Covid, Catena (Sacco) a Sky TG24: “Prevista decelerazione della curva dei ricoveri”

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Lo ha riferito, intervenendo nel corso di “Buongiorno”, il primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sacco di Milano. “È possibile che nelle prossime settimane, nella settimana di Pasqua, si assista a una stabilizzazione della situazione e all’inizio di un generale miglioramento. C’è un iniziale rallentamento, ci auguriamo tutti che sia questo il trend dei prossimi giorni”, ha detto

“Il dato più positivo delle ultime ore è la riduzione dell’afflusso di pazienti in Pronto Soccorso. È l’elemento per noi più importante perché ci lascia prevedere nelle prossime settimane un’ulteriore decelerazione della curva dei ricoveri”. Sono le parole di Emanuele Catena, primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sacco di Milano, intervenuto nel corso di “Buongiorno”, in onda su Sky TG24. “Abbiamo avuto un weekend difficile, con tanti ricoveri in terapia intensiva anche a livello regionale, ma questo non deve essere interpretato con eccessivo pessimismo”, ha spiegato durante l’intervista. “È possibile che nelle prossime settimane, nella settimana di Pasqua, si assista a una stabilizzazione della situazione e all’inizio di un generale miglioramento. C’è un iniziale rallentamento, ci auguriamo tutti che sia questo il trend dei prossimi giorni”, ha poi aggiunto Catena.

I dati che riguardano le terapie intensive della Lombardia

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Il primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sacco di Milano, poi, ha aggiornato il quadro della situazione in riferimento al territorio lombardo. “Noi abbiamo 28 letti di terapia intensiva occupati, siamo quasi al massimo delle nostre possibilità, i pazienti ricoverati, ovviamente, sono estremamente critici. Abbiamo varianti inglesi prevalenti e due pazienti con la variante brasiliana e la mortalità in terapia intensiva rimane elevata, intorno al 35-40%, non tanto lontano dalla mortalità della prima e della seconda ondata”, ha spiegato. Un dato da sottolineare, quello relativo all’età dei pazienti. “In questa fase si è ridotta la fascia di età: abbiamo pazienti anche di 27 anni, ne abbiamo avuti di 40, 42, 50, senza patologie associate, che sono arrivati in terapia intensiva in condizioni critiche. Le persone che sopravvivono sono mediamente quelle più giovani, intorno ai 60 anni, i decessi si spostano più in una fascia di età intorno ai 70”, ha detto ancora.

L’importanza del vaccino: “Campagna a ritmi serrati”

Catena, quindi, ha voluto lanciare un appello. “La battaglia contro il Covid si fa sicuramente fuori dagli ospedali, la possibilità di uscire dall’incubo del Covid è nelle mani del singolo cittadino che accetta di vaccinarsi”, ha ribadito Catena. “È importantissimo che la campagna vaccinale proceda a ritmi serrati, per proteggere le fasce più fragili. Dobbiamo cercare di vaccinare tutte le categorie, l’impressione globale è che si stanno facendo tutti gli sforzi per accelerare la campagna vaccinale. È evidente che in certe situazioni qualche meccanismo si inceppi ma globalmente si cerca di fare il meglio”, ha sottolineato l’esperto. “Spero che il prima possibile si possa estendere la vaccinazione anche nelle fasce di età che sono più rappresentate nei ricoveri ospedalieri e nelle terapie intensive, la fascia dai 60 ai 70 anni rappresenta una priorità e sicuramente tutti coloro che hanno una funzione sociale, di esposizione, devono essere vaccinati con urgenza. In questo momento la priorità è vaccinare più persone possibile”, ha quindi concluso.

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