Il 22 febbraio all'Arena di Verona il cantante, vestito in smoking Dolce & Gabbana, ha concluso ufficialmente i Giochi con il brano che aveva presentato all’ultimo Festival di Sanremo
Il 22 febbraio Achille Lauro ha concluso ufficialmente la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 all’Arena di Verona con il brano Incoscienti giovani, il secondo estratto del settimo album che aveva presentato all’ultimo Festival di Sanremo. La performance ha chiuso una serata che ha intrecciato arte, musica e sport. Per l’occasione, il cantante italiano ha scelto un elegante smoking firmato Dolce & Gabbana.
LA CERIMONIA DI CHIUSURA, DA ROBERTO BOLLE A JOAN THIELE
La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 all’Arena di Verona ha trasformato il momento simbolico in memoria collettiva: un saluto al mondo e una celebrazione degli atleti, dei valori Olimpici e dell’eredità culturale che l’Italia vuole lasciare. L’appuntamento destinato a restare nella storia ha unito emozioni e spettacolo per celebrare non solo i trionfi sportivi, ma anche la ricchezza culturale del Paese. Il concept Beauty in Action ha accompagnato il pubblico tra arte, natura, relazioni umane, sport e competizione in un inno alla creatività e alla capacità italiana di trasformare la bellezza in emozione e il costante desiderio di crescita, cambiamento e trasformazione. L’esperienza immersiva ha superato idealmente i confini dell’anfiteatro per valorizzare la musica, l’opera lirica, le arti e l’immaginario italiano. La cerimonia di chiusura ha avuto inizio con un corto girato proprio all’Arena di Verona. Subito dopo, la fiamma olimpica, la stessa che aveva illuminato i bracieri di Milano e di Cortina d’Ampezzo, ha fatto il suo ingresso nel teatro scaligero, portata dai membri della staffetta azzurra di Lillehammer 1994: Maurizio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner. I quattro campioni hanno percorso il tragitto fino ai cerchi olimpici, che hanno infine acceso per suggellare simbolicamente la conclusione dei Giochi e per rendere omaggio alla storia dello sport italiano, in un momento di continuità tra le leggende del passato e il presente dei Giochi. Alcuni rappresentanti dei comuni organizzatori delle Olimpiadi italiane hanno poi trasportato il Tricolore prima dell’ingresso delle 30 medaglie azzurre (10 ori, 6 argenti e 14 bronzi) accompagnate dall’Inno di Mameli. In seguito, la musica di Mina, Caterina Caselli, Gino Paoli, Paolo Conte, Cochi e Renato, Ennio Morricone, Nino Rota e Stelvio Cipriani, reinterpretata dal gruppo musicale strumentale italiano di fama internazionale Calibro 35, ha accompagnato le bandiere delle delegazioni. I volontari hanno poi partecipato per formare il numero “26”, simbolo delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, accompagnati da un set musicale di Gabry Ponte, che ha celebrato così il contributo di migliaia di persone che hanno reso possibile l’evento. Dopo l’omaggio al territorio italiano con il Water Cycle, una rappresentazione del viaggio dell’acqua dalle Alpi alla Laguna Veneta, il protagonista è stato l’étoile internazionale Roberto Bolle che, emerso da una botola al centro della scena, ha eseguito per la prima volta un’azione aerea: il cerchio si è sollevato dal palcoscenico e si è trasformato in un sole luminoso, simbolo di rinascita e di speranza, capace di illuminare l’Arena e, metaforicamente, l’intera Italia. Ad accompagnare la trasformazione poetica, sul palco con la chitarra, la cantautrice Joan Thiele, che ha interpretato il brano Il mondo di Jimmy Fontana. La coreografia, impreziosita da suggestive gondole che sembravano fluttuare sull’acqua intorno ai danzatori, ha completato un quadro scenico di grande impatto, tra arte, musica e identità italiana. C’è stato poi il passaggio di testimone fra Milano-Cortina 2026 e Alpi Francesi 2030, che si svolgeranno dal 1° al 17 febbraio 2030. “Cala il sipario su una grande Olimpiadi. Ben fatto, Italia. Hai mantenuto le tue promesse! Grandissima Italia, sei stata di parola!”, ha detto Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina, nel discorso alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali. Infine, è stato ufficialmente spento il Braciere Olimpico sulle note della pianista veneziana Gloria Campaner, che ha eseguito musiche di Ludovico Einaudi.