Migranti, la riunione straordinaria dei ministri dell'Interno Ue sarà il 25 novembre

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Fonti europee: al lavoro per intesa su ricollocamenti e salvataggi. Piantedosi: “Ci sarà proposta Italia, condivisa con Paesi di primo ingresso”. Bilaterale con l’omologa tedesca al G7. Viminale: "Piena convergenza per iniziative comuni per governare flussi migratori". "Roma non procederà da sola", dice il ministro. Operazione “Mare aperto” a Caltanissetta: carcere per 12 persone, domiciliari per 6. Organizzatori dicevano a scafisti che in caso di problemi avrebbero potuto "sbarazzarsi dei migranti in alto mare"

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Francia: "Anno record per tentativi di sbarchi in Gran Bretagna" 

È passato un anno dalla tragedia in cui persero la vita 27 migranti naufragati al largo di Calais, nel canale della Manica. Quest'anno oltre 40.000 migranti hanno già cercato di raggiungere l'Inghilterra dalla Francia, una cifra record dall'inizio delle traversate nel 2018.
- di Daniele Troilo

Naufragio al largo dell'isola greca di Kos: un morto

Una persona è morta durante il naufragio di un'imbarcazione di migranti avvenuto nella tarda serata di mercoledì al largo dell'isola greca di Kos. Altre 10 persone sono state soccorse dalla Guardia costiera greca. Nell'ultimo mese due imbarcazioni sono affondate vicino alle isole di Evia e Samos, causando almeno 30 vittime. Nei primi otto mesi di quest'anno la guardia costiera greca ha dichiarato di aver salvato circa 1.500 persone rispetto alle meno di 600 dell'anno precedente.
- di Daniele Troilo

Johansson: "Patto sulla migrazione in Ue entro questo mandato"

La commissaria Ue all'interno Yova Johansson, arrivando al G7 dei ministri dell'Interno a Eltville, in Germania, è intervenuta sul patto sulla migrazione in Ue: "Abbiamo proposto un nuovo patto due anni fa e i negoziati stanno andando piuttosto bene. L'approccio è molto costruttivo, e io mi aspetto che sarà adottato entro questo mandato".
Migranti, chi dà bandiera a navi Ong si occupi di redistribuzione: le richieste italiane
- di Daniele Troilo

Al G7 dei ministri dell'Interno non si parlerà di migranti

Il tema dei migranti non è all'ordine del giorno e non se ne parlerà al G7 dei ministri dell'Interno. Lo ha riferito la sottosegretaria francese Sonia Backes, a margine del G7 di Eltville.
- di Daniele Troilo

L'imbarcazione in avaria nel 2020

Le indagini della squadra mobile di Caltanissetta hanno ricostruito la presunta organizzazione di più viaggi organizzati dalla Tunisia alle coste italiane. Il 26 luglio 2020 un'imbarcazione sarebbe partita dal Porto di Licata verso le coste tunisine per prelevare delle persone da portare in Italia. Ma a causa dell'avaria di entrambi i motori il mezzo è rimasto alla deriva e poi trovato di fronte le coste di Mazara del Vallo. È stato poi individuato permettendo così l'identificazione di alcuni scafisti.
- di Daniele Troilo

I guadagni reinvestiti per nuove traversate

Secondo l'indagine "Mare aperto", il denaro raccolto in Tunisia dagli scafisti sarebbe stato inviato in Italia, a Scicli (Ragusa), usando agenzie internazionali specializzate in servizi per il trasferimento di denaro. I soldi sarebbero poi stati versati su carte prepagate in uso ai capi dell'associazione che lo avrebbero reinvestito per aumentare i profitti comprando, ad esempio, nuove imbarcazioni da utilizzare per le traversate.
- di Daniele Troilo

Calenda: “Lo scontro con la Francia ha fatto saltare l'accordo di ricollocamento”

Lo scontro con la Francia sul tema dei migranti ha causato "un rafforzamento dei controlli alle frontiere francesi, così i migranti, che normalmente arrivano da noi e poi se ne vanno, circa 70mila all'anno, in buona parte resteranno bloccati qui”, ha detto Carlo Calenda a La Stampa. Inoltre le tensioni con Parigi “hanno fatto saltare l'accordo di ricollocamento di 10mila migranti a livello europeo, che è il totale di quelli portati dalle Ong ogni anno". Tuttavia Calenda si dice d'accordo sul fatto che per le Ong sia "necessario un codice di condotta. Detto ciò, se violano le regole, al massimo le sanzioni, non blocchi le persone per giorni sulle navi".
- di Daniele Troilo

Calenda: “La strategia di Piantedosi sui migranti è un disastro”

Secondo Carlo Calenda, intervistato da La Stampa, la strategia di Piantedosi sui migranti "è un disastro e finirà per far restare in Italia decine di migliaia di irregolari in più". Il leader di Azione parla di un esecutivo che "sembra sempre più il governo Salvini".
- di Daniele Troilo

Berlino: "Tentiamo di mediare tra Parigi e Roma"

Berlino torna a parlare delle tensioni emerse nei giorni scorsi fra Italia e Francia sul tema dei migranti. "Cerchiamo sempre di mediare dove possiamo nell'Ue", ha detto la ministra dell'Interno tedesca, Nancy Faeser, rispondendo a una domanda sullo scontro fra Parigi e Roma. "Il mio impegno fin dall'inizio è stato quello di avere una soluzione comune europea".
Migranti, trattato di Dublino: che cos'è e cosa prevede
- di Daniele Troilo

Il ruolo del proprietario della masseria

Secondo le indagini, il proprietario della masseria di Niscemi avrebbe assunto per finta alcuni complici stranieri per legittimarne la loro permanenza o l'ingresso in Italia. Inoltre sarebbe andato diverse volte in Tunisia per prendere accordi con complici locali per pianificare le fasi della traversata e le modalità di spartizione dei guadagni, nonché per mettersi a disposizione offrendo finti contratti di lavoro anche per i migranti arrivati in Italia.
- di Daniele Troilo

Gli scafisti ospitati nella masseria a Niscemi

Nella masseria di Niscemi considerata la base operativa dell'organizzazione individuata dall'operazione "Mare aperto" sarebbero stati ospitati anche gli scafisti provenienti dalla Tunisia e sarebbero state trasportate, con speciali autocarri, le imbarcazioni da impiegare per le traversate.
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- di Daniele Troilo

La base dell'organizzazione in una masseria a Niscemi

La presunta associazione che organizzava trasporti di migranti dalla Tunisia all'Italia aveva base operativa in una vecchia masseria alla periferia di Niscemi. Il proprietario della struttura è tra destinatari della misura cautelare in carcere.
- di Daniele Troilo

La struttura dell’organizzazione

Le indagini dell’operazione “Mare aperto” hanno individuato un indagato che avrebbe avuto un ruolo organizzativo insieme a un uomo e una donna tunisini. Poi due tunisini con base operativa a Scicli che avrebbero avuto il compito di gestire la parte economica, cinque italiani che avrebbero curato gli aspetti logistici, come l'ospitalità subito dopo lo sbarco sulle coste siciliane e il trasferimento degli scafisti dalla stazione dei pullman alla base operativa, 4 scafisti (un italiano e 3 tunisini) e 4 tunisini che avrebbero avuto il ruolo di "connection man" con il computo, in madre patria, di raccogliere il denaro dei migranti che volevano raggiungere l'Europa.
- di Daniele Troilo

Gli organizzatori sarebbero un uomo e una donna tunisini

Il sistema scoperto dalle indagini dell’operazione “mare aperto” sarebbe stato organizzato da un uomo e una donna tunisini, già all'epoca dei fatti agli arresti domiciliari per analoghi reati, per i quali sono stati poi condannati in via definitiva. Secondo l'accusa gestivano l'attività da una casa di Niscemi.
- di Daniele Troilo

Pagamenti tra i 3.000 e i 5.000 euro a persona

Gli scafisti avrebbero trasportato fra la Tunisia e la Sicilia dalle 10 alle 30 persone per volta e ognuna di loro avrebbe pagato tra i 3.000 e i 5.000 euro. L’organizzazione criminale, secondo le indagini, guadagnava tra i 30.000 e i 70.000 euro per ogni viaggio.
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- di Daniele Troilo

Piccole imbarcazioni con scafisti esperti

La presunta associazione per delinquere identificata con l’operazione “Mare aperto”, avrebbe avuto punti strategici dislocati in Sicilia, fra cui Scicli, Catania e Mazara del Vallo. Sarebbero state usate piccole imbarcazioni, munite di potenti motori fuoribordo e guidate da scafisti esperti che si sarebbero mossi nel braccio di mare tra le città tunisine di Al Haouaria, Dar Allouche e Korba e le province di Caltanissetta, Trapani e Agrigento.
- di Daniele Troilo

L’intercettazione: “Se in avaria buttate i migranti in mare”

Agli atti dell’inchiesta “Mare aperto” ci sono anche alcune intercettazioni. In una di queste, gli organizzatori dicono agli scafisti che in caso di problemi, come un'avaria al motore, avrebbero potuto "sbarazzarsi dei migranti in alto mare".
 
- di Daniele Troilo

Sei persone al momento irreperibili

Sei dei 18 destinatari delle misure cautelari disposte dal Gip nell'ambito dell'operazione "Mare aperto" al momento risultano irreperibili, probabilmente perché si trovano all'estero. Uno degli indagati è stato rintracciato a Ferrara, uno è in carcere per reati della stessa tipologia, un altro, scarcerato da pochi giorni, era nel Cpr di "Ponte Galeria" a Roma, in attesa di essere rimpatriato. Gli altri sono stati arrestati in Sicilia: otto a Caltanissetta e una a Ragusa.
- di Daniele Troilo

"Un'organizzazione criminale"

La Procura di Caltanissetta, in relazione all'operazione "Mare aperto", ha fatto sapere che "sussistono gravi indizi di partecipazione a un'organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina aggravata" e che aveva "carattere transnazionale in quanto operativa in più Stati". Inoltre viene contestata anche l'aggravante di aver messo i migranti in serio pericolo di vita e di averli sottoposti a trattamenti inumani e degradanti.
- di Daniele Troilo

Gli inizi dell’indagine “Mare aperto”

Le indagini per l'operazione "Mare aperto" sono iniziate il 21 febbraio del 2019, quando una barca in vetroresina di 10 metri con due motori da 200 cavalli si è incagliata all'imbocco del porto di Gela. Indagando, la squadra mobile della Questura di Caltanissetta aveva scoperto che l'imbarcazione era stata rubata a Catania qualche giorno prima.
 
- di Daniele Troilo

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