Covid, per Natale il tampone negativo prima del cenone non è una sicurezza

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Il tampone negativo certifica l’assenza del contagio al momento in cui si esegue il test, ma non può essere una motivazione per abbassare la guardia durante le festività natalizie

A causa del Covid sarà un Natale diverso dal solito. Lo ripetono gli esponenti della politica e della sanità. Proprio in questi giorni, sul tavolo del governo, sono al vaglio le disposizioni che regoleranno le festività natalizie e solo una volta che saranno rese ufficiali sapremo quali saranno effettivamente le misure anti contagio cui attenersi per Natale. C’è una convinzione che gli esperti stanno cercando di smontare in queste ore: quella che di fronte a un tampone negativo ci si possa presentare al pranzo o al cenone in totale sicurezza. Non è così: l’ipotesi di una “bolla” nella propria casa per Natale con persone risultate negative al test molecolare è smentita dai medici, che in ogni caso ritengono indispensabile ricorrere ai dispositivi di sicurezza come mascherine e distanziamento,  ormai entrati a far parte della nostra quotidianità.

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Come detto il Governo sta ponderando in queste ore le regole per il Natale. Per quanto riguarda quel che accadrà a tavola, dovrebbe venir comunicato un “divieto assoluto di organizzare feste o affittare locali per eventi privati”. Nei ristoranti, invece, il limite di quattro persone allo stesso tavolo potrebbe essere alzato a sei. Per quanto riguarda i cenoni (o i pranzi) di Natale in casa, per adesso si ipotizza che non potranno partecipare più di cinque o sei parenti. Anche per tutelare la salute degli elementi più fragili, tra cui gli anziani, della famiglia. Inoltre gli spostamenti tra regioni saranno ridotti all’essenziale.

 

Il tampone negativo non è una sicurezza

Come ha sottolineato anche il premier Giuseppe Conte, “veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non saranno possibili”. Nemmeno di fronte a un foglio che certifica la negatività al tampone. Non sarà un buon motivo per rinunciare alla mascherina ed entrare in contatto tra commensali come se il Covid per Natale non esistesse. Su questo i medici sono pressoché concordi e il motivo è chiaro: il tampone certifica la negatività al coronavirus in un determinato momento, ma la malattia può essere contratta ovunque nei giorni seguenti. Viceversa, si potrebbe esser stati contagiati nelle ore precedenti e risultare poi positivi a un test successivo. Infine, le ipotesi di effettuare un tampone rapido a ridosso dell’evento o di restare in isolamento le due settimane antecedenti la festività non sembrano praticabili per tutta la popolazione.

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