Lo speciale sulla frana a Niscemi
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Frana Niscemi, s’indaga per disastro colposo. Meloni sorvola zone: “Dare risposte veloci”

Cronaca
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La frana, con un fronte lungo 4 Km, non si arresta. Molti degli oltre 1.500 sfollati non rientreranno più nelle loro case. Ancora da definire la stima dei danni. La premier alla riunione sull'emergenza maltempo in Sicilia: "Il governo agirà in maniera celere. Nessuno pensa di affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni, si tratta di un primissimo stanziamento emergenziale". Procura di Gela apre un fascicolo a carico di ignoti per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana

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Niscemi (Caltanissetta) continua a franare verso la piana di Gela: "L’intera collina sta crollando e la situazione è critica", ha spiegato il capo della Protezione civile Ciciliano. La frana, con un fronte lungo 4 chilometri, ha già costretto oltre 1.500 persone ad abbandonare le case e non si arresta. Molti degli sfollati non rientreranno più nelle loro abitazioni. "Bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi a Niscemi ci viveva, ed è in corso un censimento delle persone che vanno sostenute", ha spiegato Ciciliano. La Procura di Gela ha aperto un procedimento penale per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana, a carico di ignoti. Intanto questa mattina la premier Meloni ha sorvolato, in elicottero, le zone colpite dal maltempo in Sicilia (LE IMMAGINI RIPRESE DAL DRONE) ed è poi arrivata a Niscemi per una riunione in Municipio. "Quanto accaduto per la frana del 1997 non si ripeterà, il governo agirà in maniera celere", è la rassicurazione fatta da Meloni, che poi si è spostata a Catania per un vertice con le istituzioni locali per i danni causati dal ciclone Harry. Intanto, da quanto emerge, nessuno dei 46 progetti per il contrasto al dissesto idrogeologico in Sicilia finanziati col Pnrr riguarda la frana di Niscemi. 

La premier Giorgia Meloni durante il sorvolo in elicottero sulle zone colpite dal maltempo in Sicialia, Niscemi,  28 gennaio 2026. ANSA/Filippo Attili - Uff stampa Palazzo Chigi + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK
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Meloni: “100 milioni primissimo stanziamento”

Durante la riunione a Catania sull'emergenza maltempo, come si vede in un video diffuso da Palazzo Chigi, Meloni - riguardo agli aiuti per le tre regioni colpite dal maltempo: Sicilia, Sardegna e Calabria - ha sottolineato: "Sono un po' dispiaciuta per le polemiche, perché abbiamo ampiamente chiarito che si trattava di un primissimo stanziamento emergenziale per dare un contributo immediato, una tantum, ai cittadini e alle aziende colpite. Nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni”.

A Niscemi “situazione particolarmente complessa”

Tornando sulla situazione a Niscemi, la premier ha spiegato di aver sorvolato la zona ma di aver poi deciso di “scendere per andare a parlare col sindaco perché lì la situazione è particolarmente complessa”. Ha aggiunto che la frana "vista di persona è ancora più impattante di immagini che già sono abbastanza significative". “Siamo intenzionati a dare risposte immediate: voi sapete meglio di me che Niscemi non è nuova a questi disastri e quello che è accaduto nel 1997, con indennizzi che sono arrivati dopo 14 anni e definitivamente anche dopo 28 anni. Mi piacerebbe che insieme disegnassimo una storia completamente diversa e quindi il mio obiettivo è lavorare in velocità e dare risposte in velocità", ha ribadito la presidente del Consiglio.

Sfollati e viabilità tra le emergenze

A Niscemi, ha detto ancora Meloni, "le emergenze sono chiaramente le persone sfollate e la viabilità, che lì è particolarmente compromessa perché due strade provinciali su tre sono sostanzialmente inagibili. Ci sono poi tre scuole nella zona rossa, tra elementari e asilo: vorremmo tentare anche qui di dare risposte immediate per cercare il prima possibile di restituire alla cittadinanza una normalità e anche la possibilità dei bambini di andare a scuola. C'è il problema della rete energetica, particolarmente del gas, sulla quale pure si sta lavorando da subito". “Questa mattina – ha spiegato Meloni – noi ci siamo concentrati soprattutto sulla necessità di dare risposte ai circa 1.500 attuali sfollati, poi si capirà quanti sono quelli definitivi. Come sapete la frana si sta ancora muovendo ed è la parte più difficile di questo ragionamento. Ma sicuramente noi, con il ministro Musumeci, per le case che si trovano proprio sull'orlo del precipizio possiamo intervenire con Casa Italia, abbiamo le risorse per intervenire anche da subito”. Ancora: “Finché non si ferma la frana il lavoro sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione totale non si può iniziare. Ci siamo dati appuntamento tra massimo due settimane sperando che chiaramente le condizioni meteo permettano soprattutto alla sabbia e all'argilla di asciugarsi e quindi di sedimentare la situazione".

Schifani a Sky TG24: "Situazione senza precedenti"

Sky TG24, nel mentre, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha avvertito: "C'è una situazione senza precedenti: ho visto di persona un paese che rischia di crollare davanti a un vuoto enorme. Bisogna rimboccarsi le maniche, cosa che stiamo facendo. Studieremo un piano urbanistico di ricostruzione parziale di quella struttura, lontana dalla frana. Le risorse le individueremo, c'è tutta la buona volontà". Palazzo Chigi spiega in una nota che "a rendere complesso il quadro è l'impossibilità, finché la frana rimarrà attiva, di identificare con esattezza l'area su cui intervenire e stabilire di conseguenza le modalità di intervento". 

Il procuratore di Gela: "Da capire se la frana poteva essere evitata"

Quando le condizioni di agibilità nell'area lo consentiranno, sarà fatto anche un "focus specifico" per verificare eventuali abusi edilizi sugli edifici, "molti dei quali però - sostiene il vicesindaco di Niscemi, Pietro Stimolo - sono stati realizzati prima del 1977, quando non c'era un regime di concessioni, quindi non dovrebbero esserci situazioni di irregolarità". Il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, sottolinea comunque che “la frana di Niscemi non è nata oggi, ha una storia”. Con le indagini in corso si cercherà quindi “di capire se potevano essere adottate delle contromisure per fermarla e non è stato fatto o se addirittura è stato fatto qualcosa, o non è stato fatto, che ha aggravato". Gli inquirenti sono quindi al lavoro per "acquisire documentazione tecnica in più Enti".

Gli sfollati di Niscemi

Nel mentre, agli sfollati, il governatore della Sicilia Renato Schifani ha assicurato che la Regione si farà carico "di un piano per ricollocare in alloggi nuovi o in altri già realizzati coloro che non potranno più rientrare nelle abitazioni". Gli sfollati hanno finora trovato accoglienza nel palazzetto dello sport, allestito con decine di brandine, e nella casa di riposo Giugno. 

Le scuole chiuse a Niscemi

Sono centinaia i bambini di Niscemi rimasti a casa perché le scuole elementari che frequentano sono state chiuse. Cinque gli istituti coinvolti, che si trovano nelle zone rosse: Belvedere, Don Bosco, San Giuseppe, Collodi e Pirandello. Solo due plessi elementari sono aperti, essendo al di fuori delle aree a rischio: Mario Gori e Don Milani. Nessun problema per gli alunni delle medie di Verga e Manzoni. 

Assemblea siciliana: "Subito 1,3 miliardi del Ponte per ricostruzione"

C'è chi propone di utilizzare i fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto di Messina per la frana e più in generale per i necessari interventi di ricostruzione per i danni del maltempo per il ciclone Harry in tutta la Sicilia. Ad avanzare la proposta all'Assemblea regionale siciliana sono stati i deputati di Sud Chiama Nord, con ordine del giorno poi approvato nella serata di ieri: si impegna il governo dell'isola a procedere "con la massima urgenza, a una riprogrammazione delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027, al fine di adeguare le priorità di spesa alle gravi e straordinarie conseguenze prodotte dagli eventi calamitosi verificatisi nel mese di gennaio 2026". Nello specifico, si chiede di sbloccare subito 1,3 miliardi di euro previsti come cofinanziamento regionale del Ponte nell'ambito dell'accordo per il Fondo di Sviluppo e coesione (Fsc) 2021-2027 tra la presidenza del Consiglio dei ministri e la presidenza della Regione Siciliana.

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In 8 anni dal Comune nessuna richiesta intervento a Commissario per contrasto idrogeologico

Emerge intanto come la struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico di Niscemi non sia mai stata attivata dal Comune in 8 anni. Lo spiega l'ingegnere Sergio Tumminello, attuatore della stessa struttura (che a capo il presidente regionale Schifani). Ma come funzionano gli interventi in casi simili? Generalmente i territori e le amministrazioni comunali presentano un progetto di opere che viene caricato su una piattaforma (Rendis) e poi validato dell'Autorità di Bacino, che ne verifica la coerenza con la pianificazione. Quando i Comuni non hanno tecnici o risorse per la progettazione, la struttura commissariale può affiancare propri esperti o disporre fondi per la progettazione. Una volta "approvato", il progetto viene classificato. Si stila cioè una classifica per urgenza e pericolosità del caso. La frana di Niscemi, ad esempio, per valutazione di rischio geologico è R4, il massimo grado di pericolosità. Segue il bando di gara per assegnare il progetto esecutivo, poi un secondo bando per l'aggiudicazione dei lavori che vengono seguiti dalla Struttura fino alla fase della rendicontazione. Al momento sono 700 i cantieri aperti nell'Isola.

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