Covid, Merck aiuterà Johnson&Johnson nella produzione dei vaccini

Salute e Benessere

La “storica partnership” tra i due colossi farmaceutici dovrebbe essere annunciata, come anticipato dal "Washington Post", dal presidente americano Joe Biden. Obiettivo, quello di aumentare sensibilmente la produzione dei vaccini, proprio dopo il via libera dell'Fda a quello prodotto da J&J. Merck metterà a disposizione due dei suoi impianti presenti negli Stati Uniti

Il presidente americano Joe Biden annuncerà una "storica partnership" fra due colossi farmaceutici, Merck e Johnson&Johnson, con l’obiettivo di accelerare nella corsa alla produzione dei vaccini contro il Covid-19. Secondo quanto segnalato da un articolo pubblicato dal “Washington Post”, che cita alcune fonti dell'amministrazione, Merck creerà una sorta di alleanza con J&J, mettendo a disposizione due dei suoi impianti presenti negli Stati Uniti, per consentire così una produzione più veloce dei vaccini.

Un’alleanza tra due colossi dell’industria farmaceutica americana

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Si tratta, come spiega anche un articolo di “Repubblica”, di una partnership inedita tra due grandi rivali di Big Pharma, una sorta di “santa alleanza” tra due colossi dell’industria farmaceutica americana, di solito in competizione e, dopo questa decisione, alleate per un obiettivo comune. Merck dunque, uno dei più grandi produttori mondiali di vaccini contro altre malattie che non è riuscita però a sviluppare un prodotto anti-Covid con buon esito, sosterrà Johnson & Johnson nella produzione del vaccino anti-Covid 19 che ha ricevuto il via libera dell'Fda americana proprio lo scorso sabato. La pandemia riuscirà così a generare un patto insolito tra concorrenti, solitamente agguerriti, che potrebbe così aumentare notevolmente la fornitura del vaccino appena autorizzato, almeno secondo le ipotesi di alti funzionari dell'amministrazione americana. In base all'accordo, scrive ancora il “Washington Post”, delle due strutture che la Merck utilizzerà negli Stati Uniti per la produzione del vaccino monodose di Johnson & Johnson, una in particolare fornirà servizi di "fill-finish", l'ultima fase del processo di produzione all’interno della quale la sostanza del vaccino viene inserita nelle fiale e confezionata per la distribuzione. L'altro impianto, invece, lavorerà direttamente sul vaccino, con l’obiettivo di aumentare in maniera decisiva la fornitura, nelle previsioni anche raddoppiando ciò che Johnson & Johnson potrebbe produrre da sola, così come spiegato dagli stessi funzionari americani.

I numeri di J&J e il progetto di Merck

Proprio nei giorni scorsi, parlando del ritmo della campagna vaccinali negli Stati Uniti, Joe Biden aveva spiegato che a marzo sarebbero stati compiuti "progressi ancora più rapidi sui vaccini", indicando che sarebbero arrivati degli annunci nello specifico, una volta concessa l'autorizzazione per il vaccino prodotto da Johnson & Johnson. Quest’ultima si è impegnata a spedire 100 milioni di dosi negli Stati Uniti entro la fine di giugno. Circa 3,4 milioni di dosi sono già state distribuite nel corso di questa settimana, ha sottolineato Jeff Zients, il coordinatore del team di esperti della Casa Bianca che lavora nella lotta al coronavirus. Circa 16 milioni di dosi, invece, saranno consegnate entro la fine di marzo. A fine gennaio, invece, la Merck aveva annunciato l'interruzione dei lavori sui due progetti legati ad un vaccino contro il Covid-19, compreso quello sviluppato in collaborazione con l'Istituto Pasteur in Francia, per mancanza di risultati convincenti durante i primi test.

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