Scala, “Serata Quattro Coreografi”: in scena quattro capolavori con omaggio a Carla Fracci

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Chiara Ribichini

Foto: Brescia - Amisano

La danza riabbraccia il suo pubblico dopo quasi 9 mesi di streaming con uno spettacolo che unisce stili molto diversi, tra riprese e novità. Per l’occasione il direttore Manuel Legris ha presentato una versione più ampia del suo “Verdi Suite”, che ha voluto dedicare all’étoile appena scomparsa. Per la prima volta alla Scala “Movements to Stravinsky” di András Lukás e “Canon in D Major” di Jiří Bubeníček. Torna al Piermarini “Concerto DSCH” di Alexei Ratmansky

La danza riabbraccia finalmente il suo pubblico dopo un lungo periodo di streaming in un teatro vuoto e silenzioso. Quasi nove mesi trascorsi senza quello scambio vitale per ogni artista che rende unica ogni performance. Per l’occasione, un vero e proprio evento, il neodirettore del Corpo di Ballo Manuel Legris ha scelto “Serata Quattro Coreografi” (FOTO), uno spettacolo che unisce quattro creazioni molto diverse stilisticamente firmate da grandi nomi contemporanei. Come Alexei Ratmansky, András Lukács e Jiří Bubeníček e lo stesso Legris.
L’atmosfera, nei corridoi e dietro le quinte del Piermarini, ha tutto il sapore di una prima. In sala, o meglio sui palchi e in galleria perché la platea è coperta dalla pedana, che sarà smontata a breve, costruita per permettere il distanziamento tra gli orchestrali, 500 spettatori, il limite massimo consentito dalle attuali normative. Tanti, tantissimi applausi tanto mancati in questi mesi.

Verdi Suite, inno alla danza classica e omaggio a Carla Fracci

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Il sipario si apre su “Verdi Suite”, creato da Manuel Legris in piena pandemia in occasione di “A Riveder le stelle”, la prima alternativa andata in streaming il 7 dicembre. Una coreografia che ora può essere presentata in una versione allargata, con più danzatori in scena grazie all’allentamento delle norme anti covid, e che vuole essere anche un omaggio a Carla Fracci, la grande étoile scomparsa lo scorso 27 maggio. “E’ un balletto ideale per ritrovare il pubblico – sottolinea il direttore del Corpo di Ballo a Sky Tg24 – e anche questa serata è veramente speciale. Ho pensato tante volte a Carla Fracci e voglio dedicarlo a lei che tanto amava la musica di Verdi”. Un omaggio che vuole essere solo l’inizio: “Faremo un grande spettacolo per lei quando sarà possibile anche avere la sala più piena, con una capienza completa”. Era stato proprio Manuel Legris a richiamare Carla Fracci alla Scala, dopo un’assenza di quasi vent’anni, in occasione di “Giselle” lo scorso gennaio.  L’étoile, che avrebbe compiuto 85 anni il prossimo agosto, aveva trasferito ai primi ballerini quel suo modo unico di interpretare il balletto che più di tutti ha reso celebre il suo nome in tutto il mondo.
“Verdi Suite”, che prende vita su alcuni passaggi scritti da Verdi per le danze di alcune sue opere come “I vespri siciliani”, “Jérusalem”, la versione francese de “Il trovatore” ed estratti dal Ballo della Regina (La Peregrina) del “Don Carlos”, è una vera e propria esplosione di leggerezza e gioia nonostante le difficoltà tecniche che gli interpreti principali (Martina Arduino, Virna Toppi, Maria Celeste Losa, Nicola Del Freo, Marco Agostino, Mattia Semperboni e Gabriele Corrado) e tutti i danzatori scaligeri riescono a nascondere al meglio. Un vero e proprio inno alla danza classica. “E’ la danza per la danza, una danza che si libera dalla tecnica. E’ un’energia che si sprigiona dal palcoscenico” spiega Legris.

Stravinsky, la commedia dell’Arte e tutta la bellezza estetica della danza

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Secondo titolo della serata “Movements to Stravinsky”, creato da András Lukács nel 2017 per i suoi colleghi danzatori del Wiener Stattsballett su una scelta di brani da “Pulcinella Suite”, “Les Cinq Doigts”, “Apollon Musagète”, “Suite Italienne”, che viene presentato per la prima volta alla Scala anche per ricordare il 50esimo anniversario della scomparsa del celebre compositore russo. Una coreografia che è un vero e proprio gioiello contemporaneo. Elegante, astratto, minimalista, riesce ad esaltare la bellezza del movimento e a conquistare anche un pubblico a digiuno di danza. Meraviglioso il pas de deux sulla musica di “Apollon Musagète” con Nicoletta Manni e Timofej Andrijanshenko.

In scena 12 danzatori con dodici costumi diversi, tutti neri ad eccezione di un tutù bianco che spicca in questa macchia scura. Un look molto moderno e monocromo, con gorgiere che rievocano Pulcinella e la commedia dell’arte. “I costumi sono fondamentali in questo pezzo, sono mie creazioni, li ho disegnati tutti. E la cosa importante è che sono davvero sincronizzati con la musica” spiega Lukács a Sky Tg24.

Leonardo, il canone di Pachelbel, il mistero della donna e della vita

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Altro debutto alla Scala “Canon in D Major”, uno dei momenti più intensi del balletto “Le souffle de l’esprit”, firmato da Jiří Bubeníček, presentato più volte da Roberto Bolle nei suoi Gala con i Friends (e danzato da Bolle anche con lo stesso Jiří e il fratello Otto). Un balletto che nasce da tre ispirazioni: il Canone di Pachelbel, i disegni di Leonardo da Vinci e una storia personale. “Quando ero un giovane danzatore, ed ero Principal dancer all’Hamburg Ballet, ho saputo che era mancata mia nonna. E’stata molto importante per me e per mio fratello perché ci ha cresciuti. I nostri genitori erano acrobati ed erano spesso via. Questa coreografia è il mio modo di dirle addio” racconta a Sky Tg24. Un balletto raffinato, molto suggestivo, che restituisce al pubblico un senso di tenerezza e che vuole essere una celebrazione della donna e del mistero della vita. In scena tre angeli interpretati nella prima serata da Nicola del Freo, che spicca sempre per una tecnica impeccabile, Gioacchino Starace, che sprizza gioia e riesce ad esprimere quel senso di legame e di affetto che la coreografia richiede, e Mattia Semperboni molto intenso nei movimenti.

Il grande ritorno di Ratmansky

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Chiude la serata una ripresa, il “Concerto DSCH” di Alexei Ratmansky, sul Concerto No. 2 in fa magg. Op. 102 di Dmitrij Šostakovič, ovvero D.SCH, come il compositore usava abbreviare il suo nome con lettere corrispondenti a quattro note musicali. Un balletto “concertante” verrebbe da dire per questa presenza travolgente del gruppo di danzatori in scena. Strepitoso tutto il Corpo di Ballo, dai primi ballerini Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko al trio in blu composto da una ironica e dinamica Alessandra Vassallo, Valerio Lunadei e Domenico Di Cristo.  “E’ un balletto che dà speranza e ottimismo, perfetto come segnale dopo questo periodo buio che ci auguriamo stia finendo” osserva Ratmansky a Sky Tg24. Una coreografia molto tecnica e veloce che ha richiami evidenti a Balanchine, come spiega anche il coreografo, e a “Fiamme di Parigi”, celebre balletto virtuosistico. E con un filo rosso che la lega ai tempi in cui Šostakovičs scrisse il concerto, quelli di una Russia che stava uscendo dall’epoca staliniana, che oggi non sembra per niente così sottile. “Era un momento in cui le persone si concentravano su cose semplici, come la famiglia, e assaporavano tutto il piacere del ritorno alla vita normale. Come sta accadendo a tutti noi ora”.
E nel suo ritorno al Piermarini il pensiero vola a Carla Fracci: “Non ho mai avuto la fortuna di trascorrere del tempo con lei. Era una leggenda. La incontrai qui, alla Scala, venne a salutarmi alla fine di una delle mie première. Aveva questo sorriso. Quando la vedevi potevi solo inchinarti. Era unica, aveva la capacità di unire la danza all’interpretazione e in lei diventavano due elementi inseparabili”.

In arrivo "Serata Contemporanea"

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Dopo “Serata Quattro Coreografi” il Corpo di Ballo programma un nuovo appuntamento alla Scala: il 7 e 8 luglio con “Serata Contemporanea”, che accoglierà gli amanti della danza anche nei posti di platea.

Sette nomi di rilievo della coreografia contemporanea internazionale, cinque debutti scaligeri e una nuova creazione in prima assoluta si uniscono nella nuova “Serata Contemporanea”, con il grande ritorno di William Forsythe - per la prima volta il Balletto della Scala presenterà uno dei suoi pezzi storici "The Vertiginous Thrill of Exactitude" - la ripresa del trio conclusivo di "SENTieri" di Philippe Kratz, e con cinque autori che mai prima d’ora hanno portato sul nostro palcoscenico la loro firma e i loro lavori: Kryzysztof Pastor, David Dawson, Patrick de Bana, Natalia Horecna e Simone Valastro uniti nel segno di un linguaggio contemporaneo che trae le sue radici dal classico e dai grandi maestri del Novecento e si distingue per originalità, sensibilità e gusto musicale. 

 

Al ritorno "live" sul palco dei danzatori della Scala è dedicata la nuova puntata di Hashtagart, la rubrica di Sky Tg24 dedicata all'arte che si esprime anche online. L'Hashtag di questa settimana è #wedanceagain.

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