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Oscar 2026, il bis di Conan O’Brien: chi è il conduttore della cerimonia di stanotte

Cinema
©Getty

CIl comico e attore torna stanotte alla guida della Notte degli Oscar per il secondo anno consecutivo, forte dell’ottimo riscontro ottenuto lo scorso anno. Per prepararsi, ha trascorso tre mesi nei club di Los Angeles testando nuovo materiale con i suoi storici collaboratori. Tra curiosità di backstage, un ruolo in un film candidato e un recente lutto personale, scopriamo chi è O’Brien

Conan O’Brien torna stanotte alla guida degli Oscar per la seconda edizione consecutiva, confermando la scelta dell’Academy di puntare ancora sul suo stile rapido e imprevedibile. Dopo il buon riscontro dello scorso anno, la cerimonia ritrova così una conduzione capace di alternare comicità e ritmo televisivo, elemento cruciale in un’edizione segnata da grande attenzione sui tempi e sulla resa live dello show.

Conan O’Brien torna alla conduzione degli Oscar e tra cinema e backstage

O’Brien torna così agli Academy Awards con una presenza rafforzata anche fuori dal ruolo di conduttore: quest’anno è infatti tra i co‑protagonisti del film Se solo potessi ti prenderei a calci, titolo che ha portato Rose Byrne alla nomination come miglior attrice. Una doppia visibilità che accompagna il suo ritorno sul palco, arricchito da diverse curiosità rivelate alla vigilia della cerimonia — dal cambio totale del suo rito pre‑show, passato dalla cena ipercalorica dello scorso anno a un più sobrio pranzo giapponese, fino al ricordo del periodo personale difficile segnato dalla morte del regista Rob Reiner e di sua moglie, un lutto che O’Brien ha definito particolarmente doloroso.

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Una carriera costruita tra comicità e televisione

Figura amatissima negli Stati Uniti, Conan O’Brien ha costruito una delle carriere più riconoscibili e longeve dell’intrattenimento americano. Dopo gli esordi ad Harvard — dove fu presidente della celebre Harvard Lampoon — entra nella writers’ room di Saturday Night Live, firmando alcuni degli sketch più iconici degli anni ’80 e ottenendo i primi riconoscimenti dalla critica. Il passaggio a I Simpson consolida la sua reputazione: è lui a scrivere episodi rimasti nella storia, tra cui il cult “Marge contro la monorotaia”.

Il salto definitivo arriva nel 1993, quando NBC gli affida Late Night: una scelta considerata rischiosa, trasformata da O’Brien in un successo grazie a humour surreale, autoironia e una padronanza scenica che diventeranno il suo marchio di fabbrica. L’esperienza a The Tonight Show e il lungo regno del suo Conan lo consacrano come uno dei volti più influenti della televisione americana, capace di rinnovare costantemente il formato del late show.

Negli anni ha ampliato il proprio raggio d’azione ben oltre la scrivania di uno studio televisivo. Dai reportage globali della serie Conan Without Borders al più recente Conan O’Brien Must Go, ha ridefinito il proprio linguaggio comico mescolando improvvisazione, contatto diretto con il pubblico e un senso di curiosità costante. Parallelamente ha dato vita al podcast Conan O’Brien Needs a Friend, oggi tra i più ascoltati negli Stati Uniti e diventato un punto di riferimento per le interviste di lungo respiro.

Nel corso della sua carriera ha ottenuto 31 nomination agli Emmy, vincendone cinque, oltre a un Peabody Award e numerosi riconoscimenti della Writers Guild of America, che ne celebrano l’impatto sulla cultura pop e la capacità di innovare i linguaggi della comicità televisiva.

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