Coronavirus, Francia: da oggi scatta l'obbligo delle mascherine nei luoghi pubblici chiusi

Salute e Benessere

Il provvedimento riguarda i negozi, i centri commerciali, gli uffici amministrativi, le banche e anche i mercati coperti ma non solo. Per chi non rispetta l’obbligo, prevista una multa di 135 euro

Il coronavirus torna a far paura in Francia, dove è entrato in vigore sin da oggi l'uso obbligatorio delle mascherine in tutti i luoghi pubblici chiusi. Per rafforzare l’obbligo sono state previste multe, pari a 135 euro, per sanzionare coloro che non seguiranno le direttive delle autorità.

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In particolare, come riporta anche Le Figaro, la autorità sanitarie locali, il provvedimento riguarda i negozi, i centri commerciali, gli uffici amministrativi, le banche e anche i mercati coperti. Ma non solo, perché sono interessati anche le sale riunioni e i luoghi dove sono previsti spettacoli, cinema, ristoranti, hotel, sale giochi, istituti scolastici, centri vacanze, biblioteche, luoghi di culto, stabilimenti sportivi al coperto, musei, stazioni e aeroporti. Lo aveva anticipato il Ministro della Salute francese, Olivier Véran, in un tweet pubblicato sabato scorso, (seguito da un altro in data odierna) un ulteriore conferma è arrivata poi anche dalla Federazione del commercio e della distribuzione (FCD) che ha diramato una nota secondo cui indossare la mascherina è diventato obbligatorio in tutti i negozi dei principali marchi alimentari presenti sul territorio, da Auchan, ad Aldi, passando per Carrefour, solo per citarne alcuni. Per quanto riguarda invece i trasporti pubblici, nulla è cambiato, rispetto all'11 maggio, da quando cioè indossare una mascherina su treni, bus e metropolitane è obbligatorio per i passeggeri a partire da 11 anni. In linea di principio, invece, indossare un dispositivo di protezione individuale negli uffici non è obbligatorio, a meno che la singola azienda non decida il contrario. Le aziende "devono gestire caso per caso, a seconda della situazione", aveva dichiarato il Primo Ministro Jean Castex, giovedì scorso. La decisione presa dalle autorità francese è stata influenzata anche dall'andamento dell'epidemia di coronavirus in Spagna, "monitorato molto attentamente" anche a Parigi, dove proprio Castex non ha escluso una nuova chiusura delle frontiere agli spagnoli: "E' un tema reale che dobbiamo anche discutere con le autorità spagnole", ha ammesso.

La situazione in Europa

In generale l’emergenza in Europa non è per nulla alle spalle. A Est preoccupa infatti la curva dell'epidemia in Romania, dove ogni giorno si registra un nuovo record di contagi e anche a Bucarest il governo non esclude di dovere imporre una nuova quarantena ai cittadini. Situazione meno grave, ma comunque tenuta sotto osservazione, si registra nei Balcani, tra Serbia, Bulgaria e Bosnia. Chi non sembra essere mai uscito dall'emergenza è invece il Portogallo, dove dal primo luglio è in vigore un blocco per 700.000 abitanti nella regione di Lisbona. Misure che sono state prorogate almeno fino alla fine di luglio. La Grecia ha esteso ancora una volta il lockdown dei campi profughi, questa volta fino al 2 agosto, e ha reso anch’essa obbligatorio indossare le mascherine nei supermercati. L'Ungheria, infine, da qualche giorno ha vietato l'accesso sul proprio territorio ai cittadini dei Paesi africani, sudamericani, alla maggior parte dei Paesi asiatici e di alcuni Stati europei.

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