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Oscar 2026, Conan O’Brien apre con ironia: battute su AI, Epstein e Hollywood

Cinema
©Getty

Conan O’Brien inaugura la notte degli Oscar 2026 con un monologo ricco di ironia e riferimenti all’attualità. Dopo uno sketch iniziale tra le scene dei film candidati, il conduttore scherza sull’intelligenza artificiale e sul futuro degli host degli Academy Awards, prende in giro alcune star e non risparmia una battuta pungente sul caso Epstein. Tra gag visive e autoironia, l’apertura celebra anche la diversità del cinema e la speranza nel potere delle storie

Oscar 2026, Conan O’Brien apre la cerimonia con ironia e battute su AI e Hollywood

La notte più importante del cinema mondiale (DIRETTA) (LOOK) si apre, come da tradizione, con una risata.

Sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles torna Conan O’Brien, alla sua seconda conduzione consecutiva degli Academy Awards. L’ex star del late night e oggi podcaster inaugura la cerimonia con uno sketch in perfetto stile hollywoodiano: completamente truccato e con una vistosa parrucca rossa, corre attraverso alcune delle scene dei film candidati di quest’anno, trasformando l’apertura della serata in una piccola parodia del cinema contemporaneo.

Un numero che dimostra ancora una volta la sua abilità comica — e che gli vale una standing ovation prima ancora di iniziare il monologo vero e proprio.

La battuta sull’AI e il futuro degli Oscar

Tra le prime battute, O’Brien gioca con uno dei temi più discussi dell’industria cinematografica contemporanea: l’intelligenza artificiale.

Il conduttore scherza sul fatto di essere forse “l’ultimo presentatore umano” della storia degli Oscar.

“Sono onorato di essere l’ultimo host umano dello show.
L’anno prossimo ci sarà una Waymo con lo smoking.”

Una frecciata ironica al futuro tecnologico di Hollywood che strappa le prime risate della sala.

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La battuta sul caso Epstein

Nel suo monologo Conan O’Brien ha inserito anche una battuta più tagliente che ha subito fatto parlare sui social. Il conduttore ha ricordato che per la prima volta dal 2012 non ci sono attori britannici nominati nelle categorie di miglior attore o miglior attrice.

A quel punto ha aggiunto con il suo tipico sarcasmo:

“Sì, ha detto il portavoce britannico, ma almeno noi arrestiamo i nostri pedofili”.

La battuta faceva riferimento allo scandalo legato al finanziere Jeffrey Epstein, morto nel 2019 mentre era detenuto in carcere negli Stati Uniti e coinvolto in un vasto caso di traffico e abusi su minori. Lo scandalo ha toccato anche figure pubbliche internazionali, tra cui l’ex principe Andrea e l’ex ambasciatore britannico Peter Mandelson.

Il passaggio, tra i più pungenti del monologo, ha suscitato reazioni contrastanti nella sala del Dolby Theatre, conf

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Le battute sui film candidati

Come da tradizione nei monologhi degli Oscar, non mancano le prese in giro ai film nominati.

Tra i momenti più divertenti c’è una battuta su un ipotetico sequel di F1, che secondo O’Brien potrebbe intitolarsi “Caps Lock”. La gag non ottiene la reazione sperata e il comico commenta subito con autoironia:

“Alcune delle mie battute le faccio solo per me.”

Una reazione che conferma uno dei marchi di fabbrica del suo umorismo: la capacità di trasformare anche i momenti meno riusciti in parte dello spettacolo.

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Le frecciate a Jessie Buckley e agli incendi

Nel suo monologo Conan O’Brien non ha risparmiato neppure alcune delle star candidate. Il conduttore ha scherzato anche su Jessie Buckley, tra le attrici nominate quest’anno, prendendo in giro con affetto la sua intensità interpretativa e il modo in cui riesce a trasformare ogni ruolo in qualcosa di imprevedibile.

Tra le battute più commentate della serata c’è stata anche quella sugli incendi che negli ultimi mesi hanno colpito la California, un tema delicato che O’Brien ha affrontato con il suo tipico equilibrio tra ironia e autoconsapevolezza. Il comico ha ricordato quanto Hollywood sia abituata a trasformare ogni crisi in spettacolo, strappando risate ma anche qualche sorriso amaro tra il pubblico del Dolby Theatre

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Le star in platea e il momento Michael B. Jordan

O’Brien non perde occasione per interagire con le star presenti in sala.

Tra i momenti più divertenti, la telecamera indugia su Timothée Chalamet, che ride di gusto quando il conduttore scherza sulle possibili “proteste degli appassionati di opera e balletto”.

Poi arriva uno sketch surreale: O’Brien afferma che quest’anno tutti i seat-filler della serata sono interpretati da Michael B. Jordan. Poco dopo la regia mostra una platea apparentemente popolata da molte versioni dell’attore, in un piccolo gioco visivo tra comicità e tecnologia.

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La gag su Leonardo DiCaprio

Tra le star prese di mira dal monologo non è mancato Leonardo DiCaprio, candidato come miglior attore. O’Brien ha ricordato la lunga tradizione di momenti diventati meme dell’attore e ne ha creato uno nuovo in diretta.

La regia ha infatti inquadrato DiCaprio mentre alzava le spalle con aria divertita. Sullo schermo è apparsa la didascalia ironica:

“TFW you didn’t agree to this”, cioè “quando ti rendi conto di non aver accettato questa situazione”.

Un momento che ha immediatamente scatenato le risate della platea.

Il finale surreale con Josh Groban

Per chiudere il monologo, O’Brien ha immaginato cosa farebbe se un giorno vincesse un Oscar.

In un numero volutamente esagerato, il conduttore è apparso sul palco con una veste rossa e una corona, mentre il cantante Josh Groban è entrato in scena per intonare una sorta di serenata celebrativa.

Il momento si è concluso con un tocco surreale: un’aquila ha fatto cadere simbolicamente la statuetta tra le mani del presentatore, chiudendo l’apertura della cerimonia con uno sketch spettacolare.

Un omaggio al cinema e alla speranza

Il monologo non è però solo ironia.

Verso la fine del suo intervento, O’Brien sceglie un tono più riflessivo per celebrare la varietà del cinema contemporaneo e il potere delle storie.

“Celebriamo non perché pensiamo che tutto vada bene, ma perché lavoriamo e speriamo per giorni migliori.”

Un messaggio che richiama uno dei temi più ricorrenti della stagione cinematografica: la capacità del cinema di immaginare il futuro anche nei momenti più complessi.

Con questo mix di ironia, autoironia e riflessione, Conan O’Brien inaugura ufficialmente la notte degli Oscar 2026, ricordando che, prima ancora delle statuette, Hollywood resta soprattutto uno spettacolo.

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