Wicker, Alexander Skarsgård e Olivia Colman nel nuovo film presentato a Zurigo

Cinema

Camilla Sernagiotto

Alexander Skarsgård e Olivia Colman alla première europea di Wicker in occasione della 22° edizione dello Zurich Film Festival il 28 settembre 2026 (credits: Getty Images)

Il 28 settembre allo Zurich Film Festival si è tenuta la première europea della pellicola dell'orrore diretta da Alex Huston Fischer ed Eleanor Wilson. Coleman ha definito la sceneggiatura una delle più originali che abbia letto, mentre il suo collega di set ha raccontato la particolare esperienza di interpretare un marito fatto di vimini

È stato il Zurich Film Festival a ospitare la première europea di Wicker, presentato il 28 settembre 2026 a Zurigo alla presenza dei protagonisti Olivia Colman e Alexander Skarsgård.

Il film, diretto da Alex Huston Fischer ed Eleanor Wilson, arriva alla kermesse svizzera dopo la première mondiale al Sundance e porta sullo schermo una storia sentimentale costruita intorno a un elemento decisamente insolito: il marito della protagonista non è un uomo in carne e ossa, ma una figura realizzata interamente... in vimini!

La proiezione zurighese ha riportato così l'attenzione su una delle commedie più singolari del programma, tra romanticismo, umorismo e riflessione sulle convenzioni sociali.

 

Colman interpreta una pescatrice medievale che vive ai margini della comunità e viene continuamente derisa dagli abitanti del villaggio. A un certo punto decide di cambiare la propria condizione e commissiona a un fabbricante di cesti, interpretato da Peter Dinklage, la costruzione di un marito. Skarsgård presta così il volto e la presenza fisica a questo particolare personaggio, trasformato attraverso un complesso lavoro di effetti pratici realizzato da Wētā Workshop.

Olivia Colman: "Non avevo mai letto nulla di simile"

Colman ha raccontato al magazine statunitense Variety, proprio in occasione della presenza del film al festival di Zurigo, di essere stata conquistata dalla sceneggiatura. "Non avevo mai letto nulla di simile prima. È tra le tre sceneggiature che ho amato di più tra quelle che ho letto e interpretato", ha spiegato l'attrice.

 

La storia, secondo Colman, combina elementi molto diversi tra loro. "È bella, divertente e originale. E sì, l'unico modo per venderla è avere una foto di Alex nei panni di un cesto molto sexy", ha aggiunto con ironia, riferendosi al particolare aspetto assunto da Skarsgård nel film.

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Un marito costruito in vimini

Per Skarsgård, il ruolo ha rappresentato un cambiamento rispetto ai personaggi più oscuri ai quali è maggiormente associato. L'attore ha ammesso di essersi sentito inizialmente intimorito dall'idea di interpretare una figura così dolce e vulnerabile.

 

Il marito di vimini è stato realizzato con effetti pratici da Wētā Workshop, lo studio neozelandese noto anche per il lavoro nella saga de Il Signore degli Anelli. La scelta della produzione è stata quella di costruire concretamente il personaggio anziché affidarsi a una versione completamente digitale. "È stato straordinario", ha raccontato Skarsgård ricordando il momento in cui ha visto per la prima volta il risultato definitivo.

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Il lavoro sul corpo e sui movimenti

La particolare struttura del costume ha richiesto anche un modo diverso di recitare. La maschera doveva infatti seguire i movimenti del volto dell'attore, rendendo necessaria una gestualità più accentuata.

 

"Era incollata al mio viso! Era fondamentale che la maschera si muovesse insieme alle espressioni del volto, così da non risultare completamente piatta, ma questo significava che dovevo accentuare i movimenti", ha spiegato Skarsgård. I registi gli avrebbero infatti fatto notare che i gesti normali non sarebbero risultati abbastanza visibili sullo schermo.

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Una coppia molto particolare

Anche per Colman recitare accanto a un partner costruito in vimini è stata un'esperienza inedita. L'attrice ha raccontato di aver lavorato con Skarsgård instaurando un rapporto giocoso durante le riprese. "Non l'avevo mai fatto prima, ma siamo in quel mondo magico in cui stiamo semplicemente parlando tra noi. Siamo andati molto d'accordo e abbiamo riso molto. È stato bello interpretare quelle due persone. Beh, una persona e un cesto", ha detto.

 

Dietro l'elemento fantastico e volutamente assurdo della storia c'è però anche un discorso sulle relazioni e sui ruoli imposti dalla società. Il film utilizza infatti la vicenda della pescatrice e del suo insolito marito per interrogarsi sull'idea di matrimonio e sulle aspettative associate ai generi.

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Il matrimonio e le convenzioni sociali

La protagonista vive in una comunità nella quale le donne sono definite soprattutto attraverso il rapporto con gli uomini e il matrimonio. La pescatrice, invece, viene esclusa proprio perché considerata inadatta alle convenzioni della società in cui vive.

 

"Mi piace il fatto che siano gli unici a essere uguali. Si sostengono, si ascoltano e si prendono cura l'uno dell'altra", ha osservato Colman. Per l'attrice, al centro del film c'è soprattutto il rapporto tra due esseri che riescono a trattarsi con gentilezza, indipendentemente dalla loro natura.

 

Anche Skarsgård ha sottolineato la componente legata alle strutture sociali. Il film, ha spiegato, riflette sul patriarcato e sull'idea stessa di matrimonio, ma lo fa attraverso l'umorismo, evitando un tono didascalico. "Era così tenero, dolce, divertente e irriverente, ma anche sottile. È questo che mi ha colpito", ha raccontato.

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Dalla fiaba medievale alla commedia

Wicker nasce dal racconto The Wicker Husband di Ursula Wills-Jones e trasforma la premessa fantastica in una commedia che combina romanticismo, assurdo e satira sociale. La vicenda della pescatrice emarginata e del marito di vimini diventa così il punto di partenza per parlare di matrimonio, desiderio, solitudine e convenzioni collettive.

 

La première europea di Zurigo ha quindi riportato al centro il particolare equilibrio del film: da una parte una storia d'amore costruita intorno a un protagonista impossibile, dall'altra una riflessione sui meccanismi attraverso i quali una comunità stabilisce chi può essere considerato desiderabile, accettabile o degno di essere amato.

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