Sanremo 2022, le nostre pagelle dopo i preascolti delle canzoni del Festival

Musica

Fabrizio Basso

Primo contatto con le 25 canzoni che ascolteremo all'Ariston la prima settimana di febbraio. Brani molto radiofonici, tanta dance, citazioni dagli anni Ottanta e poi amore, disillusione e quotidianità. Amadeus si è rivelato, anche questa volta, un visionario

ACHILLE LAURO FEAT. HARLEM GOSPEL CHOIR – DOMENICA – VOTO 8
Quanto di più punk ascoltato a Sanremo negli ultimi vent’anni (nonostante la coda finale melodica)! Ritmo martellante per una relazione che gioca sulla libertà. E con questo pompare di casse davvero la domenica... è sempre ancora troppo presto.


GIUSY FERRERI – MIELE – VOTO 6+
Partenza con una chitarra che odora di stornellata. Poi il ritmo si fa fresco, quasi estivo. Una canzone sognante, con un amore boomerang, che va e torna, mentre cade a terra un altro bicchiere che ubriaca di nostalgia.

MICHELE BRAVI - INVERNO DEI FIORI – VOTO 6+
Una richiesta di aiuto per un cuore che sta perdendo i confini dell’amore. Tra insegnamenti e ipotesi, qui i fiori… fioriscono anche in inverno e danno colore alla geografia del buio.

RKOMI – INSUPERABILE – VOTO 6/7
Un gioco arguto e un po’ ruffiano per giocare con i sentimenti attraverso incastri di parole e immagini stranianti. Il tutto condito con un ritmo ipnotico. Ci sono importanti possibilità che questo brano, vista la fama che l’artista gode tra i giovanissimi, sia… insuperabile.

IRAMA – OVUNQUE SARAI – VOTO 7-
Tra i tanti se e i tanti ovunque, ci porta dove vuole con la sua voce profonda. Una ballatona con ambizioni liriche in alcuni passaggi. Sembra un omaggio al Prog nella sua tessitura musicale.

NOEMI – TI AMO NON LO SO DIRE – VOTO 7+
Nessun ritornello per una voce che incanta e un testo che sembra un romanzo breve. D’altra parte tra gli autori ci sono Dario Faini e Mahmood (che ritrova come “nemico” in quanto anche lui in gara). Un brano di slanci amorosi frenati, di desideri sopiti e di una parola che non si riesce più a pronunciare. Brano con un afflato letterario.

MASSIMO RANIERI – LETTERA DI LÀ DAL MARE – VOTO 6/7
Il pianoforte che apre la boccetta di inchiostro sul mare sembra echeggiare da Posillipo. C’è un che di disperazione nella voce di Ranieri, che torna all’Ariston dopo 25 anni. E sono suoi i primi applausi della sala stampa.

AKA 7EVEN – PERFETTA COSÌ – VOTO 7
Nella stagione del bodyshaming, è salvifica una canzone che parla di accettazione, di perfezione soggettiva. Ha un andamento quasi forsennato e, a tratti, distraente. Mi raccomando attenzione al testo perché nei suoi difetti e nelle sue imperfezioni è perfetto così.

EMMA – OGNI VOLTA È COSÌ – VOTO 7-
L’artista salentina ci porta nelle profondità dell’animo femminile. Tra citazioni della mamma e occhi grandi che scrutano le profondità umane, emergono una forte esigenza di stabilità e la stanchezza di sentirsi sospesa e fragile. L’immagine di una rosa da ricamare è stilnovista.

HIGHSNOB & HU – ABBI CURA DI TE - 7
Siamo cresciuti con la h come lettera muta, ma qui le due h che sono l’incipit della loro unione artistica parlano eccome. Anzi volano intorno a noi. Si respira un po’ di amore tossico nel rincorrersi dei versi e come capita sovente nella vita, più spesso di quanto si creda, "al momento sbagliato ho sbagliato". E se questo è il finale, davvero abbi cura di te.

IVA ZANICCHI – VOGLIO AMARTI – VOTO 6
Freschezza musicale ma testo, come si dice in gergo, alla vecchia, con le due parole del titolo che si rincorrono verso dopo verso, seppur prospettando scenari differenti. È un modo per sentirsi ancora vivi. Certo che quando accende la voce è spaziale.

DARGEN D’AMICO -DOVE SI BALLA -VOTO 8+
Spacca il cantautorap con un attacco degno dei migliori Krafterwerk. Scommetto su di lui. E invito chi non lo conosce a fare un viaggio nella sua musica aspettandolo all’Ariston. E che dire della frase che chiude la canzone: "ma va’ a capire perché si vive se non si balla". Anatema non solo al Covid ma a una umanità che non esce dai social.

SANGIOVANNI – FARFALLE – VOTO 7-
Dietro quelle tapparelle chiuse mette la dance anni Novanta insieme a semplici parole d’amore. La balleremo tutti fin dalla prima nota, è una bella botta di ossigeno che strappa un sorriso.

YUMAN – ORA E QUI – VOTO 6
Un cantautorato pop interessante che declina le vibrazioni di un animo sensibile. Come dice nella canzone questo è l’inizio del viaggio: prima tappa è l’Ariston, lo aspetto dopo! Con un po’ più di coraggio.

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA – CIAO CIAO – 7/8
Anche con un vocalizzo, Veronica Lucchesi sa fare sognare. La musica è un viaggio negli anni Ottanta con le mani e con i piedi. È un brano carsico, all’inizio potrà sembrare ostico e ripetitivo, ma, fidatevi, non è così… lo balleremo anche tra trent’anni come un gioca jouer contemporaneo.

MAHMOOD & BLANCO – BRIVIDI – VOTO – 6/7
Diciamolo, arrivano all’Ariston spinti da un vento di positività. Le loro due voci sono i due oceani che si incontrano a Capo Horn scatenando tempesta. Li rimando a un secondo ascolto, mi vengono i brividi ma non (ancora) tutti quelli che mi sarei aspettato.

GIANNI MORANDI – APRI TUTTE LE PORTE – VOTO 7-
Il testo è di Lorenzo Jovanotti, così come la musica (con la complicità di Riccardo Onori), e infatti ha quell’energia da Jova Beach Party. La sensazione è che la voce di Morandi, per quanto potente, rimanga un po’ mascherata dal muro sonoro eretto da Jova. Ma di certo farà entrare il sole all’Ariston.

MATTEO ROMANO – VIRALE – VOTO 6+
Entra al Festival in quota indie/pop con una spruzzata di ritmo. Va riascoltato ma la sensazione è che andrà in tendenza e diventerà virale. Quel che è certo è che ha le idee chiare, le sue non sono frasi scritte a metà.

LE VIBRAZIONI – TANTISSIMO – VOTO 6
I primi tre secondi sono stati spiazzanti, ai confini del metal. Poi sono rientrati nel loro alveo fatto di rock melodico. È un brano sull’assenza. Il seno di profilo è una immagine romantica che mi ricorda un passaggio de La Scuola Cattolica di Edoardo Albinati, quando evoca una ragazza con la quale frequentava il cinema e ha conosciuto solo di profilo.

FABRIZIO MORO – SEI TU – VOTO 7/8
La canzone d’autore trova qui un alfiere, una boccata di ossigeno musicale e testuale. È un inno allo stupore. E poi, diciamolo, seppur a fatica restituisce dignità a una delle parole oggi più bistrattate: buongiorno.

ELISA – O FORSE SEI TU – VOTO 7
Eccola l’outsider di Sanremo 2022. Sull’interpretazione si può solo stare in religioso silenzio, il testo trasmette una idea di hic e nunc, quella necessità di cogliere attimi di piccola felicità. D’altra parte sono le colonne di quella stupida voglia di vivere.

DITONELLAPIAGA E RETTORE – CHIMICA – VOTO 7
Premesso che per me Ditonellapiaga è quella di Camouflage, questa è una delle sue infinite mutazioni. Insieme a Donatella ha alzato il volume creando una miscellanea sonora unica. La indico come sorpresa di questo Festival.

GIOVANNI TRUPPI – TUO PADRE, MIA MADRE, LUCIA – VOTO 8+
La domanda da porci è una: avremo la pazienza per ascoltare con attenzione questo testo? Qui la chimica di una coppia si celebra in una canzone. E un brano ai confini della perfezione, versi che sono fotografie e alla fine… "amore mio, che ridere!".

TANANAI – SESSO OCCASIONALE – VOTO 6/7
Interessante. Mi ha poco convinto nella finale di Sanremo Giovani, stavolta ha riconquistato posizioni. Delicato e sensibile, tra gatti che litigano, il sonno che invita alla fuga e quella sensazione di non capire mai cosa ha in testa una donna.

ANA MENA – DUECENTIMILA ORE – VOTO 6
Iniziano i pre-ascolti a zero gradi esterni e finiscono che è estate. Ana Mena ha già archiviato pure la primavera. America Latina, Cuba Libre, un fiore da sfogliare. Testo di Rocco Hunt, col quale si è mangiata le classifiche, per un tocco di tropicalismo (non inteso come movimento musical-culturale).

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