
Covid, scoperta una nuova variante del virus in Vietnam: cosa sappiamo finora
Nel Paese asiatico è stato rilevato un nuovo ceppo del virus: si tratta di un "ibrido" formato dalla mutazione indiana e da quella inglese. La caratteristica più allarmante sembra essere la capacità di diffondersi molto rapidamente nell'aria, di più rispetto alle altre già conosciute. A riferirlo è il ministero della Salute del Vietnam

Mentre parte del mondo accelera sulle vaccinazioni anti Covid-19 puntando all'estate per ultimare almeno la prima fase di immunizzazione, resta alta la paura delle varianti: in Vietnam è comparso un nuovo ceppo del virus
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In questo caso si tratta di un "ibrido", ovvero un ceppo formato dalla variante indiana e da quella inglese: la caratteristica più allarmante sembra essere la capacità di diffondersi molto rapidamente nell'aria, di più rispetto alle altre già conosciute
Scoperta una nuova variante in Vietnam, ecco cosa sappiamo. VIDEO
A diffondere ufficialmente la notizia è stato il ministero vietnamita della Salute. Il ministro Nguyen Thanh Long ha inoltre precisato che proprio questa variante è responsabile della nuova ondata di contagi in corso nel Paese, una tendenza comparsa da un mese circa e che a oggi vede 3.595 nuovi casi in 33 città e province
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Finora il Vietnam ha rilevato sette varianti del virus, incluse quelle sudafricana, inglese e indiana. Secondo i conteggi della Johns Hopkins University, dall'inizio della pandemia nel Paese sono stati registrati 6.908 casi di contagio, con 47 decessi
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Il ministro vietnamita non ha specificato quanti dei nuovi casi registrati possano ricondursi a questa nuova variante ma le autorità locali sono in allarme: la reazione alla nuova impennata di contagi è stata immediata, con nuove restrizioni soprattutto sugli spostamenti e su orari e modalità per le attività commerciali
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Per questa ragione, in alcune zone del Paese sono state nuovamente disposte le chiusure di bar, ristoranti, parrucchieri e centri massaggi ed anche alcuni centri turistici e luoghi di culto
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Si tratta di un passo indietro ritenuto evidentemente necessario e che, visto dall'Europa, costituisce un monito ma anche una forte preoccupazione
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Non solo: recentemente Bloomberg ha pubblicato uno studio sull’aumento dei contagi nel Sudest asiatico inserendo proprio il Vietnam tra i Paesi dove nelle ultime settimane si erano registrate delle notevoli impennate relative ai contagi
Lo studio di Bloomberg
Uno dei Paesi dove si monitora con maggiore attenzione ogni forma di variante è il Regno Unito che negli ultimi giorni ha registrato, a causa del ceppo indiano, un aumento di contagi. Il governo spera che resti circoscritto e si fermi presto, invertendo possibilmente di nuovo la marcia, senza interferire con il piano britannico delle riaperture arrivato quasi al traguardo

Dopo l'attuale tappa sbloccata lo scorso 17 maggio infatti si guarda al 21 giugno per la rimozione della quasi totalità delle restrizioni, ma alcuni esperti hanno cominciato a suggerire di frenare. È apparsa evidente la preoccupazione con il diffondersi della variante indiana

Tuttavia, Downing Street si era affrettata ad assicurare, tramite il ministro delle Attività Produttive Kwasi Kwarteng, che i dati non giustificavano ipotesi di rinvio della scadenza del 21 giugno. Poi lo stesso Boris Johnson ha esortato alla cautela, avvertendo che per una decisione finale al riguardo occorrerà "attendere" ulteriori verifiche