La frana, con un fronte lungo 4 chilometri, non si arresta. "La situazione è critica", ha spiegato il capo della Protezione civile Ciciliano. Molti degli sfollati non rientreranno più nelle proprie abitazioni. Ancora da definire la stima dei danni
Mentre è ancora allerta per il maltempo (arancione in Lazio, Molise e Sardegna, gialla in altre otto regioni, ndr), Niscemi (Caltanissetta) continua a franare verso la piana di Gela: "L’intera collina sta crollando e la situazione è critica", ha spiegato ieri, 27 gennaio, il capo della Protezione civile Ciciliano. La situazione si aggrava di ora in ora. La frana, con un fronte lungo 4 chilometri che ha già costretto oltre 1.500 persone ad abbandonare le case, non si arresta. Molti degli sfollati non rientreranno più nelle proprie abitazioni. "Bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi a Niscemi ci viveva, ed è in corso un censimento delle persone che vanno sostenute", ha spiegato Ciciliano. Ancora da definire la stima dei danni (LE IMMAGINI RIPRESE DAL DRONE).
I controlli e il piano per gli sfollati
Intanto, come emerso nelle scorse ore, quando le condizioni di agibilità nell'area lo consentiranno, sarà fatto anche un "focus specifico" per verificare eventuali abusi edilizi sugli edifici, "molti dei quali però - sostiene il vicesindaco di Niscemi, Pietro Stimolo - sono stati realizzati prima del 1977, quando non c'era un regime di concessioni, quindi non dovrebbero esserci situazioni di irregolarità". Nel mentre, agli sfollati, il governatore della Sicilia Renato Schifani ha assicurato che la Regione si farà carico "di un piano per ricollocare in alloggi nuovi o in altri già realizzati coloro che non potranno più rientrare nelle abitazioni". Per rendersi conto di persona della situazione, il 27 gennaio, il procuratore di Gela Salvatore Vella ha fatto un sopralluogo nell'area della frana, accompagnato dalle forze dell'ordine. Nella cittadina di 30mila abitanti è arrivata anche la leader del Pd Elly Schlein, accompagnata dal vicesegretario Peppe Provenzano. "Abbiamo già chiesto di destinare un miliardo di euro che non verrà usato per infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto per dare sostegno alle aree colpite dal maltempo", ha detto la segretaria.