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L’eclissi del secolo, la Superluna, il tour di AstroPaolo: gli eventi spaziali del 2018

6' di lettura

Il giro per l'Italia dell’astronauta dopo i suoi 139 giorni in orbita e la sua missione conclusa nel dicembre 2017, ma anche i 60 anni della Nasa, la morte di Stephen Hawking e lo spettacolo dell’eclissi lunare più lunga degli ultimi 100 anni: un anno di astronomia

Se il 2017 si era concluso con l’impresa di Paolo Nespoli, rientrato sulla Terra dopo 139 giorni in orbita, anche nel 2018 non sono mancati momenti significativi che ci ha lasciato il mondo dell’astronomia: dal tour in giro per l'Italia dello stesso "AstroPaolo", all’eclissi lunare più lunga del XXI secolo, passando per la morte di Stephen Hawking, i 60 anni della Nasa e la Superluna. Ecco cos’è successo negli ultimi 365 giorni "spaziali".

La Superluna

Il 2018 si è aperto con uno spettacolo astronomico molto raro: la cosiddetta Superluna, quella che gli scienziati chiamano "Blue moon" ovvero Luna blu (LE FOTO). Un evento talmente inusuale che nella lingua inglese l’espressione "once in a blue moon" equivale, dal punto di vista idiomatico, al nostro "una volta ogni morte di Papa". Nello specifico, si parla di Luna blu quando si verifica la seconda Luna piena di uno stesso mese. Un fenomeno che coincide con l'eclissi lunare e che lo scorso 31 gennaio è stato visibile in Asia, specialmente nel Medioriente, in Australia e nella costa occidentale del Nord America, causando un effetto rossastro sul satellite: agli appassionati e agli studiosi è apparso di un colore rosso-blu. Per l’occasione, come ha spiegato l’astrofisico Gianluca Masi, la Luna è stata percepita il 7% più grande, oltre che più luminosa della media. "Poiché tra una Luna piena e l'altra intercorre un intervallo di tempo di circa 29,5 giorni è difficile che lo stesso mese ospiti due Lune piene", ha detto Masi. Prima di quella del 31 gennaio, l’ultima Blue moon risaliva al luglio 2015.

L’eclissi del secolo

Un’ora e 43 minuti. Tanto è durata la cosiddetta "eclissi del secolo" (LE FOTO) che lo scorso 27 luglio ha tenuto con lo sguardo al cielo milioni di persone in Italia e in diverse parti del mondo. Un’eclissi totale che, in base a quanto calcolato, è stata la più lunga degli ultimi 100 anni (COS’È E COME AVVIENE). Quella sera, nel nostro Paese la Luna piena è sorta poco prima delle 21, mentre la fase di totalità dell'eclissi è arrivata tra le 21.30 e le 23.13 con un culmine alle 22.22. Un evento unico, durante il quale si è anche verificata la "grande opposizione" di Marte, con il Pianeta rosso che si è trovato alla sua minima distanza dal Sole (perielio), risultando così visibile anche dalla Terra. Una rarità seguita in diretta da numerosi siti specializzati, tra cui Virtual telescope, anche se l’eclissi era visibile perfettamente a occhio nudo. Per l'occasione, inoltre, l'Istituto nazionale di Astrofisica ha organizzato eventi in diverse città italiane: da Bologna a Catania, passando per Napoli e Acireale.

Il tour di "AstroPaolo"

Nel dicembre del 2017 è rientrato sulla Terra al termine di un’infinita missione a bordo della Stazione spaziale internazionale. Un viaggio durato 139 giorni intorno al mondo alla velocità di oltre 27mila chilometri orari e con 2.224 orbite compiute intorno alla Terra. "Tutti dovrebbero venire quassù per capire il nostro impatto sul Pianeta e diventare così dei terrestri migliori", aveva detto Nespoli, che durante la sua permanenza nello Spazio ha provato a trasmettere la sua esperienza anche attraverso numerosi collegamenti in diretta con alcune scuole. Così, rientrato in Italia, l’ingegnere e militare milanese ha deciso di raccontare personalmente la sua ultima missione e l’ha fatto con un tour per parlare ad appassionati e addetti ai lavori della missione "Vita". Un tour iniziato lunedì 19 marzo da Torino, dove Nespoli ha fatto visita alle strutture di Altec e Thales Alenia Space per incontrare i tecnici che hanno supportato la sua permanenza in orbita, e proseguito nelle città di Parma, Milano, Bologna e Roma, dove il 24 marzo ha partecipato all'evento globale del Wwf 'Earth Hour 2018-Connect2Earth', una manifestazione dedicata all'ambiente e al clima.

La morte di Stephen Hawking

Non solo fenomeni ed eventi spettacolari: il 14 marzo arriva la notizia della morte di Stephen Hawking (LE FRASI CELEBRI). L’astrofisico britannico è scomparso all’età di 76 anni, nella sua casa di Cambridge (IL CORDOGLIO SUI SOCIALL’ULTIMO SALUTO). Lo scienziato, che all’età di 21 anni era stato colpito da una malattia degenerativa (nello specifico la Sla: Sclerosi laterale amiotrofica), è sempre stato un punto di riferimento per l’astrofisica mondiale grazie alle sue scoperte straordinarie. In particolare, Hawking si è dedicato allo studio dei buchi neri, della cosmologia quantistica e dell'origine dell'universo: l’astrofisico è stato capace di ridefinire la cosmologia proponendo l'idea che i buchi neri emettono radiazioni e poi evaporano. Questo processo ha aiutato a spiegare la nozione secondo cui i buchi neri sono esistiti a livello micro fin dal Big bang e che più piccoli sono e più velocemente evaporano. Il suo libro "Dal Big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo", pubblicato nel 1988, è stato venduto in oltre 10 milioni di copie e tradotto in più di 40 lingue. Dalla sua vita e dalla sua carriera sono stati tratti film per la tv e il cinema, compreso "La Teoria del tutto" diretto da James Marsh.

60 anni della Nasa

Altra data da ricordare in questo 2018 è il 29 luglio: giorno in cui la Nasa ha compiuto 60 anni dalla sua fondazione (60 ANNI IN 10 TWEET). Dal 1958, la National aeronautics and space administration, questo il nome scelto per l’agenzia governativa responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti, si è resa protagonista di grandi successi, scoperte, innovazioni tecnologiche ma anche di fallimenti e tragedie. Il primo uomo sulla Luna nel 1969, il disastro di Apollo 13 l’anno successivo, ma anche la prima donna nello Spazio nel 1983 e la conquista di Marte. La Nasa è entrata a far parte dell’immaginario comune come il principale punto di riferimento nel mondo spaziale e anche per i suoi 60 anni non ha smesso di stupire. L’acqua più antica del sistema solare trovata in alcuni meteoriti, la sonda Insight su Marte, i suoni registrati sul Pianeta rosso e trasmessi sulla Terra, ma anche la prima luna extrasolare e il lago salato nel sottosuolo di Marte: queste e tante altre le scoperte della Nasa in questo 2018.

Cometa di Natale

Per concludere il 2018, non poteva esserci appuntamento migliore della "Cometa di Natale". Il 16 dicembre, si è verificato un evento importante e spettacolare per gli appassionati di astronomia: la cometa 46P/Wirtanen, scoperta nel 1948 dall’astronomo Carl A. Wirtanen, ha raggiunto la minima distanza dalla Terra mostrandosi più luminosa che mai. Una distanza record dal nostro pianeta: si tratta, infatti, della ventesima più vicina mai vista, come ha rivelato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual telescope project. "La cometa, visibile a occhio nudo, ha raggiunto la minima distanza dal Sole lo scorso 12 dicembre – ha spiegato Masi – e il 16 dicembre si calcola la minima distanza dalla Terra, a 'soli' 11 milioni di chilometri, diventando la ventesima cometa più vicina di sempre".

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