Covid, il vaccino Sanofi-Gsk non sarà pronto prima di fine 2021

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Lo hanno comunicato l’azienda francese Sanofi e la britannica Gsk, la cui cura non induce ancora una sufficiente risposta immunitaria negli anziani. Il programma è prorogato al quarto trimestre del prossimo anno

La sperimentazione dei vaccini contro il coronavirus efficaci e sicuri procede spedita, ma non mancano, com’è normale che sia, alcuni rallentamenti. L’azienda francese Sanofi e la britannica Gsk, ad esempio, hanno annunciato che il loro candidato vaccino per il Covid non sarà pronto prima della fine del prossimo anno, il 2021. Questa decisione è dovuta al fatto che dopo aver esaminato i risultati provvisori dei trial hanno rilevato una bassa risposta immunitaria negli anziani. "Sanofi e Gsk annunciano un ritardo nel loro programma sul vaccino contro il Covid-19 per migliorare la risposta immunitaria negli adulti più anziani" si rimarca infatti nel comunicato. La scadenza viene quindi spostata "da metà 2021 al quarto trimestre del 2021", giorni in cui si prevede la potenziale disponibilità della cura.

Vaccino somministrato nel Regno Unito

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Intanto nel Regno Unito è iniziata la campagna di vaccinazione, con il primo uomo a ricevere la cura che è salito alle cronache (anche) per il suo nome: William Shakespeare. Londra ha deciso di avvalersi dell'autorizzazione di emergenza, una possibilità a cui possono far ricorso tutti i Paesi dell’Ue per bypassare la valutazione dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema). Fino al 31 dicembre 2020, termine del periodo di transizione per la Brexit, il Regno Unito è infatti ancora soggetto alle regole dell'Unione europea. È il primo stato nel quale sono iniziate le somministrazioni, gli altri 27 Paesi dell'Unione europea hanno invece deciso di procedere uniti e attendere le verifiche dell’Ema, considerando anche che l'autorizzazione di emergenza si basa su una minor quantità di dati.

 

Il piano italiano

In Italia, gli ultimi aggiornamenti sul piano dei vaccini parlano di quasi sei milioni e mezzo di persone che rientreranno nelle categorie a cui verrà data priorità non appena saranno disponibili le prime dosi della cura. Secondo una stima effettuata nell'ambito del piano strategico vaccinale, in base ai dati Istat, Ministero della Salute, Regioni e Commissario straordinario, i primi a ricevere il vaccino corrispondono in totale a 6.416.372 persone. Nello specifico 1.404.037 operatori sanitari e sociosanitari che lavorano a livello nazione, poi 570.287 soggetti tra personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani e 4.442.048 persone di età superiore a 80 anni.

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