Frana a Niscemi, le foto impressionanti delle case a ridosso della voragine
Evacuate oltre 1.500 persone: molte di queste non rientreranno più nelle loro abitazioni. Chiusi interi quartieri e le principali strade provinciali. Ancora da definire la stima dei danni totali
FRANA A NISCEMI
- Il fronte della frana che ha colpito Niscemi, in provincia di Caltanissetta, continua ad allargarsi. Il movimento franoso, iniziato nel pomeriggio del 25 gennaio, ha reso necessaria l’evacuazione di oltre 1.500 persone. Le immagini che arrivano dalla zona sono impressionanti: si vede il paese, e poi, subito sotto, il baratro.
VERSO LA PIANA DI GELA
- Il terreno continua intanto a franare verso la piana di Gela. Ancora da valutare una stima complessiva dei danni, per cui ci vorrà tempo.
MELONI A NISCEMI
- La mattina del 28 gennaio la premier Meloni ha sorvolato, in elicottero, le zone colpite dal maltempo in Sicilia ed è poi arrivata proprio a Niscemi, dove ha partecipato a una riunione sulla situazione.
SCHIFANI: "SITUAZIONE SENZA PRECEDENTI"
- A Sky TG24, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, avverte: "C'è una situazione senza precedenti: ho visto di persona un paese che rischia di crollare davanti a un vuoto enorme. Bisogna rimboccarsi le maniche, cosa che stiamo facendo. Studieremo un piano urbanistico di ricostruzione parziale di quella struttura, lontana dalla frana. Le risorse le individueremo, c'è tutta la buona volontà".
PROTEZIONE CIVILE IN AZIONE
- Sul posto, fin da subito, è entrata in azione la Protezione Civile. E il 27 gennaio, il capo della Protezione Civile, Ciciliano, ha avvertito: "L'intera collina sta crollando, la situazione è critica".
In foto, un'altra immagine delle case di Niscemi a strapiombo sulla parte di terreno franata.
IN CORSO CENSIMENTO
- "Bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi a Niscemi ci viveva, ed è in corso un censimento delle persone che vanno sostenute", ha spiegato Ciciliano.
In foto, il transennamento della Protezione Civile a Niscemi.
COM'È LA ZONA ROSSA
- dal belvedere di Niscemi, il paesaggio che si vede è disastroso: solo un pezzo della strada piastrellata della passeggiata è rimasto intatto, il resto è collassato.
INTERI QUARTIERI EVACUATI
- Con l’estendersi del fronte franoso, man mano sono stati evacuati interi quartieri: Sante Croci, Trappeto e via Popolo.
EVACUATI OSPITATI NEL PALASPORT
- Complessivamente sono circa trecento le famiglie allontanate dalle loro case. Queste persone sono state ospitate in altre abitazioni o nel Palasport Pio La Torre.
LA TESTIMONIANZA DEGLI SFOLLATI
- “Abbiamo paura per noi e per le nostre case – ha raccontato uno degli sfollati –. Non sappiamo cosa fare”.
I CONTRIBUTI PER GLI SFOLLATI
- Per gli sfollati della frana sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno, secondo quanto emerso nelle ultime ore.
CENTRO OPERATIVO COMUNALE
- Il sindaco Massimiliano Conti coordina il centro operativo, in stretto contatto con la Protezione civile nazionale e regionale e con la Prefettura di Caltanissetta.
IL SINDACO: “LA SITUAZIONE CONTINUA A PEGGIORARE”
- "La situazione continua a peggiorare perché si sono registrati altri cedimenti”, ha spiegato il sindaco, il 27 gennaio. "Abbiamo un fronte della frana di almeno quattro chilometri, sempre più ampio. Ci sarà una zona rossa con famiglie che non potranno rientrare nelle loro abitazioni. Dobbiamo rialzarci".
CHIUSE ALCUNE SCUOLE ELEMENTARI
- Intanto, centinaia di bambini sono costretti a stare a casa perché le scuole elementari che frequentano sono state chiuse per via della frana. Sono cinque gli istituti che sono stati chiusi perché si trovano nelle zone rosse: Belvedere, Don Bosco, San Giuseppe, Collodi e Pirandello. Solo due plessi elementari sono aperti perché al di fuori delle aree a rischio: Mario Gori e Don Milani. Nessun problema per gli alunni delle medie.
MONITORAGGIO CON DRONI
- Intanto, diversi droni si sono alzati in volo nelle scorse ore per monitorare lo stato del fronte della frana.
STRADA PROVINCIALE INTERESSATA E CEDIMENTO DEL TERRENO
- La frana ha interessato anche la strada provinciale SP10, nel tratto di collegamento con il centro abitato, in particolare in prossimità del quartiere Sante Croci.
In foto, un'inquadratura dall'alto dello strapiombo che si è creato con la frana.
COME PUÒ EVOLVERE LA SITUAZIONE
- La parete alla cui sommità c'è una striscia di case in bilico sul precipizio dovrà trovare un assetto di equilibrio naturale. "I terreni sabbiosi, come quelli di Niscemi, hanno un angolo di resistenza al taglio di 35 gradi. Attualmente la parete ha un angolo di 85: significa che la frana è destinata ad avanzare, compromettendo le costruzioni, fino a trovare un equilibrio. L'angolo della parete non può resistere all'attuale inclinazione", spiega Riccardo Ferraro, consigliere della Sigea (Società italiana di geologia ambientale).
UIL: "NON INTERVENIRE DOPO LE EMERGENZE"
- "Quanto sta accadendo in Sicilia, e in particolare a Niscemi, conferma che non possiamo continuare a intervenire solo dopo le emergenze: è indispensabile una strategia strutturale che tenga insieme il rischio sismico e il dissesto idrogeologico", ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo.
In foto, un'altra immagine dei detriti caduti durante la frana.
In foto, una veduta aerea dell'area di Niscemi.
Cosa sta accadendo dal punto di vista geologico: il precedente e le cause