Chivu, scudetto con l'Inter alla prima stagione: storia e carriera dell'allenatore. FOTO
Uno dei segreti dell’Inter campione d’Italia 2025-2026 è la sua guida, Cristian Chivu: classe 1980 e già bandiera nerazzurra in campo, l’ex tecnico della Primavera è riuscito a imporsi sulla panchina del Biscione e a vincere al primo tentativo. Ecco la sua storia da calciatore e da allenatore
LA VITTORIA
- L’Inter è campione d’Italia: uno dei segreti del tricolore del Biscione è il tecnico Cristian Chivu. Classe 1980, l’ex difensore rumeno, che ha militato a Milano tra il 2007 e il 2014, si è imposto sulla panchina della prima squadra nerazzurra, dopo aver allenato anche la Primavera, e a vincere immediatamente. Ecco la sua storia da calciatore e da allenatore.
GLI INIZI E L’APPRODO ALL’AJAX
- La carriera di Chivu inizia in Romania, dove milita nel CSM Reșița, club della sua città natale, e nella U Craiova, dove invece gioca nel 1998-99. Passa poi all’Ajax: nella squadra olandese Chivu si impone con autorità nel ruolo di difensore centrale. A soli 21 anni il coach dei Lancieri, Ronald Koeman, gli affida la fascia di capitano.
LE VITTORIE NEI PAESI BASSI
- Dotato di un ottimo mancino, che gli permetteva di calciare anche le punizioni, Chivu vince un’Eredivisie, una Coppa e una Supercoppa dei Paesi Bassi nel corso dei suoi 4 anni ad Amsterdam. Chivu è anche uno dei protagonisti dell’ottima stagione europea con i Lancieri che arrivano ai quarti di finale della UEFA Champions League 2002-2003 arrendendosi soltanto al Milan che poi diventa campione d'Europa.
CON LA NAZIONALE DELLA ROMANIA
- In quegli anni Chivu fa il suo esordio anche con la nazionale della Romania: disputa la prima partita nel settembre del 1999 a Cipro, ma si mette in luce soprattutto durante Euro 2000, dove la selezione del suo Paese si spinge fino ai quarti di finale, venendo eliminata dall'Italia (in foto un momento della partita con Alessandro Del Piero). In totale fino al 2010 rappresenterà il suo Paese in 75 partite e segnando 3 reti
L’APPRODO ALLA ROMA
- Nel 2003 giunge in Italia, nella Roma, per 18 milioni di euro. Si impone come difensore centrale affidabile, insieme al compagno di reparto Walter Samuel, e all'occorrenza anche terzino sinistro, portando la Roma ai vertici della Serie A. Se nella prima stagione registra 29 presenze, la seconda è decisamente meno fortunata, con appena 15 presenze a causa di alcuni infortuni muscolari.
LE VITTORIE NELLA CAPITALE
- Ai problemi fisici seguono anche quelli extracalcistici: a causa di una domanda mal interpretata su Capello e la Juventus, arrivano le critiche dei tifosi che lo piegano fisicamente e psicologicamente, come racconterà nel 2024. In questi anni riesce a giocare con più continuità, in difesa con Philippe Mexes, ma chiude i 4 anni a Roma vincendo solo una Coppa Italia, nel 2006-2007, in una doppia finale con l’Inter poi campione d’Italia (in foto un momento della gara di ritorno).
L’ARRIVO ALL’INTER E L’INCIDENTE
- Nel 2007 passa all’Inter, dove risulta essere tra i calciatori più utilizzati grazie anche alla sua spiccata versatilità in difesa. Vince due scudetti di fila, poi il 6 gennaio 2010, durante Chievo-Inter, riporta una grave frattura del cranio a seguito di uno scontro di gioco con Sergio Pellissier (in foto il trasporto con la barella fuori dal campo). Viene portato in terapia intensiva per trauma cranico e operato il giorno stesso.
IL RITORNO IN CAMPO
- Torna a calcare San Siro dopo appena 77 giorni, entrando a partita in corso in un Inter-Livorno con un caschetto protettivo, come già da tempo faceva in Inghilterra il portiere del Chelsea Petr Cech, che indosserà fino a fine carriera. Un mese dopo segna anche il suo primo gol con l’Inter, in un 3-1 casalingo contro l’Atalanta.
LE VITTORIE
- La primavera del 2010 è ricca di successi per l’Inter: a maggio l’Inter vince il triplete (Coppa Italia, Serie A e Champions League). Come ha raccontato Chivu, Mourinho l'ha avvisato dell'esclusione nell'ultima di campionato a Siena per permettergli di prepararsi esclusivamente al duello contro l’ala olandese del Bayern Monaco Arjen Robben. Promessa che viene mantenuta: Chivu è titolare a Madrid ed è tra i protagonisti del trionfo in Champions (in foto con Balotelli, Pandev e Krhin)
GLI ULTIMI ANNI
- Nei successivi anni l’apporto di Chivu non manca: pur non essendo un titolare fisso il rumeno fa valere la sua esperienza ogni volta che viene chiamato in causa e segna anche alcuni gol. A causa di alcuni problemi fisici persistenti, Chivu rescinde con l’Inter e chiude con il calcio giocato nel marzo del 2014, dopo sette stagioni condite da 169 presenze e 3 gol. (in foto l'ultima rete al Torino nel 2013)
GLI INIZI DA ALLENATORE
- Nel luglio 2018 inizia la sua carriera da allenatore: la prima esperienza è con l’Under 14 dell’Inter. La scalata è repentina: in pochi anni allena tutte le formazioni giovanili nerazzurre fino a diventare nel 2021 l’allenatore della Primavera interista. Stringe anche un ottimo rapporto con Simone Inzaghi: Chivu riconosce la grande disponibilità sua e del suo staff mentre l'ex tecnico nerazzurro ne tesse le lodi in occasione della vittoria del titolo Primavera 2022.
L’ESPERIENZA A PARMA
- Nell’estate 2024 lascia la Primavera nerazzurra. Dopo pochi mesi viene chiamato dal Parma nel febbraio 2025 per salvare la squadra, in quel momento terzultima in serie A. L’avvicendamento in panchina porta bene ai ducali che si risollevano e fanno risultato anche contro squadre titolate, come Inter (2-2); Juventus (1-0) e Napoli (0-0), salvandosi all’ultima giornata. (in foto, Chivu con l'allenatore del Napoli Antonio Conte)
LO SCUDETTO AL PRIMO COLPO CON L’INTER
- A giugno 2025 viene chiamato dall’Inter per la panchina della prima squadra al posto di Inzaghi. Fa il suo esordio nel pareggio 1-1 con il Monterrey, durante il Mondiale per Club negli Usa, e ad agosto anche in Serie A, nel 5-0 contro il Torino. Pur con modifiche minime e quasi tutti gli uomini dell’anno prima, l’Inter domina in campionato, staccando le dirette concorrenti in inverno, e arriva in fondo anche in Coppa Italia, mentre in Champions League esce ai playoff. Lo scudetto arriva il 3 maggio alla 35^ giornata.