Covid Uk: i contagi giornalieri tornano sotto i 200mila, quasi 20mila ricoveri

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Lo hanno certificato i dati ufficiali diffusi dal governo britannico e relativo ai casi giornalieri. In tutto sono stati oltre 2 milioni i test eseguiti, le vittime sono state 334 e i ricoveri viaggiano verso quota 20mila in tutto il Paese, sebbene con un minore impatto sulle terapie intensive rispetto alle prime ondate della pandemia

Nel Regno Unito ritornano sotto quota 200.000 i nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, assestandosi a poco meno di 195.000 e dopo il picco assoluto di oltre 218.000 rilevato solamente nella giornata di ieri, tutti in gran parte alimentati dalla diffusone della variante Omicron. Lo hanno segnalato i dati ufficiali diffusi dal governo britannico, su un record di ben oltre 2 milioni di test eseguiti.

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Scendono i contagi, ma aumenta invece il totale dei decessi, che risalgono a 334 nelle ultime 24 ore, ma appesantiti dal recupero statistico di morti non conteggiati nei giorni festivi tra Natale e Capodanno. E’ stata confermata, inoltre, l'accelerazione relativa al numero dei ricoveri a livello nazionale, che si appresta a raggiungere quota 20.000, ma con un minore impatto sulle terapie intensive rispetto alle prime ondate della pandemia. E sono emersi, tra l’altro, segnali di una frenata del tasso d'incremento delle ammissioni negli ospedali di Londra. In riferimento ai vaccini anti-Covid, infine, le terze dosi booster somministrate sino ad oggi, circa 35 milioni, superano il 60% della popolazione over 12 e il 75% degli aventi diritto, ovvero tutti gli over 18.

Niente test molecolare se l'antigenico è positivo

Tra le misure adottate nella lotta alla pandemia da coronavirus, poi, da segnalare che a partire dall'11 gennaio non sarà più necessaria la conferma di un tampone molecolare (Pcr) per decretare un contagio da Covid in Inghilterra, con tutti i relativi obblighi di isolamento cautelare, nel caso di un test antigenico positivo. Lo ha decretato la Uk Health Security Agency, organismo esecutivo del servizio sanitario nazionale britannico (Nhs), in pieno accordo con il governo guidato da Boris Johnson. La decisione è stata presa anche in virtù dell'affidabilità complessiva ormai attribuita ai controlli antigenici, con l’obiettivo di provare a diminuire la pressione della richiesta di tamponi, notevolmente incrementata a causa della diffusione dei sospetti contagi alimentati dalla variante Omicron. Tabelle aggiornate di recente e diffuse nel Regno Unito certificano il buon livello di precisione media raggiunta da questi test antigenici in riferimento all'individuazione delle infezioni, seppure solitamente con uno scarto di uno o due giorni rispetto ai Pcr. E per la certificazione della fine dell'infettività, gli stessi antigenici appaiono secondo gli esperti più efficaci dei molecolari, dato che questi ultimi possono segnalare tracce di positività al virus anche in pazienti in realtà negativizzati per diverse settimane dopo la guarigione.

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