L'Aula ha approvato la riforma con 217 voti a favore, 152 contrari e due astenuti. Il voto è stato segreto e il provvedimento passa ora al Senato: anche a Palazzo Madama resta il nodo delle preferenze. Esultanza nel centrodestra. Momenti di tensione prima delle votazioni, con i deputati delle opposizioni che hanno esposto dei cartelli di protesta con su scritto: "Meloni ha fallito", "legge elettorale = legge truffa", "la maggioranza non esiste più: a casa"
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L'Aula della Camera ha approvato giovedì 16 luglio la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contrari e due astenuti. Il voto è stato segreto e ora il provvedimento passa al Senato. Bagarre in Aula prima delle votazioni, con i deputati delle opposizioni che hanno esposto dei cartelli di protesta con su scritto: "Meloni ha fallito", "legge elettorale = legge truffa", "la maggioranza non esiste più: a casa".
Il via libera è arrivato dopo che ieri, mercoledì 15 luglio, c'era stato uno stop alle preferenze. Fdi aveva votato l'emendamento dei vannacciani, ma Lega e Forza Italia si erano detti contrari: dunque proposta bocciata. Oggi poi è arrivato il voto finale, preceduto dalle dichiarazioni in Aula. Conte: "Legge truffa per passare da stabilità a inamovibilità". Schlein: "Meloni insegue Vannacci, maggioranza colabrodo".
Gli approfondimenti:
- Come la maggioranza è andata sotto sulle preferenze
- Cosa succede ora al governo: elezioni anticipate o correzione al Senato?
- Gli scenari di un possibile voto anticipato
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Il Senato e il nodo preferenze
Tra alti e bassi, il primo step parlamentare della riforma della legge elettorale – con l’approvazione alla Camera - è alle spalle. Ora resta il passaggio in Senato, dove si attendono le prossime mosse della premier Giorgia Meloni, anche in chiave alleanza con Vannacci: ripresentare l'emendamento sulle preferenze, ottenendo il via libera dei vannacciani ma rischiando nuovi inciampi con Lega e FI, o lasciar perdere e approvare definitivamente la legge elettorale prima e senza scossoni? La risposta potrebbe arriverà a breve.
I prossimi passi
La riforma della legge elettorale approderà al Senato la prossima settimana e, con tutta probabilità, potrebbe già essere incardinata in commissione. Il centrosinistra, che alla Camera ha marciato unito nel contrasto alla riforma, è intenzionato a chiedere un ciclo di audizioni per approfondire il testo che potrebbero tenersi nella settimana successiva. Ma per capire più nel dettaglio quale sarà la tempistica sul provvedimento, si dovrà attendere che l'ufficio di presidenza della commissione fissi il termine per la presentazione degli emendamenti. Poi si potrà entrare nel vivo dell'esame ma, a conti fatti, ci saranno una decina di giorni effettivi prima della chiusura dei lavori per la pausa estiva. Il centrodestra vorrebbe provare a portare l'esame il più avanti possibile magari riuscendo a lasciare per la ripresa in autunno solo quello dell'Aula. Da capire, poi, la questione di una eventuale modifica sulle preferenze: se il centrodestra decidesse di non tornare sul tema dopo la bocciatura, in Senato potrebbe blindare il testo; in caso contrario o con eventuali altre modifiche introdotte il testo dovrebbe poi tornare a Montecitorio per la terza lettura.
La Camera approva la legge elettorale, ora il testo al Senato. Video
Renzi: "Voto su preferenze non è infortunio ma divisione profonda a destra"
"Il voto sulle preferenze non è stato un infortunio ma una divisione profonda dentro la destra. Meloni ha perso la fiducia dei cittadini con il referendum e ha perso la fiducia del palazzo con questo voto a scrutinio segreto". Lo ha detto Matteo Renzi, a margine della Festa dell'estate di Casa Riformista in corso a Roma. "Ora che la legge è stata approvata spero che la maggioranza si ricordi dei veri problemi che sono gli stipendi, che sono le bollette. Mai come in questi anni c'è stata una fuga dall'Italia verso l'estero dei giovani. Parliamo di questo e su questo vinciamo le elezioni", ha aggiunto il leader di Italia Viva.
Tajani: sulle preferenze “respingiamo al mittente ogni accusa”
Il vicepremier Antonio Tajani torna sull’emendamento alla legge elettorale sulle preferenze che ha mandato il governo sotto. “È chiaro che qualcuno, a scrutinio segreto, non l'ha votato ma questo vale per tutte le forze politiche, respingiamo al mittente qualsiasi accusa. Siamo sempre stati leali, coerenti. Io ero lì presente, quindi nessuno può dire che Forza Italia non è stata leale e coerente come siamo sempre stati", ha detto il leader di Forza Italia, parlando di "molto rumore per nulla". Poi ha aggiunto: "L'ho sempre detto che le preferenze non erano un elemento fondamentale della legge elettorale, l'ho detto prima che si votasse e lo dico anche dopo. L'importante che ci sia una legge che garantisca stabilità al nostro Paese più di quanto la garantisca la legge attuale”. Sull'ipotesi che l'emendamento possa essere ripresentato al Senato, Tajani ha risposto: " È un testo non del governo, è un testo parlamentare. Ne parleremo e discuteremo, siamo sempre pronti a confrontarci su tutto".
La denuncia del Pd: “Manipolazione della geografia dei seggi”
In una nota congiunta, la deputata Pd Sara Ferrari, il senatore Luigi Spagnolli e il segretario altoatesino del partito Carlo Bettio hanno denunciato “una manipolazione della geografia dei seggi, lo stesso trucco che Trump sta portando avanti negli Usa, che Meloni copia cancellando i collegi esteri e che Urzì applica all'Alto Adige”. “Ridurre la dimensione del collegio elettorale di Bolzano - Bassa Atesina, spostando i comuni di Appiano, Caldaro e Termeno, 'italianizzandolo', è un tentativo maldestro di modificare le regole del gioco e un passo indietro nella costruzione della democrazia in Alto Adige", hanno spiegato. Il Partito Democratico ha denunciato "questa condotta politica truffaldina, che modifica le regole del gioco allo scopo di alterare il risultato elettorale. Per noi il futuro dell'Alto Adige Südtirol è sempre meno separazione etnica e sempre più capacità di proporre candidati in grado di rappresentare tutti e tutte", ha aggiunto Ferrari.
Casellati: “Riforma assicura un vincitore chiaro alle elezioni”
Secondo Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministra delle Riforme istituzionali, questa riforma rappresenta “un passaggio molto importante per questa legislatura, perché assicura un vincitore chiaro alle elezioni e consente allo schieramento scelto dai cittadini di formare un governo stabile, in grado di mantenere gli impegni assunti”. “Dare certezza all'esito delle elezioni – ha aggiunto la ministra – significa impedire giochi di palazzo e permettere ai cittadini di scegliere davvero chi governerà. Sono convinta che questo aiuterà anche a riportare gli italiani alle urne. Gli effetti saranno importanti sotto molti punti di vista: avere istituzioni più solide significa avere governi capaci di decidere e portare avanti le riforme, maggiore credibilità internazionale, più fiducia per chi investe e una prospettiva per famiglie e imprese, che potranno programmare il loro futuro. La stabilità non è un vantaggio per una parte politica, ma un bene per l'intero Paese. È una garanzia per tutti. Dare certezza ai cittadini significa rafforzare la democrazia".
Spadafora: “Voto per fuori sede è un diritto fondamentale”
"Cinque milioni sono le persone che vivono temporaneamente fuori dal comune di residenza e che finalmente potranno votare nella città in cui studiano, lavorano, vivono. L'approvazione dell'emendamento che ammette il voto dei fuori sede è un primo passo in avanti in una legge elettorale comunque critica, e noi vogliamo sottolineare che il diritto di voto deve essere davvero accessibile", ha detto Vincenzo Spadafora, fondatore di Primavera. “Il requisito dei 9 mesi di domicilio, la scadenza del 31 dicembre e regole più restrittive rispetto alla sperimentazione del 2025 rischiano di escludere ancora molti studenti e lavoratori: crediamo che il voto fuori sede non debba essere una concessione, ma un diritto pienamente garantito. Garantire il voto ai fuori sede è un passo avanti importante che dimostra come, quando c'è la volontà politica, le riforme giuste si possono fare. Non possiamo però non pensare a cosa sarebbe accaduto all'Italia se questo diritto sarebbe stato davvero garantito anche in passato", ha aggiunto.
Magi: “Emendamento anti-frammentazione colpisce solo centrosinistra”
L'emendamento anti-frammentazione approvato nell'ambito della legge elettorale “ha dell'incredibile perché viene presentato dal centrodestra ma riguarda solo il centrosinistra", ha detto il segretario di +Europa Riccardo Magi, evidenziando che ne "andrebbe approfondita la genesi politica". La norma – ha detto Magi – rischia di complicare il percorso verso una proposta elettorale unitaria dell'area riformatrice, liberaldemocratica ed europeista, perché "nessuno può pensare di sostituire una scelta forzata alla convergenza politica, che deve nascere da un confronto e da scelte autentiche". Il via libera all'emendamento sarà al centro del confronto con gli alleati del campo largo "in questi giorni", anche perché espone l'intera coalizione "al rischio di perdere voti". Per questo, ha sottolineato il leader di +Europa, "è tutta la coalizione che deve farsi carico di questo passaggio. Mi aspetto una reazione forte e sdegnata dei leader dei principali partiti di opposizione nei confronti del centrodestra, che porti anche a modifiche al Senato".
In cosa consiste la nuova legge elettorale. VIDEO
Salvini: “Spero al Senato si possano recuperare preferenze”. VIDEO
Poche assenze in maggioranza e chi c'era ha votato sì
Dovrebbero aver votato tutti sì i deputati del centrodestra presenti in Aula al momento del voto finale segreto sulla legge elettorale. Deputati del centrodestra che, tra l’altro, erano presenti in massa alla votazione: 96,5% per FdI; 92,45% FI; 82,14% la Lega e 87,5% Noi Moderati. Al netto dell'incognita dei possibili “scambi” tra coalizioni, dai tabulati risultano in missione o assenti 19 parlamentari della maggioranza che, sommati ai 217 sì (e non calcolando il presidente che non vota), danno i 235 deputati sui quali conta complessivamente la coalizione a Montecitorio. Dai tabulati risultano in missione 4 di FdI (Giangiacomo Calovini; Wanda Ferro; la premier Giorgia Meloni ed Emanuele Prisco) e nessuno degli altri ha disertato il voto. In missione per FI risultano Antonio Tajani (che era impegnato nel Ferrarese) e Antonino Minardo, mentre assenti risultano, come negli ultimi due giorni, Deborah Bergamini e Francesco Cannizzaro. In missione per la Lega risultano Alberto Bagnai, Mirco Carloni, Jacopo Morrone e Edoardo Rixi e non hanno partecipato al voto Antonio Angelucci e Vanessa Cattoi (assenti anche nel voto sulle preferenze), Virginio Caparvi, Riccardo Augusto Marchetti, Valeria Sudano e Igor Iezzi, relatore del provvedimento ma assente per motivi personali. In missione anche Michela Vittoria Brambilla di Nm
Ceccanti: “Emendamento anti-frammentazione rafforza Iv e Nm”
Nella riforma della legge elettorale "è stato approvato un importante emendamento anti-frammentazione". A dirlo è il costituzionalista Stefano Ceccanti, a proposito dell'emendamento approvato alla legge elettorale a firma Paolo Emilio Russo (Fi) che prevede che non concorrono alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione i voti espressi a favore delle liste collegate che non superano lo sbarramento del 3% e che non siano la lista del miglior perdente. "Quale la ricaduta concreta? Che nessuna delle due coalizioni principali potrà presentare più di una lista a rischio 3 per cento per non rischiare di perdere voti. Risulta così rafforzata la posizione delle uniche due liste che non devono raccogliere firme: Italia Viva nel centrosinistra e Noi Moderati nel centrodestra. Le altre forze minori dovranno convergere nelle liste già esistenti”, ha spiegato Ceccanti.
Salvini: “Spero al Senato si possano recuperare preferenze”
Il vicepremier Matteo Salvini, commentando l'approvazione alla Camera della legge elettorale a margine di un appuntamento in Puglia, ha dichiarato: "Bene, è un tema che mi ha appassionato, capitolo chiuso, legge approvata. Adesso si va al Senato. Spero che ci sia la possibilità di recuperare anche l'indicazione, a qualche titolo, delle preferenze per lasciare ancora più libertà di scelta ai cittadini".
Rampelli: "Sì convinto, chi prende un voto in più governi"
"Dopo aver presieduto l'aula a lungo durante l'esame della legge elettorale, soffrendo per non aver potuto votare l'emendamento sull'introduzione di una quota parte di preferenze, oggi sono riuscito a esprimere il mio sì convinto a una legge che sancisce forte e chiaro il diritto-dovere di chi prende un voto in più della coalizione concorrente di governare", ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.
Lupi: "Passo per stabilità ora decidere priorità di fine legislatura"
"L'approvazione della legge elettorale alla Camera è un passaggio importante verso un sistema in grado di dare stabilità e governabilità al Paese. Il voto di oggi conferma che la maggioranza è compatta e che si può avviare una riflessione sul voto contrario all'emendamento sulle preferenze, che ripresenteremo al Senato, con la consapevolezza che tutto il Centrodestra intende proseguire la legislatura senza galleggiare o rimanere impantanato in una palude, come ha detto giustamente Giorgia Meloni. Abbiamo davanti un anno importante, in una situazione internazionale molto delicata, che dovremo sfruttare per realizzare altre riforme in favore dei cittadini, delle famiglie e delle imprese, a partire dalla riduzione delle tasse per i giovani. Non servono verifiche come quelle della Prima Repubblica, ma incontri e confronti per decidere quali sono le priorità per completare il cambiamento e la modernizzazione dell'Italia". Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.
Tajani: "La coalizione di centrodestra è coesa"
"La Legge è stata approvata con ampia maggioranza. Non mi sconvolgo sul tema dell'emendamento, bene invece che sia stata varata una legge che porta stabilità a questo Paese. Non ci sono problemi all'interno della maggioranza, la coalizione di centrodestra è coesa", ha detto il ministro degli Esteri Tajani. "Lavoriamo non soltanto per affrontare con serenità i prossimi cinque anni ma anche le grandi questione economiche", ha poi aggiunto.
Tajani: "La legge elettorale eviterà giochi di palazzo"
"Dopo l'approvazione alla Camera, vedremo cosa accadrà al Senato. L'importante è aver raggiunto l'obiettivo in tempi rapidi e discuteremo nel caso ci dovessero essere idee diverse anche al Senato. Ne parleremo, l'importante è che questo paese abbia una legge elettorale che garantisca stabilità. Quest'ultima favorisce investimenti e pianificazioni da parte delle imprese. In questo modo, il giorno dopo le elezioni, si saprà chi ha vinto e chi ha perso, quindi si eviteranno giochi di palazzo che non rispondono alle volontà degli elettori". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di un'iniziativa nel Ferrarese.
Il via libera della Camera alla legge elettorale
In foto, il momento dell'approvazione alla Camera della legge elettorale.

©Ansa
Gelmini: "Nm coerenti su preferenze, al Senato si superi incidente"
"Ha fatto clamore il nostro sostegno all'emendamento sulle preferenze presentato da Futuro Nazionale, ma noi siamo coerenti e restiamo favorevoli alle preferenze. Questo però non cancella l'incompatibilita che abbiamo con Vannacci e con le sue idee, su cui restiamo fermamente contrari. Sulle preferenze faremo una riflessione e mi auguro che al Senato, dove non è ammesso il voto segreto, ci sia la possibilità di recuperare l'incidente di percorso che si è verificato alla Camera". Lo ha detto Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, a RaiNews24. (ANSA).
Riforma della legge elettorale, dalle preferenze ai premi di maggioranza: cosa prevede
Cosa prevede la riforma della legge elettorale
Vai al contenutoPresidente commissione Senato: "Pronti a lavorare sulla legge elettorale"
"L'approvazione della legge elettorale alla Camera è una ottima notizia per i cittadini perché è finalizzata a dare maggiore peso alla loro espressione di voto e quindi alla loro sovranità. Appena il provvedimento sarà assegnato alla prima commissione del Senato, inizieremo a lavorarci con entusiasmo e determinazione, nel rispetto delle regole e delle prerogative di tutte le forze politiche comprese quelle di opposizione. Non vediamo l'ora di metterci al lavoro su una legge che si pone l'obiettivo di rendere strutturale quella stabilità che, con il governo Meloni, ha evidenziato la sua importanza dal punto di vista economico, sociale e politico per l'Italia e per la sua considerazione a livello internazionale". Così il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Andrea De Priamo, di FdI, interpellato dall'ANSA dopo il primo via libera della Camera alla riforma della legge elettorale.
Ciriani: "Auspichiamo un iter celere in Senato"
"Il voto di oggi è la prima parte, anche se la più importante, del lavoro", ha ricordato il ministro per i Rapporti con in Parlamento Luca Ciriani. "Ora la legge elettorale sarà trasmessa in Senato e inizierà il suo iter in commissione. Iter che auspichiamo celere, compatibilmente con l'approvazione dei decreti e con le prerogative parlamentari".
Delmastro: "Sinistra in Aula festeggia la propria sconfitta"
"Anche oggi la sinistra, pur perdendo la guerra della legge elettorale, festeggia in aula la vittoria della battaglia contro le preferenze. In quattro anni di governo Meloni l'unica vittoria della sinistra, ottenuta tramando nell'ombra con il voto segreto, è stata quella contro le preferenze. Anche le vittorie qualificano chi sei e gli italiani sanno, da oggi, chi ha usurpato il diritto a scegliersi i parlamentari". Lo afferma Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d'Italia.
La Camera approva la legge elettorale: il momento del voto. VIDEO
I cartelli delle opposizioni in Aula. FOTO

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I cartelli di protesta dell'opposizione. VIDEO
Esultanza nel centrodestra
Esultanza nel centrodestra subito dopo il voto. I deputati di maggiorana si sono alzati in piedi applaudendo e alcuni di loro si sono stretti la mano in segno di soddisfazione.
La Camera approva con 217 sì
L'Aula della Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contrari e due astenuti. Il voto è stato segreto, il provvedimento passa al Senato.
Voto in corso
Voto in corso in Aula
Aula piena prima del voto
Si è riempita l'Aula della Camera, a ridosso del voto finale sulla legge elettorale. Presenti anche diversi ministri, da Giancarlo Giorgetti a Francesco Lollobrigida, da Eugenia Roccella a Maria Elisabetta Alberti Casellati, da Carlo Nordio a Luca Ciriani. A presiedere l'Assemblea il presidente di Montecitorio Lorenzo Fontana.
Bagarre in Aula
Momenti di tensione in Aula, prima del voto finale e durante le dichiarazioni.
Lega: "Tradire ancora i cittadini scatenerebbe la fase della rabbia"
Dare governi stabili e impedire governi di larghe intese è l'obiettivo della riforma della legge elettorale e su questo "tradire ancora una volta queste aspettative significherebbe aprire una terza fase: la fase della rabbia, una rabbia che sarebbe capace di spianare forze politiche meno democratiche di quelle che stanno ora in Parlamento", ha detto il deputato della Lega, Andrea Barabotti nel suo intervento in Aula.
Conte: "Legge truffa"
"Mentre i salari si abbassano e i prezzi del carburante schizzano il governo ha deciso che la priorità del Paese è la legge elettorale: si vogliono cambiare le regole del gioco per passare dalla stabilità alla inamovibilità". Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte intervenendo in Aula alla Camera nell'ambito delle dichiarazioni di voto sulla legge elettorale.
Schlein: "Meloni insegue Vannacci, maggioranza colabrodo"
"Ieri Meloni ha tradito anche i suoi alleati per rincorrere Vannacci. Non c'è più una maggioranza, è un colabrodo". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in dichiarazione di voto sulla legge elettorale in Aula alla Camera. "Questa legge è irricevibile ed inemendabile e ha grandi problemi di costituzionalità. Il vero obiettivo di Meloni è il Quirinale, avete un ossessione per il potere", ha aggiunto Schlein. Che ha puntato il dito: "Vi siete ridisegnati i collegi dell'estero per favorire i vostri, vergogna". "L'emendamento Meloni cancellava di fatto la parità di genere", ha aggiunto in riferimento alla proposta FdI-Nm-Udc sulle preferenze. Emendamento su cui "si è aperta una crisi".
Vannacci: "Fnv voterà no"
"Dopo la vigliaccata degli infami delle poltrone, che ieri con le munizioni date dal Partito democratico hanno sparato alla schiena del proprio schieramento, oggi Futuro nazionale non voterà la nuova proposta di legge elettorale che sarà presentata in Parlamento. D'altra parte, sono sparite le preferenze, mantiene l'alternanza di genere e paga quella marchetta ad Azione ed altri partitini consentendo loro di non raccogliere le firme, a differenza di Futuro nazionale che dovrà raccoglierlo e lo farà con molto piacere. Futuro nazionale continua ad essere l'unico partito che vuole ridare sovranità al popolo italiano". Lo afferma, in un video postato sui social, il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci.
Conte: "Non vi permetteremo di confondere colle Quirinale con colle Oppio"
"Vi state confezionando una legge elettorale vergognosa con un premio di maggioranza incostituzionale ma noi non vi permetteremo di confondere il colle del Quirinale con Colle Oppio". Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte intervenendo in Aula alla Camera nell'ambito delle dichiarazioni di voto sula legge elettorale.
Richetti (Azione): "Noi ci siamo confrontati ma serve altro"
"Il collega Colucci (di Noi Moderati, ndr) dice che l'opposizione si è opposta per partito preso. No, Azione non si è opposta a priori. Ci siamo confrontatati su tutto", ma "siamo convinti che serva un sistema politico fondato su altre basi. Il punto è che si sta cercando di fare il premierato" senza cambiare la Costituzione. Lo ha detto il capogruppo di Azione Matteo Richetti nell'Aula della Camera in dichiarazione di voto sulla legge elettorale. Richetti ha sottolineato "le riforme irrealizzate" da parte del governo e la necessità di essere seri nel rispettare "gli impegni assunti".
Fratoianni: "È 'schiforma' per rimuovere la centralità del Parlamento"
"Questa schiforma rimuove la centralità del Parlamento". Lo ha detto il deputato di Avs Nicola Fratoianni intervenendo in Aula alla Camera nell'ambito delle dichiarazioni di voto sulla riforma della legge elettorale. "La premier Meloni, ha detto, via social dobbiamo riflettere: andate a riflettere e poi magari mettetene a parte il Parlamento di questa riflessione, dovete venire in Parlamento a offrire i risultati della vostra riflessione perché questa checchè ne pensiate è ancora una Repubblica parlamentare e questo è quello che non sopportate a destra e questo non è di oggi, è un progetto decennale: rimuovere Parlamento e magari la Costituzione".
Boschi: "Votate una legge elettorale last minute"
Dopo quanto accaduto nel voto segreto sulle preferenze la presidente del Consiglio "si sarebbe dovuta dimettere" e "a parti invertiti cosa avreste fatto se un parlamentare su 4, avesse tradito nel voto segreto come è accaduto a voi? Potete fare finta di nulla ma noi vi aspettiamo qui dove siamo convinti che saranno gli italiani" a bocciarvi nelle urne. Lo ha detto la capogruppo di Iv Maria Elena Boschi nell'intervento in Aula alla Camera sulla riforma della legge elettorale.
Mulé (FI): "Quello di ieri non è l'asse del male"
"Quello di ieri non è l'asse del male. È un asse che si è costituito su un emendamento, come capita in Parlamento. Noi chiediamo sempre che il Parlamento si appropri del proprio ruolo e che quindi faccia delle norme che non siano figlie imposte dal governo. Il Parlamento ha fatto il suo dovere". Così Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, ad Agorà Estate su Rai Tre.
Renzi: "Da destra un autogol, noi pronti a governare ma servono i riformisti"
"La sinistra ha storicamente una capacità di dividersi notevole ma qui oggi siamo in presenza di un autogol gigantesco della destra. L'unico passaggio che servirebbe sarebbe restituire la parola agli italiani. Ma credo che lei (Meloni, ndr) abbia scelto di portare a casa la legge e poi andare a votare a primavera del 2027". Lo afferma, in un'intervista a Il Messaggero, Matteo Renzi, leader di Italia viva.
Magi: "È un colpo di stato elettorale"
"Questa legge costituisce un colpo di stato elettorale". Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi in dichiarazione di voto sulla legge elettorale in Aula alla Camera. Magi ha puntato il dito contro "l'investitura del capo introdotta surrettiziamente attraverso la legge elettorale". "La palude, lo diciamo alla presidente Meloni, non è nel voto autonomo espresso da alcuni deputati, ma in chi ha concepito un sistema bloccato in ingresso e in uscita. Noi naturalmente voteremo contro", ha aggiunto.
Votazione finale attesa tra circa due ore
È iniziata la seduta dell'Aula della Camera sulla legge elettorale. Sono iniziate le dichiarazioni di voto, il voto finale è atteso tra circa due ore, alle 11.30. Il testo poi passerà all'esame del Senato.
Leader opposizioni tutti iscritti a parlare
Oggi i leader delle forze di opposizione sono tutti iscritti a parlare in dichiarazione di voto finale sulla legge elettorale: interverranno la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader M5s Giuseppe Conte, uno dei due leader di Avs Nicola Fratoianni, il segretario di Più Europa Riccardo Magi. Per Iv e Azione interverranno i capigruppo Maria
Elena Boschi e Matteo Richetti. Quanto alla maggioranza, per Forza Italia è iscritto a parlare il presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano e chiuderà la serie di dichiarazioni di voto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli.
Bonelli: "Voto segreto proposto da Avs, emerse contraddizioni"
"Il voto segreto sulla legge elettorale è stato proposto da me e Nicola Fratoianni a Elly Schlein e Giuseppe Conte. Inizialmente non c'era questa intenzione, ma abbiamo ritenuto strategico utilizzare uno strumento previsto dal regolamento della Camera per fare emergere le contraddizioni presenti nella maggioranza. Lo abbiamo fatto e lo rivendichiamo". Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo alla trasmissione Omnibus su La7.
La Russa: "Ogni voto può avere conseguenze politiche, ma nessuna sfiducia"
"Non è un atto di sfiducia, ma ogni voto può provocare conseguenze politiche. Era un voto a rischio, si è sempre saputo. Ma l'emendamento era a firma solo di FdI e Noi moderati. La norma sulle preferenze non era nel testo base della legge presentato dalla maggioranza. Questo è un dato importante, che nei commenti è stato messo in ombra". Ad affermarlo, in un'intervista al Corriere della Sera, è il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Schlein: "Il governo di Giorgia Meloni è finito"
"Il governo di Giorgia Meloni è finito, il dibattito alla Camera sulla legge elettorale lo ha certificato". Lo afferma, in un'intervista a Repubblica, Elly Schlein, segretaria del Pd. "La maggioranza non esiste più - aggiunge -, adesso vadano a casa, tocca a noi. Ha perso Meloni, che ha cercato di imporre una riforma elettorale cucita su misura perché ha paura di essere sconfitta dalla nostra coalizione che ha una proposta competitiva. Ha perso l'arroganza di forzare anche rispetto ai suoi alleati, che non la volevano. Ha perso la superbia della prima presidente del Consiglio donna che per difendere il suo potere era pronta a sacrificare le altre donne. Lei e il suo governo sono stati sfiduciati e di questo può incolpare solo se stessa".
Legge elettorale, cosa succede ora al governo: elezioni anticipate o correzione al Senato?
La bocciatura dell'emendamento sulle preferenze alla Camera, per un solo voto e a scrutinio segreto, apre una fase di incertezza per la maggioranza. Giorgia Meloni parla di "riflessione" necessaria, mentre nel centrodestra è partita la conta dei franchi tiratori. Formalmente non si è consumata una sconfitta del governo e la prassi non prevede alcuna crisi automatica, ma diversi scenari restano aperti: dalla prosecuzione dell'iter parlamentare alla correzione del testo al Senato, fino all'ipotesi di elezioni anticipate. Ecco il quadro delle possibili strade. LEGGI QUI