Covid, le news. Bollettino 22.527 casi e 60 morti. Tasso di positività al 13,6%

Calano le terapie intensive (-8) e i ricoveri ordinari (-66). Processati 165.415 tamponi. Gimbe: curva si inverte +11% casi in 7 giorni. Secondo il monitoraggio della Fondazione relativo alla settimana 14-20 settembre continua la discesa di ricoveri ordinari (-9,6%), terapie intensive (-8%) e decessi (-12,8%). Il calo  però rallenta rispetto alle settimane precedenti

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Nelle ultime 24 ore, in Italia, sono stati 22.527 i nuovi casi con 60 morti. Tasso di positività al 13,6%, in aumento rispetto al 12,7% di ieri. Questi i dati principali diffusi oggi dal Ministero della Salute. (BOLLETTINO - MAPPE - GRAFICI). Risultano in calo intensive (-8) e ricoveri (-66), i tamponi processati sono stati 165.415 (ieri 166.500). Dopo 4 settimane, intanto, si inverte la curva dei contagi da Covid-19, registrando un +11,3% in 7 giorni, mentre continua la discesa di ricoveri ordinari (-9,6%), delle terapie intensive (-8%) e dei decessi (-12,8%). Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 14-20 settembre. Gimbe evidenzia dunque un aumento dei nuovi casi (120.057 rispetto ai 107.876 della settimana precedente) e salgono a 15 le regioni che registrano un incremento. In calo invece gli indicatori ospedalieri (-373 posti letto in area medica, -13 in terapia intensiva) e i decessi (334 contro 383 della settimana prima). 

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Covid, Onu: “Ha riportato il mondo indietro di cinque anni”

Secondo l’ultimo rapporto stilato, il declino riguarderebbe più del 90% dei Paesi del Pianeta. La guerra in Ucraina potrebbe peggiorare le cose. (L'APPROFONDIMENTO)
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Studio italiano certifica Centaurus meno pericolosa di Omicron

Pubblicato sulla prestigiosa rivista ‘Journal of Medical Virology’, l’analisi ha richiesto 1500 ore di calcolo computazionale. Lo studio è a firma italiana. (LO STUDIO)
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Dg Oms: "Due terzi popolazione mondo vaccinata ma gap Paesi poveri"

"Due terzi della popolazione mondiale è vaccinata" contro Covid, "inclusi tre quarti degli operatori sanitari e degli anziani. Nella maggior parte dei Paesi, le restrizioni sono terminate e la vita è molto simile a quella prima della pandemia". Ma "sebbene l'immunità a livello di popolazione sia aumentata, ci sono ancora ampi gap vaccinali, specialmente nei Paesi a basso e medio reddito. E il virus si sta ancora diffondendo e continua a cambiare, con il rischio sempre presente che emergano varianti più pericolose". A spiegarlo è stato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa.
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Il Covid può danneggiare il cervello, miglioramento dopo 9 mesi. Lo studio italiano

Ad indicarlo sono i risultati di una ricerca condotta da un team di medici della Medicina nucleare e della Neurologia dell'ospedale Santo Stefano di Prato. (LA RICERCA)
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Andreoni: "Con riapertura scuole primi segnali aumento casi"

"La scuola è una fonte di circolazione dei virus, è sempre stato così e vale per Sars-Cov-2 e per l’influenza. La riapertura delle scuole coincide con questo, il fatto che ora non c’è l’obbligo della mascherine in classe aumenterà questa diffusione del Covid che già stiamo iniziando a vedere. C’è un incremento di casi quindi mentre per l’influenza siamo ancora all’inizio. Il consiglio è quello di avere attenzione, serve senso di responsabilità dei giovani e dei genitori nell’usare la mascherina il più possibile e usarla assolutamente se ci sono segni o sintomi del Covid o dell’influenza”. Lo ha sottolineato l’infettivologo Massimo Andreoni, direttore Scientifico della Simit, la Società italiana di Malattie infettive, a margine dell’evento ‘La sanità che vorrei’ a Roma al ministero della Salute. Il consiglio dell’infettivologo famiglie è “che perdere 1-2 giorni di scuola non è tanto rilevante rispetto a portare la malattia a casa. Abbiamo ancora per tanti anziani e fragili una mortalità marcata e avremo una mortalità per l’influenza che sarà elevata, dobbiamo cercare di evitarlo”, conclude.
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D'Amato: "Nel Lazio +10% casi a 7 giorni, incidenza sale e Rt invariato"

Nel Lazio si registra "un lieve aumento (+10%) del numero dei casi complessivo su base settimanale e l'incidenza passa a 191 casi per 100mila abitanti (era 167 la settimana scorsa). Il valore Rt è sostanzialmente invariato a 0,84". Lo sottolinea l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, nel bollettino Covid quotidiano. 
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Vaccini, infettivologi: "Importante favorire antinfluenzale con booster Covid"

"E’ importante favorire la co-somministrazione della dose booster e di vaccino influenzale, ma non dobbiamo ricordarci della vaccinazione solo in autunno". Così Claudio Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie infettive all'Università Sapienza di Roma, nel suo intervento a margine dell’evento 'La sanità che vorrei' a Roma al ministero della Salute. "Abbiamo altri importanti vaccini, come quello contro pneumococco e meningococco, che oltre a prevenire malattie specifiche, limitano la diffusione dell’antimicrobicoresistenza, perché riducono la circolazione di infezioni e di conseguenza la somministrazione di antibiotici, spesso somministrati in modo inappropriata. Senza dimenticare la vaccinazione contro Herpes Zoster, la cui copertura tra gli anziani e i fragili è molto bassa", ha sottolineato Mastroianni. "Occorre favorire l'implementazione di una cultura del vaccino che coinvolga tutti i clinici, dai medici di medicina generale agli infettivologi, passando per quegli specialisti che seguono i malati fragili (oncologi, nefrologi, geriatri, ematologi), a cui la vaccinazione può salvare la vita". E' l'appello lanciato dagli infettivologi, dai medici di famiglia, dai geriatri e dagli igienisti riuniti oggi a Roma per l'evento al ministero della Salute 'La Sanità che vorrei', promosso da Società italiana di malattie infettive (Simit), Società italiana di medicina generale e cure primarie (Simg), Società italiana di geriatria ospedale e territorio (Sigot) e Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità (Siti).
 
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Gimbe, 6,8 mln gli italiani non vaccinati

In Italia sono 6,81 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino anti Covid di cui quasi 5,71 milioni attualmente vaccinabili, pari al 9,9% della platea (dal 7,2% del Lazio al 13,6% della Valle D’Aosta) e 1,11 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da meno di 180 giorni, pari all’1,9% della platea (dall’1,3% della Valle D’Aosta al 2,9% delle Marche). E' quanto emerge dal monitoraggio indipendente settimanale della Fondazione Gimbe che riporta i dati dei non vaccinati aggiornati a ieri, 21 settembre. Dal report emerge inoltre che, nella settimana 14-20 settembre, calano sensibilmente i nuovi vaccinati: 1.480 rispetto ai 2.249 della settimana precedente (-34,2%). Di questi il 36,9% è rappresentato dalla fascia 5-11: 546, con una riduzione del 44,3% rispetto alla settimana precedente. Cala ancora tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 311 (-6,9% rispetto alla settimana precedente). Nella fascia 5-11 anni, sono state somministrate 2.600.463 dosi: 1.405.619 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.285.186 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,4% con nette differenze regionali: dal 21,1% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,9% della Puglia.
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Nel Lazio 2.227 casi e 4 decessi, 1.027 contagi a Roma

Oggi nel Lazio su 3.223 tamponi molecolari e 11.862 tamponi antigenici per un totale di 15.085
tamponi, si registrano 2.227 nuovi casi positivi (+408), sono 4 i decessi (+1), 351 i ricoverati (+4), 27 le terapie intensive ( = ) e +2.833 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al
14,7%. I casi a Roma città sono a quota 1.027. Lo rende noto l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato. Si registra, spiega, un lieve aumento del numero dei casi complessivo su base settimanale +10% e l'incidenza passa a 191 per 100 mila abitanti (era 167 la settimana scorsa). Il valore rt sostanzialmente invariato a 0.84.
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Oms Europa: "Long Covid per almeno 17 milioni di persone in 2 anni"

E' la stima basata su un modello messo a punto  dall'Institute for Health Metrics and Evaluation della School of Medicine dell'Università di Washington, negli Usa, che ha evidenziato anche "uno sbalorditivo aumento del 307%" dei nuovi casi di Long Covid identificati tra il 2020 e il 2021.
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Università, ecco tutti gli atenei dove la mascherina resta ancora obbligatoria

Vige l’obbligo a Roma, Parma e Cosenza. Tra raccomandazioni, divieti e prenotazioni, ecco la situazione negli atenei italiani. (COSA SAPERE)
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I soggetti infetti non vaccinati dopo un anno non avrebbero più anticorpi

Un dato rilevato in particolar modo nei fumatori e negli over 60. A contribuire al livello di protezione anche l’età e la presenza di malattie mentali. (IL PUNTO)
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Covid: 230 'figlie' di Omicron e 30 varianti mix, Oms monitora

L'attuale circolazione del coronavirus Sars-CoV-2 è "caratterizzata da sottolignaggi di Omicron e da un'ampia diversificazione genetica. Sono emersi più di 230 discendenti", 'figli' di Omicron, la variante che è stata protagonista indiscussa del 2022 pandemico, "e più di 30 ricombinanti". Queste varianti "sono sotto monitoraggio e valutate dall'Organizzazione mondiale della sanità sulla base di criteri di costellazioni genetiche di mutazioni, di aumento della prevalenza in un'area geografica, nonché di qualsiasi evidenza di cambiamenti fenotipici". A fare il punto sull'evoluzione del virus è l'Oms nel suo report settimanale su Covid. 
L'alto numero di lignaggi conferma del resto quanto osservato anche da Marco Cavaleri, responsabile della strategia per le minacce sanitarie e i vaccini dell'Agenzia europea del farmaco Ema, che nei giorni scorsi aveva evidenziato come Sars-CoV-2 fosse "ancora piuttosto imprevedibile". Un dato rilevante, aveva appunto fatto notare Cavaleri, è che "sta mutando a una velocità pazzesca e continua a farlo". L'Oms nel suo focus sulle varianti spiega che tutti questi lignaggi prodotti sotto il cappello della famiglia Omicron "hanno diverse mutazioni aggiuntive, ma la maggior parte non merita preoccupazione, nemmeno sulla base delle attuali conoscenze di siti genetici rilevanti". 
 
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Covid, secondo uno studio aumenta il rischio di Alzheimer negli anziani

Un aumento maggiore riscontrato negli over 85 (+89%), e nelle donne (+82%). Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease. (LA RICERCA)
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In Lombardia 3.841 casi e 12 morti, in calo ricoveri

Nelle ultime 24 ore in Lombardia si registrano 3.841 casi di Covid e 12 morti. I decessi in regione, dall'inizio della pandemia, arrivano così a 42.461. I tamponi processati sono 27.023, con un indice di positività del 14,2%. I pazienti Covid in terapia intensiva scendono a 9 (-1), mentre i ricoverati a 468 (-7). Nelle province lombarde la situazione è la seguente: nel Milanese 1.101 contagi, di cui 417 a Milano città; Bergamo: 414; Brescia: 554; Como: 245; Cremona: 95; Lecco: 152; Lodi: 101; Mantova: 163; Monza e Brianza: 289; Pavia: 192; Sondrio: 90; Varese: 362.
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Contagi ancora in calo in Sicilia, a rischio over 60

Contagi in calo in Sicilia. Nella settimana dal 12 al 18 settembre si registra un ulteriore decremento delle nuove infezioni e un’incidenza pari a 6033 (-7.5 per cento), con un valore cumulativo di 136/100.000 abitanti. E' quanto emerge dal bollettino settimanale del dipartimento Asoe della Regione siciliana. Il tasso di nuovi positivi più elevato rispetto alla media regionale ha interessato le province di Messina (190/100.000 abitanti), Siracusa (153/100.000) e Catania (130/100.000). Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle tra i 60 ed i 69 anni (167/100.000) e tra i 70 e i 79 anni (168/100.000). Anche le nuove ospedalizzazioni sono in lieve diminuzione. 
 
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