Villani (Cts) a Sky TG24: “Dovremmo riuscire a rispettare il piano dei vaccini”

Salute e Benessere

Nonostante i ritardi già annunciati da Pfizer nella consegna delle dosi di siero anti-Covid, il piano vaccinale italiano dovrebbe andare avanti regolarmente, come confermato dal presidente della Società Italiana di Pediatria e membro del Cts. “Verificheremo in concreto quanto questo possa incidere. Sappiamo tutti comunque che l’Italia ha provveduto ad approvvigionarsi presso diverse case farmaceutiche”, ha spiegato Villani

“Chiaramente i ritardi non sono mai auspicabili, ora verificheremo in concreto quanto questo possa incidere. Sappiamo tutti comunque che l’Italia ha provveduto ad approvvigionarsi presso diverse case farmaceutiche e quindi, auspicabilmente, quello che è il programma dovrebbe essere mantenuto”. Queste le parole di Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria (sip) e membro del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), intervenuto a Sky TG24, a proposito dei ritardi nelle consegne delle dosi di vaccino all’Italia, da parte di Pfizer. Ritardi che, come confermato dal commissario per l’emergenza, Arcuri, si verificheranno anche la prossima settimana. "Non solo non verranno consegnate in Italia le dosi che sono state unilateralmente e senza preavviso non consegnate in questa settimana, pari al 29%, ma ci sarà una pur lieve e ulteriore riduzione delle consegne", ha confermato. (Covid-19, il vaccino in Italia e nel mondo: DATI E GRAFICIPillole di vaccino, dal vaiolo al Covid-19: i video delle puntate)

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“Vedremo ora nei prossimi giorni quello che in realtà accade, però fortunatamente non disponiamo di un unico vaccino ma di più vaccini”, ha sottolineato ancora Villani. “Dobbiamo fronteggiare quella che è la situazione, ma credo che un’osservazione positiva vada fatta per quello che sta accadendo dal punto di vista epidemiologico”, ha poi spiegato, in riferimento al quadro dei contagi attuali, per quanto riguarda il nostro Paese. “Per questo è bene che tutti si impari ad interpretare i dati, ossia quando noi vediamo i numeri dei decessi, facciamo riferimento molto probabilmente a persone che hanno contratto il virus un mese e mezzo fa, quindi quattro, sei o otto settimane fa. Quindi è un numero che ci allarma ma che fotografa quello che è accaduto un mese e mezzo fa”, ha ribadito il membro del Cts.

Il numero dei contagiati

“Quando invece leggiamo il numero dei contagiati, possiamo avere la fotografia di quello che sta accadendo, ossia chi si è contagiato lo ha fatto nei quattro o cinque giorni antecedenti al dato rilevato. Questo è un elemento favorevole, significa che effettivamente ci sono meno persone che si stanno contagiando rispetto a qualche tempo fa: è la conferma che i comportamenti virtuosi, quindi essenzialmente cercando di fare tutte quelle azioni che limitano il contagio, sono un elemento favorevole per quanto riguarda l’arginare la situazione”, ha poi aggiunto.

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