Caos vaccini in Lombardia, Fontana: "Ho chiesto al cda di Aria di fare un passo indietro"

Lombardia
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La decisione arriva dopo i disguidi nelle convocazioni registrati negli ultimi giorni. "Situazioni di criticità come quelle che si sono verificate nel fine settimana offrono un'immagine distorta dei risultati che a oggi abbiamo raggiunto", ha dichiarato il presidente lombardo

"Ho chiesto ai membri del cda di Aria di fare un passo indietro, in caso contrario azzererò lo stesso affidando all'attuale direttore generale Lorenzo Gubian

la guida della societa'". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, parlando in conferenza stampa a seguito dei disguidi nella gestione delle convocazioni per le vaccinzioni affidata ad Aria Spa. "Situazioni di criticità come quelle che si sono verificate nel fine settimana offrono un'immagine distorta dei risultati che a oggi abbiamo raggiunto", ha aggiunto. 

"I disservizi informatici che si sono registrati durante la campagna vaccinale, recentemente a Como, Cremona e in Brianza, hanno creato disagi a molti nostri cittadini - ha proseguito Fontana - e inficiato il lavoro che tutti gli operatori, sanitari e non, che stanno impegnandosi con grande determinazione e professionalità nei diversi centri vaccinali". (COVID: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEL CONTAGIO - LA SITUAZIONE IN LOMBARDIA)

 

Il caso Aria

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La decisione del presidente Fontana giunge dopo che Aria Spa, la società incaricata dalla Regione di gestire le prenotazioni delle vaccinazioni, è finita al centro delle critiche a causa dei disguidi nati dalle mancate chiamate. Negli scorsi giorni, infatti, a causa di un problema tecnico non sono partiti gli sms di convocazione per le vaccinazioni in diverse città. A Cremona, ieri mattina solo 58 persone sono state contattate e si sono presentate presso l’hub per ricevere il vaccino su circa 600 dosi disponibili, ma grazie alle convocazioni fatte direttamente dall'Atts, entro le ore 17 sono state vaccinate comunque 603 persone. Situazioni simili si sono verificate anche a Monza, Varese e Como.

Le critiche di Bertolaso e Moratti

Sin dall'inizio della campagna vaccinale, l'intero sistema di prenotazioni gestito da Aria ha creato più di un problema ai cittadini: dagli sms non ricevuti dopo la prenotazione agli appuntamenti fissati a decine di chilometri di distanza rispetto al loro comune di residenza. A muovere le prime, dure critiche nei confronti di Aria è stato il consulente del presidente Fontana per il piano vaccinale, Guido Bertolaso, dopo che al Niguarda decine di anziani si sono trovati a dover aspettare fuori dal centro vaccinale per un errore nelle convocazioni. Nei giorni scorsi, è stata invece la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti ad attaccare la società, definendola “inadeguata a gestire le prenotazioni in modo decente”. Parole forti, in attesa di una riunione per capire come procedere, prima che la gestione passi a Poste Italiane.

Il punto sulle vaccinazioni

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"Il nostro obiettivo è quello di vaccinare tutti i lombardi, ammesso che arrivino le dosi necessarie, dato che a fine mese le scorte a disposizione di Regione Lombardia saranno esaurite, avendo completato il numero di quelle a disposizione", ha poi reso noto durante la conferenza stampa il presidente Fontana. "Il totale delle vaccinazioni in Lombardia è di 1.231.413 dosi utilizzate, quelle somministrate agli over 80 sono 322,568, oltre a 60mila nelle Rsa - ha aggiunto il governatore -. Quindi la percentuale di chi ha ricevuto una dose, tra gli over 80 che hanno aderito, supera di gran lunga il 50%, in linea con ciò che accade nel resto del Paese. Da noi nel weekend sono state inoculate un quarto delle vaccinazioni del Paese”.

Denunce da parte del Codacons

Intanto, a seguito di quanto accaduto negli ultimi gironi, il Codacons ha presentato una serie di denunce alle Procure di Milano, Cremona, Como, Monza e Varese, alla Corte dei Conti della Lombardia e all'Autorità Nazionale Anticorruzione. Negli esposti, si legge in una nota, l’associazione chiede "di voler predisporre tutti i controlli necessari per accertare" eventuali "illeciti" e "conseguenti responsabilità con particolare riferimento all'ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio", nonché "responsabilità erariali in relazione al malfunzionamento del sistema pubblico di prenotazione predisposto dalla Regione Lombardia anche avuto riguardo all'affidamento della procedura in relazione ai principi di economicità, efficacia, libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità". L'impossibilità per gli operatori sanitari di somministrare il vaccino, scrive l'associazione, "lede il diritto alla salute della collettività che subirà le conseguenze negative di un rallentamento nel piano vaccinale ben delineato nelle sue fasi e nelle sue tempistiche".

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