
Gianluca Vialli e la malattia, un tumore al pancreas con cui lottava dal 2017
Dalla diagnosi cinque anni fa all’annuncio della sospensione dell’attività professionale per dedicarsi alle cure, il calciatore ha spesso parlato dei suoi problemi di salute e delle paure legate alla sua condizione

Gianluca Vialli è morto a 58 anni per un tumore al pancreas. La diagnosi della malattia era arrivata nel 2017 e, da allora, il campione aveva più volte parlato del male che lo affliggeva non nascondendo fragilità e paure. Pochi giorni fa, il 14 dicembre, è arrivata la nota alla Figc nella quale il capo delegazione della Nazionale italiana annunciava di dover sospendere la sua attività professionale per curarsi al meglio
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“Al termine di una lunga e difficoltosa trattativa con il mio meraviglioso team di oncologi - aveva scritto l’ex calciatore alla Figc - ho deciso di sospendere, spero in modo temporaneo, i miei impegni professionali presenti e futuri", annunciando così la sua assenza in occasione delle prossime gare degli Azzurri, attesi nel 2023 dall'inizio delle qualificazioni all'Europeo 2024
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Un messaggio in realtà carico di speranza nel quale Vialli aveva evidenziato che l’obiettivo era “quello di utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia, in modo da essere in grado al più presto di affrontare nuove avventure e condividerle con tutti voi”
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Dopo 5 anni di controlli, cure e convivenza con l'adenocarcinoma duttale del pancreas che l’aveva colpito, l’ex capitano della Juventus si è spento. In questo lasso di tempo, però, Vialli non ha mai nascosto le sue paure e ha spesso condiviso con il pubblico il suo percorso di cure
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Il calciatore per esempio aveva rivelato che, prima di annunciare pubblicamente la malattia, durante le dirette delle trasmissioni televisive in cui era ospite, tendeva a indossare più strati di vestiti per cercare di non far notare il calo di peso

In un’intervista concessa ad Alessandro Cattelan nel format “Una semplice domanda”, Vialli aveva anche ammesso di aver paura di morire. “Non so quando si spegnerà la luce che cosa ci sarà dall’altra parte. Però mi rendo anche conto che il concetto della morte serve per capire e apprezzare la vita”

Nel 2021, nella docu-serie “Sogno Azzurro”, il capo delegazione della nazionale italiana aveva invece spiegato di considerare il cancro “un compagno di viaggio indesiderato” con il quale non “sto facendo una battaglia perché non credo che sarei in grado di vincerla, è un avversario molto più forte di me”

“Io devo andare avanti, viaggiare a testa bassa, senza mollare mai, sperando che un giorno questo ospite indesiderato si stanchi e mi lasci vivere serenamente ancora per tanti anni perché ci sono ancora molte cose che voglio fare”, aveva aggiunto

Solo un anno fa, infatti, la malattia sembrava essere stata sconfitta, Vialli stava bene anche se lui stesso sottolineava che dovevano passare alcuni anni “prima che ci si possa considerare completamente guariti”. Prende parte all’avventura di Euro 2020 che porta l’Italia a essere campione d’Europa e continua la sua attività nel mondo del calcio, mai del tutto abbandonato neanche dopo aver lasciato il campo

Fino a qualche giorno fa, quando è arrivata la nota che annunciava la necessità di dedicarsi alle cure e che ha fatto sospettare un peggioramento delle condizioni di salute di Gianluca Vialli. La forma di cancro che ha colpito il calciatore rappresenta la quarta principale causa di morte per tumore nei Paesi industrializzati. È molto aggressivo perché la maggior parte dei pazienti arriva alla diagnosi di una malattia che ha già generato metastasi
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