Oscar 2026, Paul Thomas Anderson: "Non esiste il miglior film"

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Trionfo agli Oscar 2026 per Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another), il film di Paul Thomas Anderson premiato come miglior film dopo una notte dominata dalle sue candidature. Sul palco il regista ha ringraziato il cast – da Leonardo DiCaprio a Teyana Taylor – dopo aver dimenticato di farlo nel discorso per la regia. Citando i capolavori candidati nel 1975, Anderson ha ricordato che nel cinema non esiste “il migliore in assoluto”, ma solo l’umore di un momento

Oscar 2026: Una battaglia dopo l’altra miglior film, il discorso di Paul Thomas Anderson

La notte degli Oscar 2026 si chiude con il trionfo di Paul Thomas Anderson. Il suo film Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another) conquista il premio più ambito, quello per miglior film, riportando il regista sul palco del Dolby Theatre dopo la vittoria come miglior regista.

Un finale di serata che suggella una corsa iniziata mesi fa e confermata da una notte dominata dalle candidature: il film era arrivato agli Academy Awards con 13 nomination, chiudendo la cerimonia con sei statuette.

Sul palco Anderson appare circondato dalle star del film – Leonardo DiCaprio, Teyana Taylor, Chase Infiniti e Regina Hall – in un momento che sembra più una festa tra compagni di viaggio che una celebrazione solitaria.

Il ringraziamento al cast dopo la “dimenticanza”

Quando prende la parola, Anderson parte con un’autocritica ironica.

Poco prima aveva vinto l’Oscar per la regia e, travolto dall’emozione, aveva dimenticato di ringraziare proprio le persone che avevano dato corpo al suo film.

«Ho davvero combinato un disastro quando ho vinto il premio per la regia e mi sono dimenticato di ringraziare il cast», scherza dal palco.

Così recupera subito, facendo ciò che non aveva fatto pochi minuti prima: nomina uno per uno gli attori e le attrici del film, celebrando la loro energia e la forza collettiva che ha reso possibile il progetto.

Un gesto semplice ma sincero, accolto dagli applausi della sala.

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Un film tra famiglia, identità e resistenza

Una battaglia dopo l’altra è stato uno dei titoli più discussi della stagione.

Un film rapido, politico e profondamente emotivo, capace di intrecciare temi di famiglia, identità e resistenza all’autoritarismo con una messa in scena potente e momenti cinematografici già diventati iconici.

Proprio questa combinazione – ambizione narrativa, grande cast e visione autoriale – lo ha trasformato rapidamente in uno dei favoriti per la statuetta più importante.

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Il ricordo dei grandi film del 1975

Nel cuore del discorso Anderson decide però di fare qualcosa di inatteso: ricordare la storia degli Oscar.

Cita i film candidati al premio nel 1975:
Dog Day Afternoon, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Lo squalo, Nashville e Barry Lyndon.

Cinque titoli oggi considerati capolavori assoluti.

«Non c’è un migliore tra loro», osserva il regista.
«C’è solo quello che il pubblico sente come tale in quel momento».

Un modo elegante per rendere omaggio anche agli altri film in gara e ricordare che il cinema è sempre una questione di sguardo, epoca e sensibilità.

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“Andiamo a bere un martini”

Dopo i ringraziamenti e la riflessione sulla storia del cinema, Anderson chiude con una battuta che scioglie la tensione.

«Che notte, ragazzi. Andiamo a bere un martini. È incredibile. Cin cin».

Un brindisi improvvisato che diventa il sigillo perfetto per la notte degli Oscar 2026.

Per Paul Thomas Anderson e per il suo film è il momento della consacrazione: una vittoria che celebra non solo un autore, ma un’intera squadra di cinema.

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