimento, l'ex generale ha risposto: "Vedremo quello che succederà". "I giornalisti continuano tutti a parlare di noi - ha aggiunto -. Poi ci sono anche i politici che parlano di noi. Addirittura ci siamo guadagnati la prima pagina dell'Espresso 'Vannacci sarà il vostro incubo'. Molto bene, sarò il vostro incubo, e quindi andiamo avanti su questa" linea. "Siamo contenti di avere questi cinque nuovi ingressi in Fn - ha detto ancora -. Non siamo noi che facciamo la questua ma sono loro stessi che si sono rivolti a noi perché credono nel progetto e nel fatto di portare avanti questa novità politica degli ultimi 15 anni in Italia. Ci sono anche tanti sindaci, consiglieri comunali e molti consiglieri regionali che ci hanno contattato e molti quelli che ci hanno già raggiunto".
L'assemblea costituente e i rapporti politici
Il 13 e 14 giugno si terrà a Roma l'assemblea costituente del partito, alla quale, ha precisato Vannacci, "abbiamo invitato tutti i partiti rappresentati nel Parlamento italiano, dall'estrema sinistra all'estrema destra. Mi auguro che i rapporti siano buoni con tutti. Una cosa però è chiara, noi non cederemo un millimetro su quello che è il nostro impianto valoriale. La coalizione con l'attuale maggioranza di governo è possibile purché le linee rosse non vengano oltrepassate".
La battaglia sulle preferenze elettorali
Vannacci ha rilanciato il tema delle preferenze nella prossima legge elettorale: "Futuro Nazionale si sta battendo affinché anche la legge elettorale torni a dare dignità ai cittadini e a includere le preferenze. La sovranità appartiene al popolo che deve eleggere i propri rappresentati in Parlamento" e il "Parlamento ha dignità se è espressione del popolo e non delle segreterie di partito". Sulle preferenze "presenteremo un emendamento parlamentare, e anche per la raccolta firme digitale per i partiti". Quanto a possibili alleanze, Vannacci ha spiegato che "le coalizioni si fanno sulla base di punti programmatici e di ideali, se questi vengono a coincidere tutto è possibile. Ma questo è il limite oltre il quale non andremo". E ancora, "Marina Berlusconi mi può stare simpaticissima, non capisco perché parli a nome di Forza Italia quando non svolge un ruolo politico".
Le reazioni del centrodestra
Il coordinatore politico di Noi Moderati, Saverio Romano, ha definito "inconciliabili le posizioni espresse dal generale Vannacci con i valori e gli obiettivi della coalizione di centrodestra. Una visione europeista che si ispira ai valori del popolarismo non ha nulla a che vedere con gli estremismi e con l'isolazionismo di Futuro Nazionale". Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, rispondendo a una domanda se sia stato un errore far entrare Vannacci nella Lega, ha osservato: "Guardando indietro è sempre facile fare valutazioni, io preferisco guardare avanti, non solo sui temi, ma anche in politica. E penso che l'errore non è mai di chi fa entrare, ma di chi sceglie di cambiare partito, non rispettando il mandato degli elettori".