Olimpiadi invernali 2026, le immagini più iconiche di Milano Cortina. FOTO
Quelle di Milano Cortina 2026 sono state Olimpiadi che ci hanno regalato tantissime emozioni, sportive e non. Dalle lacrime di gioia, a quelle di delusione. Da una proposta di matrimonio, alla confessione di un tradimento. Dai record battuti, alle sconfitte impensabili. Ecco le immagini che hanno fatto la storia dei Giochi che si sono appena conclusi
MATTARELLA IN TRAM CON VALENTINO ROSSI
- I momenti iconici della cerimonia inaugurale di Milano Cortina sono stati molti. Ma uno su tutti verrà sicuramente ricordato a lungo: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che arriva a San Siro a bordo di un tram storico della linea 26. Accanto a lui c’è un conducente molto famoso, Valentino Rossi.
LA CADUTA DI VONN
- Per la sciatrice americana Lindsey Vonn queste Olimpiadi dovevano essere il coronamento di un sogno, dopo il rientro - trionfale - a 41 anni nel circuito dello sci alpino. E invece Vonn è cauta a pochi secondi dall’inizio della sua discesa libera a Cortina: immediato il trasporto in elicottero all’ospedale di Treviso, dove è stata sottoposta a quattro interventi chirurgici alla gamba sinistra per stabilizzare la frattura riportata nello schianto.
LE LACRIME DI MALININ
- Un altro sogno infranto è stato quello del pattinatore americano Ilia Malinin. Il 21enne soprannominato “Quad God”, cioè il re dei salti quadrupli, era dato come favorito per l’oro. Ma non è andata come si pensava. Ilia è caduto due volte e ha sbagliato tantissimo in finale. Per lui lacrime a fine esibizione, espressione incredula e “solo” un ottavo posto.
IL CAPOLAVORO DI BRIGNONE
- Dalle cadute ai trionfi. Federica Brignone ha scritto una delle pagine più sensazionali dello sport: a soli 10 mesi da un infortunio gravissimo, la sciatrice azzurra ha vinto in superG e in gigante, aggiudicandosi così due ori davanti al pubblico delle Tofane. L’immagine che resta è quella delle sue avversarie che si inchinano alla sua impresa. Un gesto di rispetto e ammirazione per la forza mostrata da Brignone nel riprendersi dopo mesi difficilissimi.
MUSGARVE IN CANOTTIERA
- Nelle gare di sci di fondo le alte temperature registrate in diverse giornate di gara hanno fatto discutere. E ha attirato l’attenzione soprattuto il britannico Andrew Musgrave: gareggiando in canottiera è diventato il simbolo dei Giochi invernali costretti a fare i conti con il cambiamento climatico.
MCGRATH E LA FUGA NEL BOSCO
- Tornando ai momenti di sconforto, invece, rimarrà nella storia la foto dello slalomista norvegese McGrath che, dopo essere uscito in seconda manche e aver perso l’oro, è fuggito nel bosco, senza sci, per sbollire la rabbia. Un crollo psicologico, il suo, dettato anche dal lutto per il nonno, scomparso nel giorno della cerimonia di apertura.
BRAATHEN PER LA STORIA DEL BRASILE
- Momenti di gioia incontenibile, invece, per un altro norvegese che, però, ha scelto di correre sotto la bandiera del Brasile, onorando il Paese d'origine della madre: è Lucas Pinheiro Braathen. A lui è andato l'oro in gigante, a Bormio. E così il Brasile è salito sul podio olimpico per la prima volta nella storia dei Giochi invernali. “Se ci credi, riesci”, ha dichiarato, sintetizzando il senso della sua medaglia d'oro.
KLAEBO: 6 SU 6
- Non si può parlare di Milano Cortina senza citare Johannes Klaebo, il norvegese che ha chiuso la sua Olimpiade con sei medaglie d'oro in sei gare disputate. Il suo è un record: si è aggiudicato il maggior numero di ori mai vinti da un atleta in una singola edizione invernale.
LOLLOBRIGIDA E UN TIFOSO SPECIALE
- Un altro momento indimenticabile di queste Olimpiadi è sicuramente quello del festeggiamento di Francesca Lollobrigida, con in braccio il figlio Tommaso, di quasi 3 anni, dopo aver vinto la medaglia d’oro nella gara di velocità sui 3000 metri il 7 febbraio. "A Milano Cortina volevo dimostrare di poter tornare ancora più forte, dopo la maternità", ha spiegato.
IL CASCO IN MEMORIA DEGLI ATLETI UCRAINI UCCISI
- Ha fatto molto discutere il casco dell'ucraino Vladyslav Heraskevych, campione di skeleton, che era stato decorato con 24 foto in bianco e nero. Le immagini ritraevano i volti degli atleti ucraini uccisi dall’inizio dell’aggressione russa. Il gesto simbolico è costato la squalifica ad Heraskevych. Il tributo ai caduti avrebbe infatti violato la norma 50 del regolamento del Cio che impedisce agli atleti durante le gare qualsiasi forma di propaganda “politica, religiosa o razziale”.
LA CONFESSIONE DI UN TRADIMENTO
- Sul piano sentimentale, ha fatto discutere la scelta di Sturla Holm Laegreid, stella norvegese del biathlon e bronzo nella 20 km individuale, che, dopo il bel risultato, ha pianto raccontando, davanti a tutto il mondo, di aver tradito la fidanzata. "Sei mesi fa ho incontrato l'amore della mia vita ma l'ho tradita. Gliel'ho detto una settimana fa ed è stata la settimana peggiore della mia vita. Vorrei solo poter condividere tutto questo con lei".
BREEZY JOHNSON E LA PROPOSTA DI MATRIMONIO
- Ed è arrivata anche una proposta di matrimonio: l'ha ricevuta la sciatrice americana - e oro in discesa libera - Breezy Johnson. Il suo fidanzato le ha chiesto di sposarla alla fine della gara di SuperG, dove tra l'altro Johnson è caduta, per fortuna senza conseguenze. Dopo il "sì" di Breezy è arrivato l'applauso delle compagne di squadra. "Ci speravo!", ha detto Johnson intervistata dai media Usa.
TOMASONI E LA DEDICA A MATILDE LORENZI
- Federico Tomasoni ha vinto l'argento nello skicross trasformando il risultato in un gesto d’amore. Sul casco dell'azzurro, in mezzo alla bufera, spiccava un sole, simbolo della fondazione Matilde Lorenzi, creata dalla famiglia della ragazza per promuovere la sicurezza nello sci. La sciatrice, fidanzata di Federico, è morta nel 2024 dopo una caduta in allenamento in Val Senales. Quel sole non è un semplice logo, ma una dedica silenziosa, un modo per “portarla con sé” in pista, come ha detto più volte l’atleta.